Le notizie dei Comuni del Lazio

Perché le auto dei servizi pubblici non sono più solo Italiane? La risposta in una sola sigla: CONSIP

La società opera come una Centrale di Committenza, fornendo strumenti di negoziazione, e come Stazione Appaltante, aggiudicando le procedure di gara più convenienti
Di Marco Bordon
Polizia stradale, Subaru

Con l’avvento normativo degli Euro 4, 5 e 6 e l’imminente Euro 7, e le varie limitazioni imposte a livello statale, regionale, provinciale e comunale, ognuno di noi, vedendo gli automezzi pubblici sulle nostre strade, magari anche un po’ vetusti, si sarà chiesto perché non siano più solo di fabbricazione italiana.

LA TUA PUBBLICITÀ QUI

Il tutto si può riassumere in una parola sola: CONSIP, acronimo di Concessionaria Servizi Informativi Pubblici. Società per azioni controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), che ne è l’azionista unico, CONSIP tra i vari compiti ha anche quello di fornire servizi di consulenza e assistenza progettuale, organizzativa e tecnologica per il MEF e per la Corte dei Conti.

Consip: la lunga storia di un ente strategico

La sua storia parte dal lontano 1997, con l’obiettivo di attuare un cambiamento nella gestione delle tecnologie dell’informazione all’interno del MEF. Nel 1998 le vengono affidati i compiti relativi ai servizi ICT del Ministero, e nel 1999 vengono avviate le attività di procurement per la Pubblica Amministrazione.

Il 2000 segna una svolta: viene stipulata la prima Convenzione per la razionalizzazione degli acquisti nella PA, fungendo da centrale di acquisto per tutti i ministeri e, su richiesta, per altri enti pubblici. Fornisce inoltre una piattaforma di e-procurement in grado di gestire un catalogo elettronico. Nel 2003 viene avviato il Mercato Elettronico della PA (MePA) e viene bandito il primo Accordo-quadro.

Negli anni successivi, il suo ruolo si espande:

  • 2010: Istituzione del Sistema Dinamico di Acquisto (SDAPA).
  • 2011: Avvio del Procurement per le grandi amministrazioni.
  • 2012: Acquisti per la realizzazione dell’Agenda Digitale.
  • 2016: Ampliamento del perimetro ai lavori di manutenzione.
  • 2017: Pubblicazione delle gare del Piano triennale per l’informatica nella PA.
  • 2020: Designazione come soggetto attuatore degli acquisti per l’emergenza Covid.
  • 2021: Attuazione del Procurement per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
  • 2024: Attuazione della certificazione e interoperabilità della piattaforma di e-procurement.

Il piano operativo di CONSIP per il triennio 2025/2028 si prefigge nuovi modelli di gara innovativi e un maggior dialogo continuo con amministrazioni, associazioni e imprese, con l’obiettivo di gestire 120 miliardi di euro di acquisti, coinvolgendo 14.000 amministrazioni e 350.000 imprese (di cui il 95% PMI).

Strumenti e funzioni

Per aderire a CONSIP sono necessari quattro elementi: la Convenzione, l’Accordo Quadro o Contratto, l’accesso alla piattaforma virtuale del MePA e lo strumento di negoziazione telematica SDAPA. La Convenzione, istituita dalla Legge 488 del 23 dicembre 1999 (Legge Finanziaria del 2000), è lo strumento al quale gli Enti Pubblici devono aderire.

LA TUA PUBBLICITÀ QUI

La società opera come una Centrale di Committenza, fornendo strumenti di negoziazione, e come Stazione Appaltante, aggiudicando le procedure di gara più convenienti. Le maxi-gare di CONSIP si rivolgono a un mercato di grandi imprese che forniscono fabbisogni standardizzabili, come gli automezzi di interesse statale (Forze dell’Ordine, Auto Blu, mezzi di soccorso, ecc.).

La centralizzazione degli appalti

Nonostante la sua importanza strategica, la centralizzazione degli appalti ha sollevato dubbi, in particolare sulla partecipazione delle piccole e medie imprese. Secondo esperti del settore, associazioni e giuristi, le maxi-gare possono ostacolare la partecipazione delle singole PMI a causa degli elevati requisiti tecnici e finanziari.

In merito, nel 2015, l’ex Presidente di CONSIP, Gustavo Piga, dichiarò che il ruolo centrale assegnato alla società “rischia di produrre più danni che vantaggi”, poiché la centralizzazione renderebbe le gare difficilmente accessibili alle PMI. Inoltre, l’obbligo di acquisto tramite CONSIP scoraggerebbe le amministrazioni locali che potrebbero aggiudicare appalti a condizioni più vantaggiose.

LA TUA PUBBLICITÀ QUI

È anche doveroso ricordare che CONSIP è stata oggetto di diverse inchieste per presunte turbative d’asta e corruzione. Dal 2016, i media hanno riportato notizie su reati ipotizzati, come la corruzione di un dirigente e turbativa d’asta. Tali indagini si sono concluse con alcune condanne (come quella di un dirigente nel 2017) e alcune assoluzioni, come quelle di un altro dirigente e dell’ex amministratore delegato nel 2021.

La Ragione della scelta internazionale

La ragione principale per cui le autovetture statali non sono solo di fabbricazione italiana, risiede nelle norme che regolano gli appalti pubblici e la gestione della spesa statale.

  • Appalti pubblici e concorrenza: Le amministrazioni pubbliche, tramite CONSIP, sono obbligate a rispettare le normative europee e nazionali che garantiscono la libera concorrenza e la trasparenza. I bandi di gara sono aperti a tutti i produttori che rispettano i requisiti tecnici ed economici.
  • Criteri economici e tecnici: La scelta del veicolo si basa su criteri rigorosi, tra cui: il costo (si cerca l’offerta economicamente più vantaggiosa), l’efficienza (consumo di carburante e emissioni, in linea con i Criteri Ambientali Minimi – CAM) e i requisiti specifici (come blindatura o allestimenti speciali). Non sempre i produttori italiani offrono i modelli più adatti o competitivi per ogni singolo lotto.
  • Disponibilità e diversificazione: Il mercato è globalizzato. La scelta di diversi fornitori consente di avere un parco auto diversificato, rispondendo alle diverse esigenze dei servizi pubblici e evitando la dipendenza da un unico produttore.
  • Obiettivi di sostenibilità: Le normative attuali spingono al rinnovo del parco auto con veicoli a basse emissioni (elettrici, ibridi, metano), la cui offerta non è limitata ai produttori nazionali.

In sintesi, l’acquisto di auto estere non è una scelta politica, ma una diretta conseguenza delle norme di trasparenza, concorrenza e ottimizzazione dei costi che regolano gli acquisti della Pubblica Amministrazione italiana.

 
CATEGORIA

Cronaca

DATA

Condividi l'articolo su

Scorri lateralmente questa lista