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14 Agosto 2020

Pubblicato il

Pennsylvania, scoperto prelievo di sangue che pronostica il tumore al cervello

di Redazione

Novità nel campo della medicina: ora attraverso un prelievo di sangue è possibile diagnosticare il tumore in assoluto più aggressivo per il cervello, "Il glioblastoma"

 Un 'importante conquista per la scienza medica, si tratta della scoperta della biopsia liquida: un prelievo del sangue che aiuta a prevenire la diagnosi del tumore più aggressivo per il cervello, "Il glioblastoma". La notizia proveniente dalla pubblicazione sulla rivista Clinical Cancel Research è il risultato di uno studio diretto dall'Abramson Cancer Center dell'Università della Pennsylvania. Attraverso il metodo della biopsia liquida, che permette di misurare la percentuale di Dna tumorale nel sangue, è possibile anche identificare i cambiamenti genetici alla base del tumore e scoprire aspetti che spesso sfuggono alla già utilizzata biopsia invasiva.

Gli approfondimenti 

"Non si tratta del primo studio di biopsia liquida sul glioblastoma, ma questo studio è il primo a mostrare che la biopsia liquida, basata su un prelievo di sangue, potrebbe avere valore prognostico per questa malattia", ad affermarlo è stata la dottoressa che ha guidato lo studio e la ricerca Erica Carpenter". Il glioblastoma, un tumore descritto come aggressivo ed estremamente dannoso per il cervello, può portare in breve tempo alla morte del paziente. Questo tumore può nascere da più difetti genetici e di conseguenza prevede anche diversi trattamenti da eseguire. Generalmente nella classica biopsia invasiva il paziente deve sottoporsi a più interventi a mano a mano che il tumore peggiora e si estende. Oggi grazie a uno studio pilota effettuato su 42 pazienti è possibile non solo avere una prognosi del paziente ma determinarne le possibilità di sopravvivenza attraverso le analisi di quantità di Dna libero nel sangue. Questo studio pilota ha rivelato la sua enorme utilità perché ha mostrato maggiori chance di sopravvivenza nei pazienti che nelle analisi risultano avere meno tracce di Dna libero circolante nel sangue.

Fonte: Ansa.it

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