A Palestrina la sanità prova a ridisegnare il proprio assetto mettendo insieme due livelli che troppo spesso, nella percezione dei cittadini, viaggiano separati: l’ospedale e l’assistenza sul territorio. Il nuovo Pronto Soccorso e gli spazi rinnovati dell’Unità di Dialisi dell’ospedale Coniugi Bernardini, insieme alla nuova Casa della Comunità, rappresentano infatti interventi differenti ma legati dalla stessa impostazione: intercettare i bisogni ordinari e cronici fuori dall’ospedale e, nello stesso tempo, rendere più forte il presidio chiamato a gestire emergenze, urgenze e prestazioni specialistiche.
Le tre strutture sono state inaugurate il 30 settembre alla presenza del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, della direttrice generale della Asl Roma 5 Silvia Cavalli, dei rappresentanti delle amministrazioni locali e del personale sanitario. La Regione definisce gli interventi parte del rafforzamento congiunto dell’assistenza territoriale e ospedaliera della Asl Roma 5.
Il Coniugi Bernardini resta il punto di riferimento per l’emergenza
Il passaggio più rilevante riguarda proprio l’ospedale di Palestrina. Il nuovo Pronto Soccorso occupa circa 585 metri quadrati, inseriti all’interno di un’area complessiva di 850 metri quadrati adiacente al presidio, ed è dotato di 17 posti letto. L’investimento indicato dalla Regione è di tre milioni di euro.
Non si tratta soltanto di un ampliamento degli spazi. La nuova organizzazione divide le aree assistenziali in funzione dei codici di priorità, aumentando in particolare gli spazi destinati ai pazienti più gravi. È previsto inoltre un percorso separato per le persone infette o potenzialmente infette, con camera, bagno e accesso protetto. C’è una stanza Codice Rosa, destinata alla presa in carico delle donne vittime di violenza e dei loro bambini, ed è previsto anche un ambulatorio pediatrico.
Il Pronto Soccorso del Coniugi Bernardini svolge già le prestazioni di emergenza e urgenza utilizzando le risorse presenti nell’ospedale e le consulenze specialistiche inserite nella rete regionale dell’emergenza. Il nuovo reparto, dunque, interviene su una funzione che resta essenziale per Palestrina e per i centri che gravitano sul presidio.
La questione decisiva sarà trasformare i nuovi ambienti in una maggiore capacità effettiva di risposta: spazi, tecnologie e percorsi assistenziali incidono realmente sulla vita dei cittadini quando possono contare anche su personale sufficiente, organizzazione e continuità delle prestazioni.
Dialisi, 1,1 milioni per rinnovare un servizio che significa continuità di cura
Accanto al Pronto Soccorso sono stati rinnovati anche gli ambienti della UOSD Dialisi, un servizio particolarmente importante perché riguarda pazienti che devono recarsi periodicamente in ospedale e per i quali la vicinanza della struttura sanitaria ha un peso concreto nella vita quotidiana.
I lavori hanno modificato la distribuzione interna degli spazi e interessato pavimentazioni, rivestimenti, infissi e compartimentazione antincendio. Sono stati installati nuovi impianti elettrici, di climatizzazione e idrico-sanitari, sistemi di chiamata infermieristica, rilevazione incendi, diffusione dei messaggi di emergenza e distribuzione dei gas medicali. L’investimento è stato di 1,1 milioni di euro attraverso i Fondi Giubileo 2025.
È un intervento meno visibile rispetto a un nuovo Pronto Soccorso, ma significativo nel ragionamento complessivo sulla sanità locale: per molte patologie croniche la qualità dell’assistenza dipende proprio dalla possibilità di ricevere prestazioni regolari senza essere costretti a lunghi spostamenti verso Roma o verso altri ospedali.
Casa della Comunità, la sanità prima dell’ospedale
L’altra parte del nuovo assetto si trova in via Porta San Martino 38. La Casa della Comunità di Palestrina si sviluppa su circa 600 metri quadrati ed è indicata come struttura Hub attiva dodici ore al giorno per sette giorni alla settimana. L’investimento supera 1,4 milioni di euro di fondi PNRR.
All’interno vengono riunite funzioni che normalmente obbligano il cittadino a rivolgersi a interlocutori diversi: ambulatori di endocrinologia, diabetologia e pneumologia, ambulatorio della cronicità e infermieristico, cure primarie, assistenza domiciliare integrata, CUP e Punto unico di accesso. Sono previsti inoltre spazi per medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, vaccinazioni, centro prelievi e attività di integrazione sociosanitaria.
Particolarmente rilevante è l’introduzione della telemedicina, attraverso televisite, teleconsulto fra professionisti e telemonitoraggio clinico. Significa poter seguire una parte dei pazienti cronici anche senza ricorrere continuamente all’ospedale e creare un collegamento più stretto fra specialisti, medici di famiglia, infermieri e servizi territoriali.
Ospedale e territorio: il punto vero è evitare che il Pronto Soccorso diventi la risposta a tutto
È proprio questo il significato più interessante dell’operazione realizzata a Palestrina. Potenziare il Pronto Soccorso senza rafforzare la medicina territoriale rischierebbe di lasciare immutato uno dei problemi più evidenti della sanità pubblica: l’ospedale utilizzato anche per bisogni che potrebbero essere affrontati altrove.
La Casa della Comunità può rappresentare il primo livello per cronicità, prevenzione, controlli, assistenza infermieristica e orientamento del paziente. Il Coniugi Bernardini deve invece poter concentrare le proprie risorse sulle funzioni propriamente ospedaliere, sulle emergenze e sulle situazioni che richiedono assistenza specialistica.
In questa prospettiva Casa della Comunità e ospedale non sono strutture concorrenti. Il loro funzionamento dovrebbe essere complementare: meno frammentazione nell’assistenza ordinaria, maggiore continuità nella presa in carico e un Pronto Soccorso utilizzato soprattutto quando serve realmente.
Gli edifici e i finanziamenti costituiscono dunque il punto di partenza. Per i cittadini di Palestrina e dell’area prenestina il risultato sarà misurabile soprattutto su elementi molto concreti: tempi di accesso, possibilità di trovare medici e infermieri, continuità dei servizi, liste d’attesa e capacità di essere seguiti vicino a casa.
Il nuovo Pronto Soccorso, la Dialisi rinnovata e la Casa della Comunità mettono a disposizione strumenti importanti. Ora il valore dell’investimento dipenderà dalla capacità di farli lavorare come parti della stessa rete sanitaria.
