Omicidio Mollicone, gli inquirenti dell’epoca confermano: Tuzi ci disse che Serena entrò in caserma

Il criminologo Arciero evidenzia un elemento che, a suo giudizio, rende ancora più rilevanti le parole dei due testimoni: entrambi erano presenti durante le rivelazioni di Tuzi del 28 marzo 2008
Di Lina Gelsi
Corte d'Appello di Roma
Corte d'Appello di Roma

Da oltre vent’anni l’omicidio di Serena Mollicone (uccisa poco più che 18enne il 1° giugno 2001) continua a restare una ferita aperta, capace di richiamare attenzione giudiziaria, tecnica e mediatica a ogni passaggio processuale. Mercoledì 17 dicembre 2025, davanti alla terza sezione della Corte d’Assise d’Appello di Roma, si è svolta la terza udienza dell’appello bis: la giornata si è aperta con le dichiarazioni spontanee di Franco Mottola, ex comandante della caserma dei carabinieri di Arce, imputato insieme ai familiari, che ha ribadito la propria innocenza e ha respinto anche l’accusa di depistaggio.

Processo Serena Mollicone, Appello bis a Roma: Mottola nega e propone la sua versione sulla porta

Nel suo intervento Mottola ha contestato l’impianto accusatorio, sostenendo che né lui né la sua famiglia abbiano avuto un ruolo nella morte della giovane. In aula ha affrontato anche uno dei punti più discussi del procedimento, quello della porta indicata dai pubblici ministeri come possibile elemento compatibile con la dinamica del delitto.

L’ex comandante ha attribuito il “buco” a un episodio di ira domestica, dichiarando di averlo provocato in quel contesto e inserendo la ricostruzione dentro una narrazione alternativa rispetto a quella sostenuta dall’accusa. La distanza resta netta: da un lato la tesi dei pm, dall’altro la versione difensiva ribadita in modo diretto davanti ai giudici.

Processo Serena Mollicone, Appello bis a Roma: i testimoni escussi e il nodo delle dichiarazioni di Tuzi

Nella stessa udienza, sono stati escussi il maresciallo Evangelista, ex comandante dei carabinieri di Arce, e il maresciallo Marco Sperati del Nucleo Investigativo di Frosinone. Su questo terreno si inserisce il contributo di David Mario Arciero, criminologo, esperto in psicologia criminale e forense, fondatore e direttore di Teorema Criminale, che segue da tempo l’evoluzione del procedimento.

Il criminologo Arciero sottolinea che le dichiarazioni rese in aula dai due, hanno confermato un punto ritenuto centrale dalle varie Procure negli anni: il brigadiere Santino Tuzi avrebbe affermato di aver visto Serena Mollicone entrare in caserma il giorno in cui fu uccisa.

È un passaggio che torna con forza perché riguarda l’eventuale ultimo tratto di vita della ragazza e il luogo in cui si colloca una parte decisiva della ricostruzione.

Processo Serena Mollicone, Appello bis: perché Arciero parla di “peso enorme” delle conferme

Nel commento diffuso dopo l’udienza, Arciero evidenzia un elemento che, a suo giudizio, rende ancora più rilevanti le parole dei due testimoni: entrambi, sostiene, erano presenti durante le rivelazioni di Tuzi del 28 marzo 2008.

Questo punto, nella lettura del criminologo, riduce l’area delle ipotesi e rafforza il valore della testimonianza perché non si tratterebbe di un racconto filtrato o ricostruito in seguito, ma di un riscontro diretto su quanto detto dal brigadiere in quella sede.

Arciero insiste anche su un altro dettaglio: Evangelista avrebbe raccontato che, dopo quelle dichiarazioni, Tuzi avrebbe mostrato agli inquirenti la scena dell’ingresso di Serena, visto che l’escussione avvenne proprio nella caserma di Arce.

Processo Serena Mollicone, Appello bis: “erano presenti colonnello e pm”, il passaggio che alza la posta

Il criminologo aggiunge che quel giorno, sempre secondo la sua ricostruzione, erano presenti anche un colonnello e un Pubblico Ministero. Da qui la domanda implicita che attraversa il suo ragionamento: se quei testimoni hanno ascoltato e poi riferito, e se altre figure istituzionali erano presenti, sostenere che si tratti di un’invenzione richiederebbe riscontri solidi e verifiche rigorose.

Arciero non formula certezze sull’esito, ma colloca le testimonianze dentro una traiettoria: per lui ogni udienza rappresenta un avanzamento nel percorso di accertamento.

Processo Serena Mollicone, Appello bis: il commento del criminologo e il senso di questa udienza

“Oggi” (17 dicembre, ndr) – scrive Arciero – “le parole dei due testimoni hanno un peso enorme”, proprio perché confermerebbero ciò che le Procure hanno sostenuto nel tempo sul racconto di Tuzi. E chiude ribadendo fiducia nel lavoro della giustizia: nella sua lettura, il processo si muove per passaggi successivi, e l’udienza del 17 dicembre rappresenta un tassello che riporta al centro un punto chiave: chi vide Serena, dove e in quale momento.

Il procedimento prosegue e, come sempre, è necessario ricordare che si è nella fase dell’appello bis: le valutazioni definitive spettano ai giudici e per gli imputati vale il principio di non colpevolezza fino a sentenza irrevocabile.

 
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