Monterotondo, tre indagati per la morte del bambino di 5 anni in piscina: disposta l’autopsia

Di Alessandra Monti
Piscina comunale di Monterotondo
Piscina comunale di Monterotondo

La Procura di Tivoli ha iscritto nel registro degli indagati tre persone nell’inchiesta sulla morte del bambino di 5 anni e mezzo avvenuta ieri mattina in una piscina di Monterotondo. L’ipotesi di reato è quella di omicidio colposo. Il piccolo si trovava al suo primo giorno di centro estivo quando, durante le attività in acqua, si è verificata la tragedia che ora richiede di ricostruire ogni passaggio di quanto accaduto.

Inchiesta sulla tragedia di Monterotondo: verifiche su sorveglianza e regole della piscina

L’indagine punta ad accertare se tutte le misure previste per garantire la sicurezza dei bambini siano state rispettate. Gli investigatori stanno ricostruendo la dinamica dell’accaduto partendo dall’organizzazione delle attività nella piscina riservata ai più piccoli. Intorno alle 11 erano presenti quindici bambini impegnati nelle attività acquatiche, mentre il personale educativo seguiva il gruppo.

Uno degli aspetti al centro degli accertamenti riguarda l’utilizzo dei braccioli da parte dei bambini che non sanno nuotare. Si tratta di una prescrizione prevista durante le attività nella vasca dedicata ai più piccoli e gli inquirenti dovranno verificare se sia stata applicata nel caso specifico. Saranno esaminate anche le modalità di vigilanza adottate durante quel momento della mattinata.

Le testimonianze raccolte indicano la presenza di un educatore all’interno dell’acqua e di un’altra operatrice che collaborava dall’esterno della piscina. Ogni elemento sarà confrontato con la documentazione acquisita e con gli altri riscontri investigativi per definire con precisione tempi, responsabilità ed eventuali omissioni.

Il primo giorno di centro estivo e la vacanza interrotta dal dramma

La vicenda assume un peso ancora maggiore considerando il contesto familiare del piccolo. Il bambino viveva con i genitori e il fratellino di due anni in Lussemburgo. La famiglia era arrivata a Monterotondo per trascorrere alcuni giorni con i nonni paterni, prima della partenza per le vacanze estive. Il padre è originario della città e quella doveva essere una breve permanenza destinata a precedere il viaggio programmato.

Il centro estivo rappresentava soltanto la prima giornata di attività. In poche ore una vacanza in famiglia si è trasformata in un dramma che ha colpito profondamente i parenti e l’intera città, ancora incredula per quanto avvenuto.

Area sequestrata, autopsia e acquisizione dei documenti

L’area in cui si è verificato l’incidente è stata posta sotto sequestro per consentire tutti gli accertamenti tecnici necessari. Contestualmente è stata disposta la chiusura dell’intero centro sportivo per due giorni in segno di lutto. Le attività rivolte ai ragazzi iscritti sono state trasferite in un’altra struttura, così da garantire la prosecuzione dei programmi estivi già avviati.

Nella giornata odierna è previsto l’esame autoptico, passaggio fondamentale dell’inchiesta che contribuirà a chiarire le cause del decesso e a fornire ulteriori elementi utili agli investigatori. Parallelamente vengono acquisiti i documenti relativi all’organizzazione del centro estivo, ai protocolli di sicurezza, alla composizione del personale e ai turni di servizio.

Gli investigatori stanno inoltre verificando la disponibilità di eventuali immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. Gli impianti comunali si trovano però sull’altro lato della strada rispetto al centro sportivo e sarà necessario stabilire se possano offrire elementi utili alla ricostruzione dei fatti.

Le regole del centro estivo e gli aspetti da chiarire

Nel centro sportivo frequentavano complessivamente circa cento bambini, suddivisi in gruppi impegnati in attività ludiche e sportive dalle 8.30 alle 16.30. L’accesso al centro estivo era riservato ai bambini dai quattro anni in poi e l’organizzazione prevedeva un accompagnatore ogni otto partecipanti, parametro che rientra negli elementi oggetto di verifica.

L’inchiesta dovrà stabilire se l’organizzazione della sorveglianza fosse conforme alle disposizioni previste e se tutte le procedure siano state applicate correttamente durante le attività in piscina. Ogni dettaglio, dalla presenza degli operatori ai dispositivi di sicurezza, sarà valutato nell’ambito degli accertamenti disposti dalla magistratura.

L’iscrizione di tre persone nel registro degli indagati rappresenta un atto previsto nelle indagini che consente lo svolgimento degli approfondimenti con tutte le garanzie previste dalla legge. Soltanto al termine delle verifiche sarà possibile delineare con precisione le eventuali responsabilità legate a una vicenda che ha lasciato un segno profondo a Monterotondo e che continua a richiedere risposte su quanto accaduto durante quella mattina di centro estivo.

 
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