Le multe stradali potrebbero cambiare profondamente, dai tempi di notifica agli importi, fino alle modalità per contestare un verbale errato. Nel pacchetto di 15 modifiche al Codice della Strada attualmente allo studio, il capitolo delle sanzioni è uno dei più rilevanti: notifiche degli accertamenti da remoto ridotte da 90 a 30 giorni, stop agli aumenti automatici legati all’inflazione, maggiore proporzionalità degli importi e procedure più semplici per ottenere l’annullamento degli errori.
Verbali entro 30 giorni: la novità che cambia il rapporto con le multe
La modifica destinata a essere percepita immediatamente dagli automobilisti riguarda i tempi. Per le violazioni accertate a distanza, il termine per la notifica potrebbe passare dagli attuali 90 giorni a soli 30.
La differenza è sostanziale. Ricevere una multa a distanza di poche settimane rende più semplice ricostruire lo spostamento, ricordare chi fosse alla guida, verificare un accesso in una zona regolamentata oppure controllare eventuali autorizzazioni.
Il problema dei verbali che arrivano molto tempo dopo l’infrazione è da anni uno degli elementi più contestati dagli automobilisti. Ridurre il termine significherebbe rendere più rapido anche l’eventuale ricorso e limitare quei casi nei quali il cittadino deve ricostruire una situazione avvenuta diversi mesi prima.
Per chi percorre ogni giorno le strade di Roma e del Lazio, spesso soggette a controlli automatici, autovelox, telecamere e sistemi di rilevamento, sarebbe una modifica destinata ad avere un impatto concreto.
Stop ai rincari automatici delle sanzioni legati all’inflazione
Un altro intervento di forte interesse riguarda gli importi. La revisione valuta lo stop all’aumento automatico delle multe collegato all’inflazione.
È un meccanismo che negli anni può determinare un incremento progressivo delle sanzioni anche senza una modifica specifica delle singole norme. La nuova impostazione punta invece a evitare che gli importi crescano automaticamente per effetto dell’andamento generale dei prezzi.
La filosofia della riforma è legare maggiormente la sanzione alla gravità effettiva della violazione. Chi produce un rischio serio per la sicurezza stradale continuerebbe a essere colpito con maggiore severità, mentre per comportamenti meno gravi si punta a evitare conseguenze economiche sproporzionate.
Piccoli errori nei pagamenti, meno penalizzazioni per gli automobilisti
Nel nuovo sistema dovrebbe esserci maggiore attenzione anche agli errori formali o alle inesattezze di lieve entità.
Può capitare, per esempio, che un automobilista effettui un pagamento con un importo leggermente difforme oppure commetta un errore materiale. Situazioni del genere possono oggi produrre ulteriori richieste economiche e complicazioni amministrative.
L’ipotesi è rendere il sistema più proporzionato, distinguendo meglio il mancato pagamento vero e proprio dall’errore di piccola entità.
Non significa eliminare le sanzioni o allentare i controlli. Significa costruire una disciplina nella quale la conseguenza economica sia collegata alla reale gravità della violazione e non a un automatismo.
Verbali sbagliati, più semplice chiedere l’annullamento
Un altro capitolo riguarda l’autotutela. La revisione punta a rendere più semplice chiedere l’annullamento di un verbale palesemente errato.
Per il cittadino potrebbe significare una procedura più rapida nei casi nei quali esista un errore evidente: targa sbagliata, veicolo non coinvolto nella violazione, pagamento già effettuato o altre situazioni facilmente verificabili.
È previsto anche un rafforzamento del ricorso al prefetto, con l’obiettivo di rendere più chiaro il percorso disponibile per chi ritiene illegittima una sanzione.
Il tema è particolarmente significativo nei territori dove i controlli automatici sono numerosi. Ogni errore genera infatti tempo perso per il cittadino e lavoro amministrativo aggiuntivo per gli uffici pubblici.
Multe non pagate dagli stranieri, recupero possibile fino a cinque anni
La maggiore proporzionalità non comporta però un atteggiamento più morbido verso chi evita sistematicamente di pagare.
Una delle proposte riguarda il recupero delle sanzioni non versate dai conducenti stranieri nei cinque anni successivi all’infrazione. Il credito potrebbe essere riscosso anche quando il veicolo con il quale è stata commessa la violazione torna successivamente a circolare in Italia.
La misura punta a superare una delle difficoltà storiche del sistema: riuscire a recuperare le somme dovute quando il conducente o il proprietario del mezzo risiede all’estero.
In una regione come il Lazio, attraversata ogni anno da milioni di turisti e veicoli provenienti da altri Paesi, il nuovo meccanismo potrebbe avere conseguenze economiche rilevanti.
Auto senza assicurazione, qui le sanzioni diventano più severe
Se per alcune multe si punta a ridurre automatismi e rigidità, per i veicoli privi di assicurazione la linea prevista è decisamente più dura.
I controlli dovrebbero essere rafforzati attraverso le banche dati della Motorizzazione. È inoltre allo studio il cosiddetto divieto di marcia digitale, che permetterebbe di individuare rapidamente il veicolo non regolarizzato.
Se la posizione non venisse sistemata, al primo controllo su strada potrebbe scattare direttamente il sequestro.
La scelta risponde a una differenza sostanziale: circolare senza copertura assicurativa non è un semplice errore amministrativo, perché espone gli altri utenti della strada a conseguenze economiche pesanti in caso di incidente.
Il 70% dei soldi delle multe dovrebbe tornare alla sicurezza stradale
Cambia anche il destino delle somme incassate.
Una delle ipotesi prevede che il 70% dei proventi delle sanzioni venga attribuito all’ente proprietario della strada e destinato a interventi per la sicurezza. Il restante 30% andrebbe all’ente che ha effettuato l’accertamento, per finanziare controlli e attività di notifica.
Per i Comuni del Lazio, per le Province e per gli altri enti proprietari delle arterie stradali sarebbe una modifica importante.
Segnaletica, illuminazione, manutenzione, protezioni laterali, attraversamenti e messa in sicurezza degli incroci richiedono investimenti continui. Vincolare una quota consistente dei proventi potrebbe rendere più evidente il collegamento fra sanzione e prevenzione degli incidenti.
Patente a 17 anni e nuove regole completano la revisione
Il pacchetto comprende anche altre novità, dalla possibilità di conseguire la patente B a 17 anni fino alle nuove regole per motociclisti, mezzi a propulsione e Comuni che non aderiscono alla piattaforma CUDE.
Ma il capitolo multe appare già oggi quello capace di incidere sul numero maggiore di cittadini.
Le quindici ipotesi sono ancora in fase di definizione e quindi le norme attuali continuano ad applicarsi. Se la revisione sarà approvata con questo impianto, il cambiamento più percepibile potrebbe essere proprio questo: multe comunicate prima, importi meno legati ad automatismi e maggiore possibilità di correggere rapidamente gli errori senza trasformare ogni verbale in una lunga vicenda amministrativa.
