De gustibus affonda le radici nel territorio
A Monte Porzio Catone, l’edizione 2025 di De gustibus resterà a lungo impressa nella memoria degli appassionati di enogastronomia e cultura locale e domenica 8 giugno si è chiusa con un’affluenza record. Un evento che ha saputo combinare con equilibrio tradizione, innovazione e identità territoriale. La location, il Parco Gramsci, ha accolto centinaia di persone, trasformandosi in un crocevia di sapori, storie e relazioni autentiche.

Il sindaco Massimo Pulcini con l’Assessore Giancarlo Righini
De Gustibus, un modello partecipativo
Più che un festival, De Gustibus si è rivelato un vero e proprio laboratorio di comunità, costruito su una rete di attori locali che hanno messo in campo competenze e risorse per un obiettivo condiviso: valorizzare la filiera agroalimentare e culturale del territorio. Come ha sottolineato l’assessore Francesca Valdambrini, il format è il frutto di un lavoro corale promosso dall’amministrazione comunale guidata da Massimo Pulcini e sostenuto da realtà istituzionali come Regione Lazio e ARSIAL.
Il coinvolgimento diretto delle aziende vitivinicole aderenti all’associazione Città del Vino, insieme al Museo del Vino, Iperico Servizi per la Cultura e l’esperienza curatoriale di Jacopo Manni, ha conferito al progetto una solidità organizzativa e una direzione culturale capace di valorizzare ogni dettaglio, dal bicchiere di vino alla mostra fotografica.

Degustazioni, cultura e sostenibilità
Il successo di pubblico di De Gustibus non è solo un dato quantitativo: racconta una domanda crescente di esperienze che coniughino qualità, accessibilità e consapevolezza. Lungo i sentieri del Parco Archeologico Culturale del Tuscolo, le attività di trekking in e-bike hanno registrato il tutto esaurito, segno di un’attenzione rinnovata verso la fruizione sostenibile del paesaggio.

Non sono mancate le proposte per tutte le età: dai laboratori per bambini alle degustazioni guidate dai produttori locali, dai concerti serali ai dibattiti sull’imprenditoria giovanile realizzati in collaborazione con Lazio Innova e il Parco dei Castelli Romani. Un mosaico di iniziative che ha saputo parlare tanto al pubblico locale quanto ai visitatori provenienti da Roma e dintorni, molti dei quali attratti dal respiro autentico dell’offerta culturale.
Monte Porzio Catone, capitale enogastronomica delle Città del Vino
L’investitura di Monte Porzio Catone come Città del Vino 2025 non poteva trovare contesto migliore. De Gustibus ha dimostrato che non si tratta di un’etichetta simbolica, ma di un impegno concreto verso un modello di sviluppo integrato. Il sindaco Massimo Pulcini ha voluto ringraziare pubblicamente i colleghi sindaci delle altre Città del Vino presenti all’evento, oltre all’Assessore regionale all’Agricoltura Giancarlo Righini e al Vicepresidente del Consiglio regionale Pino Cangemi, sottolineando come “l’accoglienza sia un tratto identitario del nostro comune, non un’eccezione”.

Massimo Pulcini, Pino Cangemi
Le presenze istituzionali, coordinate e partecipative, rappresentano un importante segnale di attenzione politica verso la promozione dei piccoli borghi attraverso la valorizzazione del patrimonio vitivinicolo e culturale. Un modello che, se replicato, può diventare strategico per lo sviluppo dei territori interni del Lazio.

Uno sguardo all’estate: eventi e prospettive
Con la conclusione di De Gustibus, Monte Porzio Catone si prepara a un’estate intensa. Il Torneo dei Rioni, da sempre appuntamento sentito dalla comunità, e il Carnevale Estivo in programma sabato 14 giugno 2025, confermano la vocazione del comune a un’offerta culturale continuativa e partecipata. Un calendario che punta a rafforzare il legame tra turismo, tradizione e partecipazione civica, senza cedere alla spettacolarizzazione fine a sé stessa.

E la presenza delle forze dell’ordine, della Protezione Civile e della Croce Rossa Italiana – Comitato Tusculum – ha garantito uno svolgimento sicuro e ordinato delle attività, aspetto tutt’altro che secondario in un evento di queste dimensioni.
Monte Porzio Catone si conferma, anche in questa edizione di De Gustibus, una realtà viva e dinamica, capace di trasformare il patrimonio enogastronomico in leva di coesione sociale e sviluppo sostenibile. Si è celebrato il vino e i prodotti locali, e soprattutto si sono rafforzate relazioni, raccontate storie e costruito un modello di territorio che guarda al futuro senza dimenticare le sue radici. Un esempio virtuoso, da seguire e da raccontare.
