Ostia, sigilli a Bagni Vittoria e Vecchia Pineta: due lidi storici, ma non trasformiamo il riordino in paralisi

Di Lina Gelsi
Polizia Roma Capitale sigilli Ostia

Ostia arriva alla vigilia della stagione balneare con altri due stabilimenti storici chiusi: Bagni Vittoria e La Vecchia Pineta sono stati sigillati nella mattinata di giovedì, in un nuovo passaggio della lunga verifica su concessioni, titoli e occupazione del demanio marittimo. Il caso più simbolico resta quello del Bagni Vittoria, lido conosciuto anche per la Spa interna e per il chiosco sul mare, da tempo al centro di una vicenda amministrativa mai davvero risolta.

Stabilimenti chiusi a Ostia: il nodo dei titoli sul demanio marittimo

Il provvedimento sul Bagni Vittoria nasce da un elemento essenziale: la struttura era senza concessione e senza un titolare formalmente riconosciuto. In assenza di un titolo valido, l’attività turistica non può proseguire, perché il demanio marittimo richiede regole chiare, assegnazioni regolari e piena tracciabilità della gestione.

Il lido, collocato sul lungomare di ponente, non è uno stabilimento qualsiasi. Per anni ha rappresentato un punto di riferimento per residenti, abbonati, famiglie, frequentatori della spiaggia e clienti della Spa. Proprio questa sua notorietà rende più forte l’impatto della chiusura, perché il provvedimento non riguarda solo una concessione amministrativa, ma un pezzo riconoscibile dell’identità balneare di Ostia.

La storia del Bagni Vittoria si trascina da mesi. L’anno scorso la struttura era stata inserita in una procedura di gara, poi rimasta senza aggiudicazione. Da allora si è aperta una fase sospesa, fatta di contestazioni, ricorsi e ricostruzioni divergenti sulla partecipazione alla gara. L’esito concreto, però, è rimasto immutato: il lido non è stato riaffidato e non è tornato pienamente nella disponibilità amministrativa necessaria per una nuova stagione ordinata.

Bagni Vittoria, cabine e terme sotto sequestro: perché il caso pesa sul litorale romano

I sigilli hanno riguardato le cabine, l’area delle terme e il chiosco sulla riva, uno spazio noto anche per la frequentazione serale. È un intervento che riduce ancora l’offerta del litorale proprio nel momento in cui Ostia dovrebbe prepararsi ad accogliere bagnanti, turisti e romani in cerca di mare a pochi chilometri dalla città.

La chiusura di uno stabilimento storico produce conseguenze immediate: meno servizi, minori possibilità di accesso organizzato alla spiaggia, personale in attesa, abbonati senza certezze, attività collegate costrette a rivedere programmi e prospettive. Il tema, ormai, non è soltanto giudiziario o amministrativo. È anche economico e urbano.

Ostia vive da anni una relazione difficile con il proprio patrimonio balneare. Le concessioni demaniali sono diventate terreno di confronto acceso, anche per effetto della necessità di rimettere ordine in situazioni stratificate nel tempo. Molte strutture portano con sé storie lunghe, ampliamenti, passaggi gestionali, investimenti e contenziosi. Mettere tutto in regola è indispensabile, ma il percorso rischia di produrre vuoti pesanti se non viene accompagnato da tempi rapidi e da bandi capaci di restituire funzione agli spazi.

Vecchia Pineta, secondo intervento e sgombero: il lido dei film e dei vip torna sotto i sigilli

La stessa mattinata ha visto un nuovo intervento anche alla Vecchia Pineta, altro nome storico del lungomare romano. Lo stabilimento, noto pure per essere stato set cinematografico e luogo frequentato da volti noti, era già finito al centro delle verifiche dopo la perdita del bando da parte dei vecchi gestori.

In quel caso la questione riguarda l’obbligo di lasciare la struttura dopo l’esito della procedura in favore di nuovi titolari. Il mancato rilascio degli spazi aveva già portato a una denuncia per occupazione abusiva. Il nuovo passaggio ha completato lo sgombero e riportato i sigilli su un’altra porzione molto conosciuta del litorale.

Il messaggio istituzionale appare netto: chi non ha titolo non può continuare a gestire beni pubblici. La regola è lineare, la sua applicazione su Ostia ha però un effetto molto visibile perché cade su stabilimenti entrati nella memoria collettiva della città. La legalità amministrativa, in un territorio complesso, deve camminare insieme alla capacità di non lasciare il mare in uno stato di abbandono o di incertezza prolungata.

Enzo Salvi davanti ai cancelli: la protesta diventa caso pubblico

La chiusura del Bagni Vittoria ha acceso anche la protesta. Davanti ai cancelli è arrivato Enzo Salvi, attore e comico legato a Ostia, che ha contestato duramente la gestione della vicenda e l’assenza di una soluzione in grado di salvare la stagione. Il suo sfogo ha intercettato un sentimento diffuso in una parte del territorio: la paura che il litorale perda progressivamente pezzi della propria economia e della propria vita sociale.

La protesta, al di là dei toni, segnala un problema politico evidente. Ogni stabilimento chiuso non è soltanto un cancello sbarrato. È un servizio che scompare, una fila di cabine inutilizzate, un tratto di spiaggia meno presidiato, un’occasione di lavoro che si restringe. Per una località che vive di mare, ristorazione, turismo di prossimità e presenza stagionale, ogni settimana persa pesa sulla tenuta dell’intero comparto.

La richiesta che arriva da operatori e cittadini è semplice: regole certe, tempi chiari, bandi rapidi, controlli efficaci. Senza concessioni valide non può esserci gestione. Senza nuove assegnazioni, però, gli spazi restano fermi. È qui che si gioca la parte più delicata della vicenda.

Bandi, ricorsi e stagione estiva: cosa può accadere ora sul mare di Roma

Il Comune ha annunciato l’intenzione di procedere con un nuovo bando per il Bagni Vittoria. Sarà un passaggio decisivo per capire se lo stabilimento potrà tornare disponibile in tempi compatibili con la stagione estiva o se il lido resterà chiuso ancora a lungo. La differenza non è marginale: maggio è già un mese operativo per chi lavora sul mare, e ogni ritardo rende più difficile programmare aperture, assunzioni, manutenzioni e servizi.

Per La Vecchia Pineta, invece, il tema centrale è l’effettivo subentro dei nuovi titolari e la piena disponibilità della struttura. Anche in questo caso il tempo amministrativo deve misurarsi con il calendario reale della costa: l’estate non aspetta le carte, e Ostia rischia di presentarsi con una mappa balneare segnata da vuoti, transenne e incertezze.

La vicenda dei due lidi racconta una fase di passaggio più ampia. Da una parte c’è l’esigenza di ripristinare legalità, concorrenza e corretta gestione del demanio. Dall’altra c’è la necessità di non trasformare il riordino in paralisi. Ostia ha bisogno di regole, ma anche di mare aperto, servizi funzionanti e spazi restituiti ai cittadini. La chiusura di Bagni Vittoria e Vecchia Pineta rende visibile, una volta di più, quanto il futuro del litorale romano dipenda dalla capacità di unire rigore, rapidità e visione pubblica.

 
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