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23 Ottobre 2020

Pubblicato il

Papa Francesco aiuta le vittime delle inondazioni

di Redazione

Papa Francesco invia 50.000 dollari alle vittime delle inondazioni a La Plata

La notizia ufficiale è di cinquantuno morti e uno scomparso. Le voci ufficiose divergono invece nettamente e parlano di 100 morti e decine di scomparsi.

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In Italia, le notizie, sono state, stranamente, poche. Solo qualche flash sul TG3. Poca cosa per rendere l’idea di quello che veramente è accaduto a Buenos Aires e La Plata, in Argentina, durante quest’ultima settimana.

Una tempesta terrificante ha lasciato una scia di morti e desolazione. Il totale delle precipitazioni cadute sulla città di La Plata durante le ventiquattro ore di martedì 2 aprile c.a, sono state di 392,2 millimetri, “mentre in media in tutto il mese d’aprile sono di 84,3 millimetri. Quasi 5 volte di più.”, ha spiegato il presidente del Centro Argentino de Meteorólogos, Juan Manuel Hörler.

Papa Francesco informato tempestivamente dell’accaduto, dai suoi collaboratori, si è messo in comunicazione con l’Arcidiocesi di La Plata, per avere notizie dirette.
Addolorato per i racconti, oltre alle solite commoventi parole espresse, ha inviato 50.000 dollari USA, per contribuire economicamente ad alleviare qualche sofferenza ai sopravvissuti.

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L’AICA, agenzia di stampa cattolica, ha riferito, che Il Papa, ha messo la somma a disposizione dell'Arcidiocesi di La Plata.
Questo gesto di solidarietà del Papa verso i suoi compatrioti fatto attraverso il Cor Unum, istituto fondato dal Papa Paolo VI per ‘per promuovere la fratellanza umana e la carità di Cristo’ è qualcosa non comune in Vaticano, ma perfettamente in linea con il modo d’essere di Jorge Mario Bergoglio.

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L'ex arcivescovo di Buenos Aires, in un messaggio, inviato appena informato del dramma, si era detto “profondamente rattristato” per la tragica notizia dei morti che la tempesta si era lasciata alle spalle. Egli si è rivolto alle “istituzioni civili ed ecclesiastiche e alle persone di buona volontà” invitandole “a fare la carità e aiutare coloro che hanno perso la casa o la proprietà personale, con spirito di solidarietà cristiana.”.

Il popolo argentino sta dimostrando in questi giorni qual è la sua essenza. Migliaia di camion e macchine vanno e vengono invadendo le strade e convergendo verso la città di La Plata, pieni zeppi di ogni bene per alleviare il dolore dei sofferenti, rimasti per giorni senza luce, acqua potabile e prime necessità.
La gente del popolo ha aggredito con parole e pugni e calci sulle macchine i politici accorsi sul posto.

Nella tv TN, di Buenos Aires, una giornalista ha raccontato la storia di un bambino di dodici anni che io non posso lasciare di raccontare:
Sembrerebbe che alcuni soccorritori si siano avvicinati al bambino in causa, tentando di dargli un maglioncino, da mettersi addosso; perché egli aveva solo una canottiera e faceva freddo. “Datelo a qualcun altro che abbia più bisogno di me”: ha risposto il bambino. I soccorritori hanno insistito: “Dai. Perché fai così? Prendilo e mettilo!” “Faccio così , perché questa è la differenza tra l’uomo e la scimmia.”: ha terminato, andando via, senza un sorriso.

 
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