Sapere cosa fare nei primi minuti dopo un incidente stradale può significare salvare una vita. Ma è altrettanto importante sapere cosa non fare, perché un intervento improvvisato o una manovra sbagliata possono aggravare le condizioni di una persona ferita. Da questa consapevolezza nasce la giornata dedicata alla sicurezza stradale in programma domenica 20 settembre a Ostia, dove la Croce Rossa Italiana porterà in piazza dimostrazioni, simulazioni e attività rivolte ad adulti e bambini.
L’appuntamento è a Piazzale Magellano, al Curvone di Ostia, dalle 11 alle 18, con ingresso libero. L’iniziativa, promossa dalla Croce Rossa Italiana – Comitato Municipio 10 di Roma con il patrocinio del Municipio X, porta un titolo che ne sintetizza il senso: “Ogni vita conta: dalla memoria alla prevenzione”.
La giornata sarà dedicata alla memoria di Elena Aubry e Giuseppe Bernabucci, entrambi morti mentre viaggiavano in moto. Elena Aubry aveva 26 anni quando perse la vita nel maggio 2018 su via Ostiense; Giuseppe Bernabucci aveva 28 anni ed è morto nel settembre 2024 in un incidente ad Acilia. Due vicende diverse, diventate negli anni simboli di una battaglia che non può esaurirsi nel ricordo delle vittime ma deve trasformarsi in prevenzione, educazione e maggiore attenzione sulle strade.
Cosa fare davanti a un motociclista ferito?
Uno dei momenti più interessanti della giornata sarà dedicato proprio alle procedure di primo soccorso dopo un incidente. I volontari mostreranno come comportarsi quando a terra c’è un motociclista o un ciclista, come avvicinarsi a una persona ferita, quali valutazioni effettuare e quali interventi devono invece essere lasciati a personale formato.
Saranno affrontate anche le situazioni nelle quali una persona rimane incastrata all’interno di un veicolo e le procedure di rianimazione cardiopolmonare.
Il valore di una dimostrazione pubblica sta soprattutto nel superare un equivoco molto diffuso: aiutare non significa necessariamente intervenire fisicamente sul ferito. In molte circostanze la prima cosa da fare è mettere in sicurezza l’area, chiamare correttamente i soccorsi, fornire informazioni precise e impedire che altre persone compiano manovre potenzialmente pericolose.
Non soltanto primo soccorso: alcol, guida e manutenzione
Il programma comprenderà diversi stand e attività pratiche. Sono previsti percorsi con gli occhiali “Alcolvista”, che riproducono alcune alterazioni percettive associate all’assunzione di alcol, la possibilità di effettuare una misurazione volontaria con etilometro didattico, simulazioni di guida con un veicolo dotato di doppia pedaliera e laboratori dedicati alla manutenzione di base del mezzo.
Ci sarà inoltre uno spazio pensato specificamente per i bambini, con attività ludiche attraverso le quali avvicinare anche i più piccoli alle prime regole della sicurezza stradale.
È un aspetto tutt’altro che secondario. La sicurezza comincia molto prima della patente: dal modo in cui un bambino viene abituato ad attraversare una strada, dall’uso corretto delle cinture, dal casco in bicicletta, dall’esempio degli adulti e dalla capacità di comprendere che l’ambiente stradale è uno spazio condiviso nel quale un errore può avere conseguenze irreversibili.
Graziella Viviano: “Abbiamo sempre bisogno di parlare e imparare”
In tarda mattinata sarà presente anche Graziella Viviano, madre di Elena Aubry, da anni impegnata sul fronte della sicurezza stradale.
«Abbiamo sempre bisogno di parlare e imparare sulla sicurezza stradale e sul soccorso», è il messaggio con cui Viviano accompagna l’iniziativa.
La morte di Elena resta indissolubilmente legata anche al tema delle condizioni delle strade romane. Il dissesto del manto stradale provocato dalle radici degli alberi lungo alcuni tratti della Capitale, compresa via Ostiense, è stato più volte al centro dell’attenzione dopo incidenti gravissimi. La vicenda di Elena ha contribuito negli anni a tenere aperto il confronto sulla manutenzione e sulla necessità di intervenire prima che una situazione di rischio diventi una tragedia.
Avere la precedenza non significa poter smettere di essere prudenti
La giornata di Ostia offre anche l’occasione per affrontare un tema culturale spesso sottovalutato: sulla strada non basta stabilire, dopo un incidente, chi avesse ragione e chi torto.
Il principio della prudenza è già scritto nel Codice della Strada. L’articolo 140 stabilisce che gli utenti devono comportarsi in modo da non creare pericolo o intralcio e tutelare in ogni caso la sicurezza. L’articolo 141 impone al conducente di adeguare la velocità alle condizioni della strada e del traffico e di mantenere sempre il controllo del veicolo. Persino l’articolo 145, dedicato alla precedenza, comincia imponendo a chi si avvicina a un’intersezione di usare la massima prudenza per evitare incidenti.
È un principio molto semplice, che nella quotidianità viene però troppo spesso dimenticato: avere diritto di precedenza non equivale ad avere diritto all’incidente.
Chi percorre un incrocio con il verde non può ignorare ciò che accade davanti a sé. Chi attraversa sulle strisce conserva il diritto alla precedenza, ma guardare la strada anziché lo schermo del telefono può evitare conseguenze gravissime. Chi guida una moto, un’auto o una bicicletta deve continuamente tenere conto degli errori possibili degli altri utenti.
Non significa cancellare le responsabilità giuridiche, che restano materia degli accertamenti e delle norme. Significa distinguere il momento successivo all’incidente, quando si cercano responsabilità e cause, dal momento precedente, quando l’obiettivo dovrebbe essere uno solo: fare tutto ciò che è ragionevolmente possibile perché quell’incidente non avvenga.
Dalla memoria alla prevenzione
È probabilmente questo il significato più profondo della giornata dedicata a Elena Aubry e Giuseppe Bernabucci.
Ricordare una vittima della strada non può limitarsi a una fotografia, a un mazzo di fiori o a una cerimonia una volta all’anno. La memoria acquista un valore diverso quando modifica un comportamento: rallentare davanti a un incrocio, posare il telefono, indossare il casco, non guidare dopo aver bevuto, controllare un pneumatico, sapere chiamare correttamente i soccorsi o comprendere quando non bisogna spostare una persona ferita.
Domenica a Ostia la Croce Rossa proverà a insegnare proprio questo attraverso situazioni concrete e simulazioni accessibili a tutti.
Perché dopo un incidente si può discutere a lungo di precedenze, responsabilità e colpe. La sicurezza stradale comincia invece qualche secondo prima, quando una scelta corretta può ancora impedire che qualcuno perda la vita.
