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Ostia, al via la stagione balneare 2025: spiagge pensate per il cittadino e non per il profitto

La stagione balneare quest'anno sarà estesa fino al 30 ottobre, un mese in più rispetto al passato
a cura di Fabio Vergovich
Spiaggia al Lido di Ostia
Spiaggia al Lido di Ostia (Foto di repertorio)

Non è solo una data sul calendario, ma un segnale culturale forte. Da giovedì 1° maggio, con l’entrata in vigore dell’ordinanza firmata dal Sindaco di Roma Roberto Gualtieri, prende ufficialmente il via la stagione balneare 2025 sul litorale romano. Un’apertura che durerà fino al 30 ottobre, costruita su basi nuove, incentrate sull’accessibilità, la sostenibilità e il diritto collettivo al mare. La proposta, avanzata dall’assessore al Patrimonio e al Demanio marittimo Tobia Zevi, rappresenta un passo in avanti nella visione di Ostia come spazio civico, più che come semplice località balneare.

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L’ordinanza, di fatto, delinea un’architettura regolatoria che va oltre il decoro e la sicurezza: ambisce a definire un modello di gestione urbana e ambientale in cui il mare di Roma torna ad essere un bene comune, fruibile da tutti, senza discriminazioni e con regole chiare per convivere in armonia.

Spiagge libere attrezzate: il nuovo paradigma

Una delle novità più rilevanti è la disciplina delle “spiagge libere attrezzate”, già avviata con l’assegnazione dei primi sei lotti a imprese giovanili under 35. Queste aree mantengono natura pubblica e accesso gratuito, ma saranno dotate di servizi igienici, docce, chioschi, soccorso e zone d’ombra accessibili anche a chi non noleggia lettini o ombrelloni. È una scelta che scardina il vecchio dualismo “stabilimento o spiaggia libera”, introducendo una terza via: un’area libera ma organizzata, pensata per il cittadino e non per il profitto.

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La stessa logica vale per l’obbligo di garantire varchi pubblici di accesso al mare, da mantenere aperti, puliti e ben segnalati. L’amministrazione ha promesso inoltre una verifica puntuale, nelle prossime settimane, per individuare nuove possibilità di accesso da destinare all’uso pubblico, colmando le lacune che storicamente hanno reso Ostia un luogo a tratti difficile da vivere se non si disponeva di una concessione privata.

Mare per tutti: attenzione concreta a famiglie, disabili e animali

Il provvedimento si distingue anche per l’attenzione riservata all’inclusività, intesa in senso ampio. Le spiagge romane, nella stagione 2025, saranno dotate di passerelle per la mobilità facilitata, servizi igienici accessibili, aree d’ombra per i bambini e — per la prima volta — zone dedicate alla balneazione degli animali da compagnia. I concessionari che vorranno attrezzare spazi recintati con piccoli specchi d’acqua per i cani potranno farlo, nel rispetto delle linee guida ambientali e sanitarie.

In questo modo, il mare torna ad essere un luogo che non esclude, ma accoglie. Anche chi convive con disabilità, anche chi ha figli piccoli o animali, potrà vivere la spiaggia con dignità e sicurezza, senza dover chiedere eccezioni o rinunciare.

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Lavoro, legalità e trasparenza: le regole per i gestori

La stagione 2025 si muove anche su un altro fronte fondamentale: quello dei diritti del lavoro e della trasparenza nella gestione. Ogni concessionario è obbligato ad applicare il Contratto Nazionale del Lavoro di categoria, a garantire la presenza dei bagnini durante tutta la fascia oraria di balneazione (dalle 9 alle 19), a mantenere puliti gli arenili e ad esporre con chiarezza le tariffe per ogni servizio.

Una stretta anche sul fronte delle violazioni: le infrazioni gravi o ripetute potranno comportare la revoca della concessione, introducendo un principio spesso disatteso nei decenni passati: la spiaggia è pubblica, e chi la gestisce lo fa in nome e per conto della collettività.

Eventi, musica e vita notturna: equilibrio tra socialità e rispetto

L’ordinanza regola anche la programmazione degli spettacoli e degli eventi notturni. Le attività musicali e ricreative saranno consentite fino alle 3.00 del mattino nei weekend e nei festivi, e fino alle 2.00 nei giorni feriali, ma dovranno rispettare i limiti di legge su emissioni sonore, sicurezza e affollamento. È un compromesso pensato per tutelare sia il diritto al riposo di chi vive nei pressi del litorale, sia l’interesse economico e culturale di chi lavora con il turismo e l’intrattenimento.

La dimensione del mare, del resto, non è solo balneare. È culturale, relazionale, sociale. Una spiaggia pubblica e sicura non è solo una questione di metri di sabbia, ma di visione su come una città come Roma intende abitare il proprio paesaggio costiero.

Ostia, da quest’anno, sembra voler essere qualcosa di più di una meta estiva: vuole diventare un laboratorio di civiltà urbana sul mare. E per riuscirci, si parte dalle regole, ma si punta sulla fiducia e sulla qualità delle relazioni tra istituzioni, cittadini e imprese.

 
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