Sono iniziate le Olimpiadi Invernali di Milano – Cortina 2026 e noi vogliamo raccontarvele in un modo particolare. Come già saprete in questa pagina vi parlo soprattutto di gastronomia così voglio farvi conoscere colui che ha portato la propria arte dolciaria alle Olimpiadi Invernali: Nicola Giotti. Maestro Pasticcere e membro di APEI (Ambasciatori Pasticceri dell’Eccellenza Italiana), l’associazione fondata dal Maestro Iginio Massari per promuovere la pasticceria d’autore in Italia e nel Mondo, Nicola rappresenta la terza generazione della storica Pasticceria Giotti di Giovinazzo (Ba), fondata nel 1947 dai nonni Nicola Giotti e Gerarda De Marco.
Ha ereditato sin da giovane la passione per l’arte dolciaria e l’impegno verso quell’eccellenza che da sempre contraddistingue la sua famiglia ed oggi guida la pasticceria con uno sguardo contemporaneo, unisce le tecniche tramandate alla sperimentazione, dando vita a creazioni che raccontano il territorio e coniugano memoria, identità e innovazione.
Uno dei tratti distintivi di Nicola Giotti è l’applicazione innovativa dell’aerografia indiretta speculare lucida al cioccolato, una tecnica che ha contribuito a definire un nuovo modo di intendere la pasticceria artistica. I colori alimentari vengono applicati direttamente nello stampo attraverso l’aerografo, solo in un secondo momento il cioccolato viene colato all’interno. Il risultato è una superficie perfettamente lucida, speculare ed integra, capace di restituire sfumature, profondità e dettagli pittorici impossibili da ottenere con tecniche tradizionali.
Questa tecnica dà vita ad un vero e proprio linguaggio visivo, in cui colore, luce e materia si fondono in opere che superano il concetto di semplice dolce. Negli anni, ha realizzato numerose sculture aerografate diventate iconiche, molte delle quali dedicate a protagonisti della musica, dello sport e dello spettacolo come Annalisa o Vasco Rossi.
Per Nicola Giotti la pasticceria è un vero e proprio linguaggio: un modo per raccontare storie, evocare ricordi, restituire forme, colori e impressioni che appartengono al suo territorio e alla sua esperienza. Ogni dolce nasce dal dialogo tra artigianalità e bellezza ed al centro c’è sempre la Puglia, con i suoi ingredienti, la sua identità culturale e la sua memoria gastronomica ma anche la costante tensione verso l’innovazione, che gli permette di esplorare nuove tecniche e nuovi modi di interpretare la materia.
Skyline di Milano
Ma ora torniamo a Milano – Cortina 2026 per presentarvi l’opera dolciaria del Maestro Nicola Giotti dedicata alle Olimpiadi: le sfere olimpioniche; non semplici creazioni di cioccolato ma superfici vive, riflettenti, attraversate dalla luce e dal movimento, visioni che raccontano il gelo e l’adrenalina, la montagna e la città, la tradizione e il futuro.
Dopo due mesi di ricerca, progettazione e bozzetti, le sfere olimpioniche nascono come racconti tridimensionali capaci di esprimere movimento, velocità e tensione emotiva: valori che incarnano lo spirito olimpico e che Giotti traduce in materia, luce e colore.
Il racconto visivo delle sfere nasce dal dialogo tra due contesti apparentemente opposti: quello urbano di Milano e quello naturale delle Dolomiti. I grattacieli illuminati della città si traducono in geometrie verticali, tagli di luce e superfici riflettenti che attraversano le sfere come fasci luminosi notturni; le montagne invece, emergono nei volumi freddi, nei blu profondi, nei bianchi ghiacciati e nelle texture visive che evocano il silenzio, la tensione e la potenza del paesaggio invernale.
Su questo doppio orizzonte prendono forma i soggetti: lo skyline contemporaneo di Milano, l’atleta di bob lanciato nella velocità, lo sciatore in discesa, la coppia di pattinatori sul ghiaccio e la pattinatrice singola. La palette cromatica, dominata da toni invernali, è attraversata da accensioni luminose e contrasti netti che restituiscono l’energia della competizione e il ritmo della città.
Dal punto di vista tecnico, la realizzazione delle sfere ha rappresentato una sfida ancora più complessa rispetto alle iconiche uova aerografate di Giotti. La natura concava della sfera amplifica l’overspray, il ritorno d’aria tipico dell’aerografia, rendendo estremamente delicata la gestione del colore. A questo si aggiunge la necessità di ottenere contrasti cromatici netti, preservando la purezza assoluta del bianco del ghiaccio.
Ogni tratto è realizzato a mano libera e il senso del movimento non nasce sola dalla posa dei soggetti, ma soprattutto dallo sfrecciare dei chiaroscuri, indispensabili per dare profondità, dinamismo e tensione visiva. In queste opere, anche lo sfondo diventa protagonista: è lo spazio che esalta il soggetto.
Le sfere, di dimensioni differenti, accentuano ulteriormente la sensazione di movimento e instabilità dinamica. Sono realizzate in cioccolato bianco aromatizzato allo zafferano, omaggio ad uno dei simboli gastronomici di Milano. Anche il gusto così diventa memoria e identità.

Con questa collezione, Nicola Giotti, supera definitivamente il confine tra pasticceria, arte e scultura. Il cioccolato si fa superficie narrativa, la tecnica diventa linguaggio, la tradizione dialoga con il futuro.
Le sfere olimpioniche sono state esposte allo stand APEI durante il SIGEP di Rimini e poi consegnate quale omaggio artistico al Comitato Olimpico di Milano – Cortina 2026. Dal 3 al 15 febbraio sarà possibile ammirarle presso la Galleria Gli Eroici Furori a Milano.
