Navigare il mercato del credito: conoscere i tassi per pianificare le proprie scelte finanziarie

Il costo del credito in Italia resta piuttosto elevato su tutte le tipologie di finanziamento e diventa necessario sapere come comportarsi
Di Redazione
Euro, Denaro, pexels-pixabay
Euro, Denaro, pexels-pixabay

Un’analisi condotta dal Centro Studi di Unimpresa ha certificato che il costo del credito resta piuttosto elevato in Italia su tutte le tipologie di finanziamento. Tra il 2025 e il 2026 i livelli più alti si sono registrati sul credito al consumo, ossia una forma di finanziamento concesso da banche o società finanziarie a persone fisiche per acquistare beni o servizi, oppure per ottenere liquidità rimborsabile a rate.

Nello specifico il credito revolving ha raggiunto il 16,07%, gli scoperti senza affidamento hanno superato il 15,6% e i prestiti contro la cessione del quinto si sono attestati al 13,85%. Percentuali elevate anche per il credito personale (11,32%), il credito finalizzato (10,88%) e i finanziamenti tramite le carte di credito (11,57%).

I tassi restano mediamente alti anche per quanto riguarda le imprese. I costi per l’anticipo fatture e le operazioni commerciali vanno dall’8,06% per i piccoli importi, al 4,97% per quelli superiori a 200.000 euro. Il factoring, invece, oscilla tra il 6,41% e il 4,66%. Questi tassi si mantengono elevati rispetto al costo del denaro europeo, fermo al 2%, a dimostrazione del fatto che la politica monetaria non è stata ancora pienamente recepita dall’economia reale.

I tassi restano significativi anche nel leasing, dove variano tra il 5,43% e il 6,16% per quello immobiliare, per poi salire fino al 9,92% per quello strumentale. I tassi medi per i mutui con garanzia ipotecaria si attestano invece al 4%, a dimostrazione di quanto il mercato del credito presenti costi piuttosto elevati per le famiglie e anche per le imprese.

In tale contesto risulta opportuno rivolgersi a professionisti del settore, come gli esperti di www.youfin.it, per ricevere supporto e consulenza con l’obiettivo di valutare il mutuo più indicato secondo le proprie esigenze e necessità.

Ritornando allo studio, sono stati analizzati i tassi medi di fine 2025, validi per i clienti nel trimestre aprile-giugno 2026. Dai dati è emerso come i costi varino sensibilmente in base allo strumento, all’importo e al rischio. Relativamente alle aperture di credito in conto corrente, per gli importi fino a 5.000 euro il tasso medio è del 10,53%; per gli importi oltre i 5.000 euro, il tasso medio si attesta invece all’8,86%.

Gli scoperti senza affidamento arrivano invece al 15,76% fino a 1.500 euro, e al 15,65% oltre i 1.500 euro, con limiti di usura che si avvicinano, e in alcuni casi superano, il 23,5%. Per quanto riguarda i prestiti alle aziende legati all’attività commerciale quotidiana, la regola è chiara: più alta è la cifra richiesta, minori sono gli interessi. Ad esempio, per operazioni come l’anticipo crediti o lo sconto di portafoglio, i tassi partono dall’8,06% per le somme entro i 50.000 euro, scendono al 6,50% per la fascia intermedia fino a 200.000 euro, per poi calare ulteriormente al 4,97% per gli importi superiori. Di conseguenza, anche i limiti legali per l’usura si abbassano progressivamente, passando dal 14,07% al 10,21%. Una dinamica simile si osserva anche per il factoring, che prevede un costo medio del 6,41% sotto i 50.000 euro e del 4,66% al di sopra di tale limite.

 
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