Incredibile ma vero: nel cuore di Montesacro, la polizia di Roma Capitale ha fatto una scoperta che ha destato non poco scalpore. Una vera e propria discarica abusiva, grande circa mille metri quadrati, è stata trovata sul terreno di proprietà del titolare sessantenne di una ditta di traslochi. Questo imprenditore non solo lavorava senza le necessarie autorizzazioni, ma operava anche con mezzi irregolari. Una situazione che gli permetteva di offrire prezzi altamente competitivi rispetto alle ditte regolari.
Una discarica a cielo aperto: rifiuti pericolosi
Sui terreni incriminati i caschi bianchi hanno rinvenuto ogni sorta di rifiuto: pneumatici vecchi, frigoriferi inutilizzabili, mobili in disuso e calcinacci. Non mancavano neanche rottami metallici e resti di impianti idraulici. Tutti sparsi alla meno peggio senza alcuna precauzione ambientale o autorizzazione necessaria. Un simile modo di agire non solo infrangeva le normative, ma creava anche rischi potenziali per la contaminazione del suolo sottostante.
Attività illecita reiterata
La continuità dell’attività illegale è stata confermata dalle indagini: il responsabile della società aveva infatti attuato queste pratiche discutibili da tempo. I materiali venivano trasportati da veicoli aziendali privi delle iscrizioni previste all’Albo Nazionale Gestori Ambientali. Inoltre, il titolare non ha mai fornito la documentazione necessaria per la tracciabilità dei rifiuti.
Profitti illeciti e concorrenza sleale
L’imprenditore riusciva a ottenere profitti illeciti risparmiando sui costi relativi alla gestione corretta dei rifiuti e sulle autorizzazioni ambientali richieste. Il recupero e la vendita delle componenti metalliche dei rifiuti rappresentavano un’ulteriore fonte di guadagno. Grazie a questi stratagemmi poteva offrire servizi a prezzi più bassi rispetto alle aziende rispettose delle regole.
Conseguenze legali
L’uomo è stato denunciato per l’esercizio abusivo di attività relative alla raccolta e gestione dei rifiuti senza le dovute licenze. Non agiva da solo; infatti sono in corso ulteriori accertamenti su altri soggetti coinvolti in queste operazioni. Oltre al reato principale legato alla gestione illecita dei rifiuti, l’accusa include anche la realizzazione di un deposito abusivo a cielo aperto. L’intera area è stata sequestrata dalle autorità competenti.