Parte “Ottobre Rosa” e il Lazio torna a mettere al centro la prevenzione del tumore al seno. Ma proprio mentre si moltiplicano le iniziative e viene ampliata la possibilità di sottoporsi gratuitamente alla mammografia, resta un dato sul quale è difficile non soffermarsi: troppe donne continuano a non aderire agli screening oncologici offerti dal servizio sanitario.
Per il tumore della mammella la partecipazione è arrivata a circa il 45% delle donne interessate. Un dato in crescita negli ultimi anni, quindi con un segnale positivo evidente, ma ancora lontano da una copertura che possa essere considerata soddisfacente. Significa, in sostanza, che più di una donna su due tra quelle raggiunte dal programma non effettua il controllo.
E negli altri screening la situazione è ancora più delicata. La partecipazione scende al 29% per la prevenzione dei tumori della cervice uterina e al 24% per il colon-retto, programma che riguarda sia le donne sia gli uomini.
Nel 2025 individuate 798 lesioni maligne
I numeri spiegano perché la questione non possa essere ridotta a una semplice campagna di comunicazione. Nel corso del 2025 gli screening hanno permesso di individuare 798 lesioni maligne, consentendo alle pazienti interessate di entrare nei percorsi dedicati di approfondimento, trattamento e cura.
È precisamente questo il senso della diagnosi precoce: individuare una neoplasia quando può essere ancora asintomatica e intervenire prima che la malattia raggiunga fasi più avanzate.
La stessa Regione ricorda che i programmi organizzati di screening non consistono soltanto nell’esecuzione di un esame. Se il test presenta un risultato sospetto o positivo, il cittadino viene accompagnato negli approfondimenti diagnostici e, quando necessario, nel successivo percorso terapeutico. Gli screening oncologici rientrano inoltre nei Livelli essenziali di assistenza e devono essere garantiti alla popolazione destinataria.
Ottobre Rosa, mammografia gratuita anche tra 45 e 49 anni
Per tutto il mese di ottobre la Regione Lazio amplia l’offerta ordinaria. Le donne tra 45 e 49 anni, normalmente fuori dalla fascia del programma organizzato, possono prenotare una mammografia gratuita nelle strutture che aderiscono alla campagna, fino a esaurimento delle disponibilità.
Il programma ordinario di screening mammografico riguarda invece le donne dai 50 ai 74 anni, alle quali la mammografia viene proposta ogni due anni. Per la cervice uterina sono previsti Pap test tra 25 e 29 anni e HPV test tra 30 e 64 anni, mentre per il colon-retto il programma interessa donne e uomini dai 50 ai 74 anni.
Il percorso seguito negli ultimi anni mostra comunque un miglioramento. I dati regionali relativi al 2024 documentavano già una ripresa significativa dello screening mammografico dopo gli anni della pandemia: le donne che avevano aderito erano salite a 178.896, con 836 neoplasie diagnosticate attraverso il programma.
Il problema non è soltanto offrire gli esami, ma convincere a farli
Resta dunque una domanda. Perché, quando il controllo viene offerto gratuitamente, una quota così consistente della popolazione continua a non aderire?
Dietro una mancata partecipazione possono esserci motivazioni molto diverse: scarsa attenzione alla prevenzione quando non si avvertono sintomi, difficoltà organizzative, timore dell’esito dell’esame, rinvii continui che finiscono per diventare rinunce. Qualunque sia la ragione, il dato regionale dimostra che aumentare l’offerta sanitaria non basta se non cresce parallelamente la consapevolezza.
“Il trattamento migliore per il tuo seno è la prevenzione” è il messaggio scelto per Ottobre Rosa 2026. Una frase semplice, ma il significato dei numeri è ancora più diretto. Lo screening non impedisce che un tumore possa comparire, ma permette in molti casi di scoprirlo prima.
Il Lazio sta aumentando progressivamente la partecipazione. Quel 45% rappresenta un miglioramento. Ma significa anche che la maggioranza delle donne chiamate a sottoporsi alla mammografia organizzata resta ancora fuori dal percorso. Ed è proprio su questa distanza, tra un esame disponibile gratuitamente e un appuntamento che troppe persone non fanno, che si gioca una parte importante della prevenzione oncologica.
