Sulla Metromare il dato che pesa di più non è soltanto la percezione quotidiana dei ritardi, delle corse ridotte e dei convogli affollati. A fare rumore sono soprattutto i numeri, perché il 2025 si chiude con un arretramento del traffico passeggeri e con livelli di servizio inferiori agli impegni indicati da Cotral.
Il Comitato pendolari Roma-Ostia ha trasformato questo scarto in una contestazione precisa: se gli obiettivi dichiarati nella Carta della qualità non sono stati raggiunti, gli utenti hanno diritto almeno a un riconoscimento economico, o comunque a una risposta formale sui disagi subiti.
Secondo i dati diffusi nelle ultime ore sulla base delle tabelle relative alle condizioni minime di qualità, i viaggiatori della Metromare sarebbero scesi da 20,341 milioni a 20,243 milioni, mentre sulla Roma-Viterbo il calo sarebbe ancora più netto, da 12,727 milioni a 11,548 milioni. La fotografia è quella di un servizio che non riesce ancora a consolidare la ripresa promessa.
Roma-Ostia, il nodo dei numeri che peggiorano
La questione non riguarda solo il totale dei passeggeri. Nella Carta della qualità e dei servizi 2025, Cotral aveva indicato per la Metromare un consuntivo 2024 di 20.341.882 passeggeri e un programma di esercizio 2025 pari a 1.804.000 treni/km sulla linea Roma-Lido, con copertura del servizio dalle 5.15 alle 23.30.
Nello stesso documento, per la Roma-Viterbo veniva riportato un consuntivo 2024 di 12.727.748 passeggeri. Sono i dati ufficiali che fissano la base di partenza. Il punto politico e amministrativo sollevato dai pendolari nasce proprio qui: se già il 2024 veniva presentato come un anno di rilancio, il 2025 avrebbe dovuto segnare un miglioramento stabile, non un nuovo arretramento.
Metromare, il servizio resta sotto gli standard promessi
Il nodo più delicato è l’indicatore che misura la produzione del servizio, cioè i treni per chilometro. Secondo i dati rilanciati oggi, il consuntivo 2025 della Metromare si sarebbe fermato a 2.043.100, valore inferiore al traguardo di qualità indicato a 2.146.000.
Il paragone con il dato riportato nella documentazione Cotral per il 2024 rende la distanza ancora più evidente: nel quadro degli indicatori pubblicati dall’azienda compare infatti per la Metromare un consuntivo 2024 di 2.819.128,42 treni/km, con obiettivo 2025 fissato più in basso ma comunque non centrato.
Questo significa che la riduzione del servizio non è solo percepita dagli utenti: emerge anche dal confronto fra standard programmati e risultato finale.
Pendolari Roma-Lido, la richiesta di risarcimenti
Da qui nasce la richiesta di indennizzi avanzata dai comitati. La contestazione non si limita a una denuncia generica del disagio, ma mette in discussione la credibilità delle Carte della qualità, cioè quei documenti che dovrebbero rendere trasparenti gli standard, gli impegni e gli strumenti di tutela per gli utenti.
Nel contratto di servizio ferroviario sottoscritto con la Regione Lazio, la Carta dei servizi viene definita parte integrante del rapporto di affidamento e la Regione è chiamata a valutare annualmente il livello di qualità percepita dall’utenza anche rispetto agli obiettivi indicati nello stesso documento.
Lo stesso contratto prevede che gravi o reiterate violazioni delle disposizioni della Carta possano comportare penali e perfino conseguenze sul rapporto contrattuale. In questo quadro, la richiesta dei pendolari punta a spostare la discussione dal piano della protesta a quello dei diritti esigibili.
Carta dei servizi Cotral, cosa può ottenere davvero l’utenza
Sul piano pratico, Cotral già oggi prevede procedure per rimborsi, reclami e indennizzi. Sul proprio sito l’azienda spiega che una richiesta di rimborso o indennizzo può essere presentata entro 90 giorni dal disservizio, online, di persona o via raccomandata, indicando i dati del viaggio e la descrizione del problema. La società precisa inoltre che, in caso di mancata risposta al reclamo entro 30 giorni, scatta un indennizzo automatico calcolato in percentuale sul costo del titolo di viaggio.
Esiste anche un indennizzo specifico di 20 euro nei casi di corsa dichiarata accessibile e poi effettuata con mezzo non accessibile. Il punto sollevato dai pendolari, però, è più ampio: non il singolo episodio, ma un peggioramento complessivo e prolungato della qualità del servizio che avrebbe inciso sulla vita quotidiana di migliaia di persone.
Cotral e Regione Lazio, adesso serve una risposta politica
A questo punto la vicenda non può restare confinata in una polemica da pendolari. La Metromare collega Roma con Ostia e il litorale, ed è una linea essenziale per studenti, lavoratori e residenti che ogni giorno contano su una frequenza affidabile. Se i passeggeri diminuiscono, il dato può essere letto in due modi: o si registra una contrazione della domanda, oppure cresce la fuga silenziosa verso soluzioni alternative, dai mezzi privati alle rinunce forzate. In entrambi i casi, non è un segnale neutro.
La Regione Lazio, che affida e controlla il servizio, dovrà chiarire se ritiene soddisfacente il risultato ottenuto da Cotral e quali misure intende adottare per riportare la linea a uno standard coerente con le promesse fatte. Perché il tema non è soltanto contabile: riguarda l’affidabilità di un’infrastruttura pubblica che incide sul lavoro, sui tempi di vita e sul diritto alla mobilità di un’area vastissima della capitale.
