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16 Maggio 2021

Pubblicato il

Papa Francesco ha incontrato la famiglia rom di Casal Bruciato a Roma

di Redazione

Bergoglio: "Prego per voi, vi sono vicino. Soffro per quanto vi è capitato, questa non è civiltà"

"Resistere".  E' questo l'invito che Papa Francesco ha rivolto alla famiglia rom contestata e insultata a Casal Bruciato, Roma, durante un incontro nella sagrestia di San Giovanni in Laterano. Bergoglio li ha incoraggiati a rivolgersi alla Chiesa per qualunque necessità. La famiglia ha raccontato la propria storia, spiegando di essere musulmana. "Prego per voi, vi sono vicino. Soffro per quanto vi è capitato, questa non è civiltà", ha aggiunto il Pontefice. Le tensioni che hanno scosso Roma riguardano non soltanto la cronaca, con i primi denunciati per le violenze contro l'assegnazione della casa popolare alla famiglia rom, in particolare l'autore delle minacce di stupro alla mamma, ma anche il versante politico.  Ricevendo per un incontro di preghiera le comunità nomadi nella Sala Regia, quella dedicata alle udienze con i capi di Stato e la diplomazia, Bergoglio ha detto che "è vero, ci sono cittadini di seconda classe, ma i veri cittadini di seconda classe sono quelli che scartano la gente, perché non sanno abbracciare, sempre con gli aggettivi in bocca, e scartano, vivono scartando, con la scopa in mano buttano fuori gli altri. Invece la vera strada è quella della fratellanza e tutti dobbiamo collaborare".

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Con un richiamo del Pontefice anche a rom e sinti presenti a "lasciarsi dietro il rancore. Il rancore ammala tutto, ammala la famiglia. Ti porta alla vendetta, ma la vendetta io credo che non l'avete inventata voi. In Italia ci sono organizzazioni che sono maestre di vendetta, voi mi capite bene. Un gruppo di gente che è capace di creare la vendetta, di vivere l'omertà: questo è un gruppo di gente delinquente, non gente che vuole lavorare. Tutti sono persone. Non possiamo dire sono brutti, sono buoni. L'aggettivo è una delle cose che creano distanza tra la mente e il cuore. E' questo il problema di oggi. Se voi mi dite che è un problema politico, è un problema sociale, culturale, di lingua, sono cose secondarie: il problema è di distanza tra la mente e il cuore".

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