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La tragedia

Ottavia, tragedia in una falegnameria: rinvenuti due cadaveri

L'allarme è scattato dal proprietario, sul posto sono intervenuti gli uomini della Scientifica: i fatti dopo una lite, indagini in corso
Di Giovanni Montella
Ottavia_Stazione
Ottavia_Stazione

Una discussione degenerata è finita in tragedia pochi giorni fa in una falegnameria in zona Ottavia, periferia nord-ovest di Roma. Un 39enne e un 80enne sono morti in quello che gli inquirenti hanno definito un omicidio-suicidio. Entrambi erano incensurati, lavoravano a vario titolo nell’attività e secondo le prime ricostruzioni avevano avuto dissapori legati all’ambiente di lavoro. Uno era considerato il custode della struttura, l’altro un dipendente, anche se la posizione di quest’ultimo è ancora oggetto di verifica da parte delle forze dell’ordine.

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Omicidio-suicidio in falegnameria, i presunti motivi della lite

A dare l’allarme è stato il proprietario della falegnameria. Entrando nel capannone ha trovato il corpo del 39enne riverso a terra, colpito da più proiettili. I primi soccorsi sono stati vani: era già morto. Mentre sul posto arrivavano gli uomini della Squadra Mobile e della Scientifica, mancava all’appello il custode 80enne. È stato ritrovato poco dopo, senza vita, in un campo vicino, con ancora accanto a sé la pistola semiautomatica con cui si sarebbe tolto la vita sparandosi alla tempia.

L’autopsia sui due corpi, disposta dal magistrato di turno, servirà a chiarire i dettagli esatti del decesso, ma la dinamica è stata nel frattempo ricostruita con sufficiente chiarezza: quattro i colpi esplosi dal custode — due alla testa e due all’addome della vittima — , seguiti dal suicidio.

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Secondo quanto emerso dalle prime indagini, il rapporto tra i due uomini non era dei più semplici. Le tensioni andavano avanti da giorni, alimentate da differenze caratteriali marcate e, forse, anche da motivi economici. Nulla, però, che avesse mai fatto presagire un epilogo tanto tragico. A detta del titolare, i contrasti tra i due non erano mai sfociati in comportamenti violenti.

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Indaga la polizia, ritrovata la pistola

La polizia ha posto sotto sequestro il capannone e la documentazione relativa ai rapporti lavorativi dei due uomini. Anche i telefoni cellulari dei due sono stati acquisiti: attraverso messaggi, chiamate o note vocali si spera di trovare tracce della goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Un nodo importante dell’inchiesta riguarda la pistola. L’arma ritrovata accanto al corpo dell’80enne non risulta registrata nei suoi confronti. Gli investigatori stanno verificando se fosse di proprietà dell’uomo — magari detenuta illegalmente — o se si trattasse di un’arma “proveniente da altri contesti”, come temuto dagli inquirenti.

Un elemento che, se confermato, aprirebbe scenari più complessi sul possesso illecito e sull’origine della semiautomatica. Le verifiche balistiche e la tracciabilità dell’arma potrebbero offrire ulteriori risposte nei prossimi giorni.

 
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