Metro Roma, 29 milioni per Linea A e Linea C: nuove scale mobili, ascensori e sistemi di sicurezza

Linea A: Roma Capitale ha approvato il progetto di fattibilità per la sostituzione complessiva di 48 scale mobili e 17 ascensori.
Di Fabio Vergovich
Scala mobile fuori servizio alla stazione metro Termini
Scala mobile fuori servizio alla stazione metro Termini

Roma Capitale mette sul tavolo quasi 29 milioni di euro per intervenire su due infrastrutture decisive della rete metropolitana: gli impianti di traslazione della Linea A e i sistemi tecnologici di esercizio e sicurezza della Linea C. Cinque i provvedimenti approvati, con l’obiettivo di programmare il rinnovo degli impianti prima che raggiungano la fine della loro vita tecnica e ridurre il rischio di guasti, disservizi e interventi d’emergenza.

La quota più consistente, pari a 17,8 milioni di euro, riguarda scale mobili e ascensori della Linea A. Altri 11 milioni vengono destinati alla Linea C per aggiornare sistemi di supervisione, apparati elettrici, comunicazioni radio e ventilazione.

Linea A, da Battistini a Cipro parte il rinnovo di scale mobili e ascensori

Roma Capitale ha approvato dal punto di vista tecnico il progetto di fattibilità per la sostituzione complessiva di 48 scale mobili e 17 ascensori.

Gli interventi interessano in particolare le stazioni di Battistini, Cornelia, Baldo degli Ubaldi, Valle Aurelia e Cipro, dove si trovano 44 scale mobili e 16 ascensori. A questi si aggiungono quattro scale mobili e un ascensore presenti nel parcheggio di scambio di Anagnina.

Gli impianti delle stazioni comprese nel prolungamento occidentale della Linea A risalgono alla fase di realizzazione della tratta entrata in esercizio fra il 1999 e il 2000. Una circostanza importante perché la normativa nazionale stabilisce in trent’anni dall’autorizzazione all’immissione in esercizio la vita tecnica degli impianti di traslazione destinati al servizio pubblico.

Alla scadenza non è quindi possibile limitarsi a riparazioni o sostituzioni parziali: è necessario procedere con il rinnovo integrale.

Primo intervento da quasi 18 milioni e lavori distribuiti su tre anni

La Giunta capitolina ha già finanziato il primo stralcio funzionale, comprendente la sostituzione di 32 scale mobili e quattro ascensori.

L’investimento sfiora i 18 milioni di euro e comprende la progettazione esecutiva, la rimozione degli impianti esistenti e ventiquattro mesi di manutenzione.

Resta un secondo stralcio, relativo ad altre 16 scale mobili e 13 ascensori. Questa parte è già inclusa nel progetto approvato sotto l’aspetto tecnico, ma potrà essere concretamente avviata dopo il reperimento delle risorse necessarie.

Il rinnovo non potrà essere eseguito contemporaneamente su tutte le stazioni, perché la chiusura simultanea degli impianti comprometterebbe l’accessibilità e l’operatività del servizio. Il programma viene quindi distribuito su un arco temporale di circa tre anni.

Linea C, 11 milioni per la tecnologia che controlla esercizio e sicurezza

Un secondo pacchetto di interventi riguarda la Linea C, dove quattro provvedimenti mobilitano complessivamente circa 11 milioni di euro.

Quasi 4,5 milioni serviranno per la manutenzione evolutiva del sistema Scada, acronimo di Supervisory Control And Data Acquisition. Si tratta della piattaforma tecnologica attraverso la quale la sala operativa centrale può sorvegliare e gestire in tempo reale numerosi parametri della metropolitana: sicurezza delle gallerie, funzionamento delle stazioni, flussi dei passeggeri e distribuzione dell’energia.

Diverse componenti hardware e software dell’attuale sistema sono ormai fuori produzione e non vengono più supportate dai costruttori. La loro sostituzione diventa quindi necessaria non soltanto per migliorare il servizio, ma per garantirne nel tempo manutenzione e affidabilità.

Apparati elettrici, radio Tetra e ventilazione: cosa verrà sostituito

Quasi 4 milioni di euro sono destinati alla revisione decennale degli apparati elettrici della Linea C. Il programma riguarda 45 quadri di bassa tensione, 25 gruppi di continuità e 255 interruttori di media tensione.

Altri 1,6 milioni finanzieranno invece l’aggiornamento del sistema radio Tetra, utilizzato per le comunicazioni Radio Terra Treno. È il collegamento che consente di mettere in comunicazione il Posto Centrale Operativo, le stazioni e i convogli in servizio, comprese le comunicazioni necessarie in caso di emergenza.

Il sistema deve poter funzionare anche in condizioni nelle quali reti cellulari o altre comunicazioni tradizionali possono risultare indisponibili, assicurando il coordinamento operativo anche nei tratti sotterranei.

Oltre un milione di euro viene infine destinato alla sostituzione degli inverter utilizzati per regolare gli impianti di ventilazione delle stazioni e delle gallerie, anch’essi interessati da componenti ormai fuori produzione. La ventilazione svolge una funzione ordinaria per la qualità dell’aria, ma assume un’importanza ancora maggiore nella gestione del fumo e delle condizioni di evacuazione in caso di incendio.

Patanè: “Bisogna intervenire prima che gli impianti arrivino al punto di rottura”

L’assessore capitolino alla Mobilità Eugenio Patanè ha indicato nella manutenzione programmata il punto centrale dell’operazione.

«Con l’approvazione di questi cinque provvedimenti compiamo un passo fondamentale per il presente e il futuro del trasporto pubblico romano», ha spiegato, sottolineando come i 29 milioni rappresentino una scelta indirizzata verso «manutenzione, sicurezza ed efficienza tecnologica».

Patanè ha ricordato che gli investimenti sulla metropolitana non riguardano esclusivamente nuovi treni e prolungamenti delle linee. Una parte rilevante delle risorse deve essere destinata agli impianti meno visibili ai passeggeri, ma indispensabili per garantire la continuità del servizio.

L’obiettivo dichiarato è superare il modello degli interventi effettuati soltanto dopo un guasto o quando gli impianti sono ormai prossimi alla scadenza tecnica.

Scale mobili e ascensori, una questione decisiva anche per l’accessibilità

Il rinnovo degli impianti della Linea A riguarda direttamente anche l’accessibilità delle stazioni.

Una scala mobile o un ascensore fuori servizio possono rappresentare un disagio per qualsiasi passeggero, ma diventano un ostacolo molto più serio per una persona con disabilità motoria, un anziano o un genitore che viaggia con un passeggino.

«Una stazione senza impianti di traslazione è una stazione chiusa» per una parte degli utenti, ha osservato Patanè.

La stessa impostazione viene applicata alla Linea C: sostituire oggi componenti tecnologiche ormai obsolete dovrebbe permettere di evitare che la difficoltà nel reperire ricambi e assistenza si trasformi, negli anni successivi, in una causa strutturale di interruzioni del servizio.

Con i cinque provvedimenti approvati, Roma prova quindi a spostare il baricentro della manutenzione metropolitana dalla gestione dei guasti alla programmazione degli interventi, affrontando in anticipo alcune delle scadenze tecniche che interesseranno la rete nei prossimi anni.

 
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