Ostia cambia volto: 38 varchi al mare e spiagge libere, il piano che divide Roma

Il provvedimento ridisegna il futuro delle spiagge di Ostia, per il sindaco, Roberto Gualtieri, è una svolta per il mare di Roma
Di Fabio Vergovich
Spiagge Municipio X
Spiagge Municipio X

L’Assemblea Capitolina ha approvato l’adozione definitiva del nuovo Piano di Utilizzazione degli Arenili di Roma. Il provvedimento ridisegna il futuro delle spiagge di Ostia, supera il sistema delle proroghe e prepara la stagione delle gare pluriennali per le concessioni balneari.

Nuovo Piano Arenili di Roma: cosa cambia per Ostia e per il litorale capitolino

Il mare di Roma entra in una fase amministrativa decisiva. Con il nuovo PUA, il Campidoglio disciplina 11,3 chilometri di arenile di competenza capitolina, su un litorale comunale complessivo di 16,8 chilometri. Il dato che più incide sulla vita quotidiana dei cittadini riguarda la quota destinata alla pubblica fruizione: 6,5 chilometri, pari al 57,6% dell’arenile oggetto del Piano, oltre la soglia minima del 50% prevista dalla normativa regionale.

Il numero cresce ancora considerando Castelporziano, area interamente a uso pubblico. In questo caso la costa liberamente accessibile arriva al 64% del totale, pari a 8,4 chilometri di spiagge gratuite. È un passaggio destinato a pesare sulla fruizione estiva del litorale, specialmente per le famiglie, i giovani, i residenti del X Municipio e i tanti romani che raggiungono Ostia nei fine settimana senza voler sostenere i costi di uno stabilimento.

Il Piano riordina le 66 concessioni esistenti e le inserisce in nuove Unità Minime di Intervento. Le aree da mettere a gara saranno 50: 35 stabilimenti balneari, 11 esercizi di ristorazione, 3 spazi ricreativo-sportivi e 1 attività di noleggio imbarcazioni. A queste si aggiungono 31 spiagge a pubblica fruizione affidate in convenzione, con 11 spiagge abbinate a esercizi di ristorazione per assicurare servizi essenziali ai bagnanti.

Stop al lungomuro: varchi pubblici ogni 300 metri e accesso libero tutto l’anno

Uno dei punti più attesi riguarda l’abbattimento del cosiddetto lungomuro, la sequenza di recinzioni e barriere che per decenni ha separato il lungomare dalla vista e dall’accesso diretto al mare. Il nuovo Piano prevede almeno un varco pubblico ogni 300 metri, per un totale di oltre 38 accessi lungo il litorale. Ogni varco dovrà avere una larghezza minima di 3 metri e restare aperto gratuitamente, 24 ore su 24, per tutto l’anno.

La fascia di 5 metri dalla battigia dovrà rimanere sempre libera da attrezzature. Questo significa che il passaggio vicino al mare non potrà essere occupato da lettini, sdraio, ombrelloni o altri allestimenti. È una regola semplice, ma incide in modo concreto sul diritto di camminare lungo la riva e usare il litorale anche senza acquistare servizi privati.

Il principio della spiaggia gratuita viene distribuito in modo regolare. Il Piano prevede una spiaggia a pubblica fruizione ogni 300 metri di costa, evitando la concentrazione dei tratti liberi in zone isolate o lontane dal tessuto urbano. L’obiettivo è fare in modo che nessuno debba percorrere più di 150 metri per raggiungere un’area balneare gratuita.

Meno barriere visive, strutture più leggere e tutela degli edifici storici

La nuova disciplina introduce regole precise anche sulla visibilità del mare. Ogni concessione dovrà garantire la visuale libera su almeno il 50% del proprio fronte. Gli elementi separatori non potranno superare 1,10 metri di altezza. Le strutture balneari avranno un limite massimo di 5 metri e dovranno essere realizzate con materiali naturali e reversibili, come legno certificato, senza cemento armato.

Ogni area concessa dovrà mantenere almeno il 75% della superficie permeabile. Si tratta di un criterio ambientale rilevante per un litorale sottoposto a forte pressione durante la stagione estiva, quando il carico medio giornaliero stimato nel picco supera le 22.800 presenze.

Il Piano dedica attenzione anche al patrimonio storico balneare. Gli edifici riconosciuti dalla Carta per la Qualità del Piano Regolatore vengono considerati elementi da conservare. I futuri concessionari avranno quindi l’obbligo di mantenerli e valorizzarli rispettando i caratteri architettonici originari.

Spiagge accessibili, animali, naturismo e matrimoni civili sul mare

Il nuovo PUA interviene anche su inclusività e servizi speciali. Ogni stabilimento dovrà essere pienamente accessibile. È prevista inoltre una spiaggia dedicata alle persone con gravi disabilità, dotata di passerelle in legno fino alla battigia, ombrelloni ad apertura automatica e carrozzine da spiaggia.

Il Piano individua anche aree riservate agli animali da compagnia e al turismo naturista. Per la prima volta viene inoltre prevista una zona dedicata alla celebrazione di matrimoni civili sul mare. Sono scelte che ampliano le funzioni del litorale e provano a trasformare Ostia in una destinazione capace di vivere in modo più articolato, non limitata al solo consumo balneare dei mesi estivi.

Una delle novità più significative riguarda la destagionalizzazione. Da ottobre ad aprile i concessionari potranno estendere l’apertura delle strutture con eventi culturali, attività sportive, proposte enogastronomiche e programmi di educazione ambientale. In cambio dovranno garantire servizi minimi fuori stagione, come servizi igienici, pulizia e manutenzione, rimuovendo al termine dell’estate ombrelloni, sdraio e strutture mobili.

Ora la Conferenza dei Servizi: 45 giorni per arrivare all’approvazione finale

L’approvazione dell’Assemblea Capitolina non chiude l’iter. Il prossimo passaggio sarà la Conferenza dei Servizi, con Regione Lazio, Agenzia del Demanio, Capitaneria di Porto, Soprintendenza e altri enti competenti. La durata massima sarà di 45 giorni. In quella sede verranno acquisiti i pareri definitivi necessari per arrivare all’approvazione finale, che dovrà poi essere ratificata di nuovo dall’Assemblea Capitolina.

Il sindaco Roberto Gualtieri ha definito il voto una svolta per il mare di Roma, per cittadini, turisti e operatori, legando il nuovo Piano a più accesso libero, più sostenibilità ambientale, maggiore attenzione al paesaggio e regole certe per gli investimenti privati. L’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia ha richiamato il lungo percorso atteso da oltre vent’anni e il collegamento con il Parco del Mare, i cui lavori sono indicati come imminenti. L’assessore al Patrimonio Tobia Zevi ha insistito sul principio del mare come bene accessibile a tutti, con più spiagge libere, meno cemento e bandi pluriennali capaci di attrarre nuovi imprenditori.

Per Ostia si apre una fase delicata. Le regole sono scritte, i numeri sono sul tavolo, l’iter deve arrivare all’ultimo passaggio. La vera prova sarà trasformare il Piano in cantieri, bandi, servizi, accessi effettivi e spiagge davvero fruibili. Solo allora il litorale romano potrà cambiare volto agli occhi di chi lo vive ogni giorno.

 
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