Nuovo Centrale del Foro Italico, la Giunta accelera: ecco come cambierà uno dei simboli di Roma

Il Campidoglio apre la strada a un’opera che punta a rendere la struttura più moderna, più accessibile e capace di vivere durante tutto l’arco dell’anno
Di Alessandra Monti
Foro Italico riqualificazione
Foro Italico riqualificazione

La Giunta di Roma Capitale ha acceso il semaforo verde su un intervento destinato a cambiare volto a uno degli impianti più noti della città. Con l’approvazione della proposta di delibera per la riqualificazione architettonica e funzionale dello stadio “Centrale” del Foro Italico, il Campidoglio compie un passaggio politico e amministrativo di grande peso, aprendo la strada a un’opera che punta a rendere la struttura più moderna, più accessibile e capace di vivere durante tutto l’arco dell’anno.

Il provvedimento dovrà ora passare all’esame definitivo dell’Assemblea Capitolina, ma il via libera della Giunta segna già un punto fermo nel percorso costruito insieme a Sport e Salute, Ministero della Cultura, Regione Lazio, CONI e Roma Capitale.

Il progetto sul Centrale che ridisegna il Foro Italico

Il cuore dell’intervento sta in una trasformazione netta dell’impianto, pensata per allargare funzioni e calendario di utilizzo. Il nuovo Centrale arriverà fino a 12.500 posti a sedere, con una capienza complessiva ancora più ampia in base agli allestimenti previsti. Accanto all’aumento dei posti, il progetto mette in campo quattro terrazze panoramiche affacciate sul Tevere e sul Parco, per circa 2.000 metri quadrati complessivi, e un diaframma vetrato studiato per dialogare con il paesaggio circostante.

Il segno più evidente del cambiamento sarà però la copertura: 6.500 metri quadrati fissi e 1.700 mobili, una soluzione che consentirà allo stadio di ospitare appuntamenti sportivi, spettacoli e altri eventi in ogni stagione.

Accessibilità, parcheggi e spazi esterni al centro dell’intervento

La riqualificazione non riguarda soltanto l’arena in sé. Una parte rilevante del piano è dedicata alla fruibilità degli spazi e alla gestione dei flussi. Sono previsti quattro nuovi ascensori panoramici e nuovi corpi scala metallici, con percorsi di accesso e deflusso più rapidi, più ordinati e totalmente accessibili.

A questo si aggiunge l’incremento dei posti auto, compresa una nuova area di parcheggio a raso tra viale dei Gladiatori e via Roberto Morra. Il quadro complessivo comprende inoltre una “sistemazione monumentale e paesaggistica” delle aree esterne, con l’obiettivo di armonizzare il Centrale con l’intero complesso del Foro Italico, che rappresenta uno dei luoghi simbolici dello sport nazionale e della Roma monumentale.

La linea del Campidoglio: rigenerazione urbana e funzione pubblica

Nelle parole del sindaco Roberto Gualtieri il progetto viene presentato come un investimento che unisce rigenerazione urbana e qualità della vita. Il messaggio politico è chiaro: non solo un restyling tecnico, ma una valorizzazione di un patrimonio urbano rilevante, con l’idea di rafforzare la funzione sportiva e pubblica di un quadrante strategico della capitale.

Il riferimento alla copertura mobile e alla piena fruibilità dello stadio durante tutto l’anno segnala bene la direzione scelta: il Centrale non più come struttura legata quasi esclusivamente a una finestra limitata del calendario sportivo, ma come asset cittadino capace di produrre servizi, presenze e nuove occasioni di utilizzo.

Il disegno urbanistico più ampio sul quadrante nord della città

Ancora più esplicito, sul piano urbanistico, è l’assessore Maurizio Veloccia, che colloca il nuovo Centrale in una strategia più estesa di trasformazione urbana. Il Foro Italico viene descritto come parte di un sistema in movimento, legato anche al recupero delle ex caserme di via Guido Reni, al Museo della Scienza, al nuovo sagrato dell’Auditorium e al progetto della tramvia.

Il senso politico dell’operazione è quello di fare degli impianti sportivi non solo luoghi di gara, ma poli di aggregazione, economia e vivibilità urbana. In questa cornice il nuovo Centrale diventa un tassello di una città che prova a rendere più coerenti sport, mobilità, cultura e spazio pubblico.

Sport e Salute punta su un impianto vivo 365 giorni l’anno

Sport e Salute insiste sul dato funzionale ed economico. Il presidente Marco Mezzaroma parla di un impianto capace di caratterizzare in modo distintivo il Foro Italico, nel rispetto della storia del sito e della sua identità architettonica. L’amministratore delegato Diego Nepi Molineris mette al centro la necessità di trasformare una struttura oggi usata solo poche settimane l’anno in un’arena viva ogni giorno, capace di ospitare sport, concerti, spettacoli e grandi appuntamenti internazionali.

In questo passaggio si legge con chiarezza il punto forse più rilevante dell’intera operazione: il nuovo Centrale viene pensato come un luogo ibrido, aperto a pubblici differenti, destinato a generare turismo, indotto e nuove opportunità di investimento. Una prospettiva che può rafforzare l’attrattività di Roma, ma che porterà con sé anche una verifica concreta sulla tenuta dei servizi, dei collegamenti e dell’equilibrio con il contesto monumentale.

Il passaggio in Assemblea e il peso pubblico della scelta

Il prossimo snodo sarà l’approvazione definitiva dell’Assemblea Capitolina. È lì che il progetto misurerà fino in fondo la sua capacità di raccogliere consenso politico attorno a un’opera definita strategica e di alto interesse pubblico. Al momento, però, il segnale arrivato dalla Giunta è netto: il Campidoglio considera la riqualificazione del Centrale del Foro Italico un’operazione da sbloccare e accompagnare, in coerenza con una visione che lega rigenerazione, grandi eventi, accessibilità e rilancio del quadrante.

Per Roma è una scelta che va oltre il solo impianto sportivo: riguarda il modo in cui la città immagina il rapporto fra eredità monumentale, funzioni contemporanee e servizi per cittadini e visitatori.

 
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