Le notizie dei Comuni del Lazio

Ostia, quattro stabilimenti sotto sequestro per concessioni scadute

I gestori non hanno accettato il verdetto del Comune senza reagire: hanno presentato ricorsi amministrativi, confidando sul Tar
Di Lina Gelsi
Spiaggia, Lido di Ostia (Dal sito del Comune di Roma)
Spiaggia, Lido di Ostia (Dal sito del Comune di Roma)

Un avvio di stagione con il freno a mano tirato. Il sole di maggio, ad Ostia, ha trovato ombrelloni abbassati e sabbia senza lettini in alcuni tratti storici del litorale. Non è stata la pioggia o il maltempo a tenere a casa i bagnanti, ma una vicenda giuridico-amministrativa che coinvolge quattro stabilimenti tra i più noti del lungomare lidense: «Peppino a Mare», «Mariposa», «Bungalow» e «Bettina». I loro gestori hanno deciso comunque di aprire i cancelli, nonostante un’intimazione ufficiale del Comune a restare chiusi.

Risultato: intervento della Guardia di Finanza e denuncia per occupazione abusiva di suolo demaniale, come prevede il Codice della Navigazione. Un avvio di stagione, quindi, segnato da verbali, sigilli e un’attesa sospesa per capire se e quando quegli stabilimenti potranno riaprire.

Concessioni scadute e vecchie irregolarità mai risolte

Il punto fermo da cui si parte è la scadenza delle concessioni demaniali: 31 dicembre 2024. Da lì, secondo quanto stabilito, tutte le attività balneari avrebbero dovuto entrare in un regime transitorio, in attesa che il Comune avviasse la regolare messa a bando, prevista dopo un’attenta verifica dei titoli edilizi.

LA TUA PUBBLICITÀ QUI

Una trentina abbondante di stabilimenti – trentotto per l’esattezza – hanno avuto il via libera temporaneo a proseguire l’attività, pur sapendo che si tratta di una concessione a tempo e sotto osservazione. Ma per i quattro in questione, quel permesso non è arrivato. Le motivazioni sono sia formali che sostanziali: pendenze pregresse, irregolarità edilizie non sanate, e una situazione documentale non compatibile con la proroga temporanea.

LA TUA PUBBLICITÀ QUI

Il blitz della Finanza e l’intervento della magistratura

Il primo maggio, le fiamme gialle sono intervenute direttamente sul posto. Il sequestro è avvenuto senza clamori, ma con tutti i crismi della legalità. Le strutture sono state affidate a custodi giudiziari interni – scelta che evita il totale blocco gestionale – ma restano, per il momento, inutilizzabili al pubblico.

LA TUA PUBBLICITÀ QUI

Già nelle prossime ore la Procura riceverà la relazione degli investigatori, mentre il giudice dovrà pronunciarsi sulla convalida o meno del provvedimento. Se la convalida arriverà, si andrà avanti fino al possibile dissequestro formale. Se invece il giudice non lo riterrà necessario, allora già dal weekend i chioschi potrebbero tornare a vendere caffè, noleggiare lettini e risuonare della voce delle radio accese a volume basso, come da tradizione balneare.

Ricorsi e nervi tesi: la stagione inizia tra burocrazia e incognite

I gestori non hanno accettato il verdetto del Comune senza reagire: hanno presentato ricorsi amministrativi, confidando che la giustizia amministrativa valuti diversamente la loro posizione. Ma mentre le carte girano tra avvocati e Tar, l’estate si avvicina e i giorni di apertura persi iniziano a pesare.

Il punto di frizione è tutto qui: da un lato la volontà di ripartire e garantire un servizio che, a Ostia, è anche un pezzo di identità locale; dall’altro la rigidità di norme che – complice anche una pressione nazionale sulla gestione delle spiagge e delle concessioni – lasciano poco spazio a soluzioni “di compromesso”.

I titolari degli stabilimenti coinvolti parlano di accanimento, o quanto meno di un atteggiamento poco collaborativo da parte del Comune. Ma dai corridoi del Campidoglio trapela una linea chiara: nessuna deroga per chi ha pendenze in sospeso. Il rischio, spiegano, è quello di trovarsi in contraddizione con i principi di legalità e trasparenza che proprio sul fronte demaniale sono tornati centrali negli ultimi anni.

Ostia e il peso delle regole dopo anni di opacità

Quello che accade oggi è anche il frutto di una lunga stagione in cui, a Ostia, la gestione delle concessioni balneari si è mossa su un crinale spesso sottile, se non proprio incerto. Anni di proroghe automatiche, difficoltà a controllare abusi edilizi, concessioni che si rinnovavano quasi per consuetudine.

Il nuovo corso amministrativo, spinto anche dalle direttive europee sulla concorrenza e la trasparenza, ha impresso un’accelerazione a controlli e revisioni. Ma l’impatto, sul territorio, è forte: si tocca un tessuto economico fatto di famiglie, lavoratori stagionali, fornitori locali, e naturalmente anche clienti affezionati.

Il punto è che la transizione verso un sistema più trasparente ha tempi e metodi che non sempre si conciliano con le dinamiche stagionali del turismo balneare. In mezzo, c’è chi prova a resistere, chi cerca scorciatoie e chi, semplicemente, si ritrova a dover pagare il prezzo di scelte fatte – o non fatte – molti anni prima.

 
CATEGORIA

Cronaca

DATA

Condividi l'articolo su

Scorri lateralmente questa lista