Orso bruno marsicano, il Lazio approva il nuovo accordo: 270mila euro per proteggerlo

Il provvedimento punta a rafforzare prevenzione, monitoraggio, sicurezza degli habitat e convivenza con l'uomo in una parte dell'Appennino centrale decisiva per il futuro della specie
Di Fabio Vergovich
Orso Bruno Marsicano, dal sito wwf.it (Foto HomoAmbiens)
Orso Bruno Marsicano, dal sito wwf.it (Foto HomoAmbiens)

La Regione Lazio rilancia la tutela dell’orso bruno marsicano con un nuovo accordo pubblico valido per il triennio 2026-2028. La Giunta regionale, guidata dal presidente Francesco Rocca, ha approvato lo schema di intesa per l’attuazione del PATOM, il Piano d’Azione per la Tutela dell’Orso bruno marsicano, su proposta dell’assessore all’Agricoltura, ai Parchi e alle Foreste Giancarlo Righini.

Il provvedimento mette in campo 270mila euro in tre anni e punta a rafforzare prevenzione, monitoraggio, sicurezza degli habitat e convivenza con le attività umane in una parte dell’Appennino centrale ritenuta decisiva per il futuro della specie.

Orso bruno marsicano nel Lazio, perché il nuovo accordo pesa sul futuro della specie

L’orso bruno marsicano è una sottospecie unica al mondo, presente con numeri ancora molto ridotti e classificata in pericolo critico di estinzione. Ogni scelta istituzionale, in questo caso, ha un valore che va oltre la gestione ordinaria della fauna selvatica: riguarda la sopravvivenza di un patrimonio naturale legato all’identità dell’Appennino centrale.

Il Lazio assume un ruolo particolare perché rappresenta una zona di collegamento e possibile espansione dell’areale dell’orso. I comprensori dei Monti SimbruiniErnici e della DuchessaCicolano sono aree sensibili, capaci di favorire spostamenti, presenza stabile e maggiore continuità ecologica con i territori limitrofi.

Per questo l’accordo non si limita alla protezione passiva dell’animale, ma punta a costruire condizioni più sicure per la sua permanenza e per il suo movimento.

La scelta della Giunta Rocca consente inoltre di dare continuità al lavoro avviato negli anni precedenti, evitando interruzioni in un settore dove monitoraggio, prevenzione e presidio del territorio richiedono costanza. La conservazione dell’orso marsicano, infatti, non può procedere per interventi isolati: ha bisogno di un sistema stabile, condiviso e verificabile.

PATOM 2026-2028, cosa prevede il piano approvato dalla Regione Lazio

Lo schema di accordo approvato dalla Regione Lazio si inserisce nell’attuazione del PATOM per il triennio 2026-2028 e coinvolge una rete ampia di amministrazioni e soggetti istituzionali. Il lavoro sarà portato avanti con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, le Regioni Abruzzo e Molise, i Parchi nazionali interessati e il Comando Unità Carabinieri Forestali Ambientali e Agroalimentari.

Il metodo scelto è quello della cooperazione istituzionale. La tutela dell’orso bruno marsicano, infatti, non può fermarsi ai confini amministrativi: l’animale si muove lungo corridoi naturali, attraversa aree protette, zone agricole, strade e territori abitati. Serve quindi una regia condivisa, capace di coordinare azioni diverse e di leggere in modo unitario ciò che accade sul campo.

I 270mila euro stanziati nel triennio saranno destinati a interventi di prevenzione dei danni, monitoraggio genetico e territoriale, tutela degli habitat, riduzione dei rischi prodotti dalle attività umane e contrasto alle minacce illegali. Sono ambiti molto concreti, che toccano la gestione quotidiana della presenza dell’orso e il rapporto con chi vive o lavora nelle aree interessate.

Tutela dell’orso marsicano, dalle strade agli habitat: le misure in campo

Uno dei punti centrali del nuovo accordo riguarda la prevenzione. Proteggere l’orso bruno marsicano significa ridurre le situazioni che possono mettere a rischio l’animale o generare conflitti con l’uomo. In questo senso, la messa in sicurezza delle fonti alimentari rappresenta un passaggio importante: rifiuti, allevamenti, colture e altri elementi attrattivi possono avvicinare l’orso ai centri abitati o alle attività produttive, aumentando il rischio di incidenti e danni.

Altro fronte delicato è quello della viabilità. Gli incidenti stradali sono una delle minacce più gravi per una popolazione numericamente fragile. Per questo il piano prevede azioni coordinate per diminuire i rischi lungo le strade e rafforzare l’attenzione nei punti più sensibili. In un territorio montano e appenninico, dove le infrastrutture tagliano spesso aree naturali di passaggio, la prevenzione può fare la differenza.

Il monitoraggio genetico e territoriale permetterà inoltre di seguire con maggiore precisione la presenza degli esemplari, i loro spostamenti e l’evoluzione della popolazione. Non si tratta solo di contare gli orsi, ma di comprendere dove si muovono, quali zone frequentano, quali rischi incontrano e quali misure funzionano meglio. Da questi dati dipende la qualità delle decisioni successive.

Convivenza con l’uomo e fauna selvatica, il ruolo dei territori del Lazio

La convivenza con l’orso bruno marsicano non è un concetto astratto. Riguarda agricoltori, allevatori, amministrazioni locali, aree protette, residenti, operatori turistici e forze di controllo. L’obiettivo del nuovo accordo è costruire un equilibrio più solido, nel quale la tutela della specie non sia percepita come un vincolo calato dall’alto, ma come parte di una gestione ordinata del territorio.

L’assessore Giancarlo Righini ha rivendicato il significato concreto della delibera, collegando la protezione dell’orso marsicano alla biodiversità e alla valorizzazione dell’Appennino centrale. Nella linea indicata dalla Regione, conservazione e sviluppo sostenibile devono procedere insieme: difesa degli habitat, sicurezza delle persone, attenzione per le attività economiche e presidio delle aree interne.

La presenza dell’orso, se gestita con strumenti adeguati, può diventare anche un elemento di riconoscibilità per i territori. Non nel senso di una spettacolarizzazione dell’animale, che sarebbe dannosa e pericolosa, ma come segno di qualità ambientale, cura del paesaggio e capacità amministrativa. La biodiversità richiede regole, investimenti e responsabilità condivise.

Regione Lazio e biodiversità, una governance condivisa per l’Appennino centrale

La deliberazione approvata dalla Giunta regionale si colloca nel quadro degli obblighi europei e internazionali in materia di tutela della fauna e degli habitat naturali. Il Lazio, con questo accordo, consolida una scelta di governance integrata, fondata sulla collaborazione con istituzioni nazionali, Regioni confinanti, Parchi e Carabinieri Forestali.

Il valore del provvedimento sta anche nella capacità di tenere insieme livelli diversi di intervento: dalla programmazione istituzionale fino alla vigilanza sul territorio, dalla ricerca scientifica alla prevenzione dei danni, dalla sicurezza stradale alla tutela delle aree naturali. In una popolazione animale così ridotta, ogni elemento conta.

L’approvazione dello schema di accordo PATOM 2026-2028 consegna quindi al Lazio una responsabilità precisa: proteggere una specie simbolo, rendere più sicuri i territori di presenza e contribuire alla continuità ecologica dell’Appennino centrale. L’orso bruno marsicano resta uno degli animali più preziosi e vulnerabili d’Europa; il nuovo piano prova a rafforzare, con risorse e coordinamento, la possibilità che il suo futuro resti legato anche ai monti del Lazio.

 
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Ambiente

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