Piano Roma notte, 60 tutor da giovedì: stretta su malamovida e sicurezza

Roma avvia il Piano notte: 60 tutor nelle zone della malamovida, più vigili, luci e bus. Primo test da giovedì a Trastevere e San Lorenzo
Di Alessandra Monti
Roma di notte, Rione Monti
Roma di notte, Rione Monti

Il primo banco di prova del Piano Roma notte scatterà giovedì con 60 tutor in strada nelle aree più esposte alla malamovida. Il debutto riguarderà i quartieri del I e del II Municipio dove locali, residenti, studenti e turisti convivono ogni settimana con rumore, abuso di alcol, tensioni e richieste di maggiore sicurezza.

Piano Roma notte, dove parte il test e perché interessa i quartieri più frequentati

Il progetto nasce per intervenire sul volto più delicato della vita notturna romana: quello delle zone con grande afflusso serale, locali concentrati in poche strade, giovani in uscita dai pub, residenti che chiedono riposo e lavoratori impegnati fino a tarda ora. La sperimentazione sarà costruita sulle aree indicate nel Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, con Trastevere e San Lorenzo già al centro dell’attenzione e piazza Bologna possibile ulteriore zona di intervento.

La scelta dei primi quartieri non è casuale. Trastevere resta uno dei luoghi simbolo della notte romana, con un flusso costante di persone che riempie vicoli, piazze e locali. San Lorenzo, storico quartiere universitario, registra da anni problemi legati a bivacchi, vendita abusiva di alcol, schiamazzi e situazioni di degrado nelle ore più tarde. Piazza Bologna, per densità abitativa e presenza di studenti, rappresenta un altro nodo sensibile. Il Piano Roma notte prova quindi a partire dai luoghi dove la pressione è più evidente e dove la domanda di regole chiare è diventata quotidiana.

Tutor contro la malamovida: presenza, ascolto e segnalazioni al 112

I 60 tutor non avranno funzioni di polizia e non agiranno come gruppi di controllo spontaneo. Il loro compito sarà presidiare le strade con una presenza riconoscibile, intercettare situazioni di disagio, assistere chi si sente in difficoltà e segnalare al 112 episodi che richiedano l’intervento delle forze dell’ordine. Saranno radiocollegati e formati per muoversi in un contesto complesso, dove serve sangue freddo, capacità di dialogo e attenzione ai segnali di rischio.

La differenza rispetto a una semplice presenza simbolica sarà nei servizi concreti. I tutor potranno distribuire etilometri monouso, parlare con i ragazzi del consumo responsabile di alcol, sensibilizzare sulla violenza di genere, ricordare l’importanza del rispetto nelle relazioni e fornire strumenti utili per verificare eventuali alterazioni nei drink. Le cartine reattive per rilevare tracce di sostanze nei cocktail possono diventare un presidio importante in una città che vuole prevenire episodi gravi prima che si trasformino in casi giudiziari o sanitari.

Il punto forte del piano sarà la rete. Tutor, associazioni, volontari, esercenti, polizia locale e forze dell’ordine dovranno muoversi in modo coordinato. La presenza in strada ha valore se produce interventi rapidi, segnalazioni precise e una gestione ordinata delle situazioni più difficili. La notte romana non si governa solo con le sanzioni. Servono anche prevenzione, ascolto e strumenti capaci di parlare ai giovani senza toni paternalistici.

Locali virtuosi, certificazione di qualità e nuove regole per chi lavora di notte

Il Piano Roma notte guarda anche agli esercenti. L’idea è valorizzare i locali che scelgono di aderire a protocolli di sicurezza, investire in videosorveglianza, impiegare steward formati e collaborare con le autorità. La cornice è quella della normativa del 2018, che consente percorsi di riconoscimento per le attività più attente alla gestione dell’ordine e della sicurezza.

Per ristoratori, pub e gestori di locali, una certificazione di qualità potrebbe diventare un elemento reputazionale importante. Un locale percepito come sicuro attira clienti, rassicura le famiglie, protegge il lavoro degli addetti e contribuisce a ridurre l’immagine negativa di intere zone spesso associate solo a caos e malamovida. La sicurezza notturna, in questo senso, non riguarda soltanto chi esce per divertirsi. Riguarda anche chi vive sopra un locale, chi apre un’attività la mattina dopo, chi percorre quelle strade per tornare a casa.

Resta centrale il tema del rispetto delle regole. Una città che punta su turismo, eventi, ristorazione e vita culturale deve distinguere con chiarezza chi lavora bene da chi alimenta disordine. La certificazione può funzionare se sarà accompagnata da controlli reali e da criteri comprensibili. Videocamere, steward e collaborazione con le forze dell’ordine non devono diventare un’etichetta formale, ma un impegno riconoscibile nella gestione quotidiana del locale.

Più vigili, bus notturni e 10.365 punti luce: la sicurezza passa anche dai servizi

Il piano non si limita ai tutor. Una parte rilevante riguarda illuminazione, trasporto pubblico e presenza della polizia locale. Sono 745 le strade interessate dagli interventi sui punti luce, con 10.365 impianti coinvolti. Le lampade saranno sostituite con sistemi di nuova generazione, capaci di garantire un’efficienza superiore del 30 per cento. La priorità andrà alle zone ad alto afflusso, a cominciare da San Lorenzo e Trastevere.

La luce, in molte aree urbane, cambia la percezione della strada. Marciapiedi più visibili, fermate illuminate, angoli meno bui e piazze meglio servite riducono il senso di insicurezza e rendono più semplice anche il lavoro di chi controlla il territorio. A questo si aggiunge il potenziamento del trasporto pubblico notturno, con il raddoppio delle linee e la presenza di assistenti fiduciari a bordo.

Sul fronte dei controlli, la polizia locale avrà 20 pattuglie aggiuntive dislocate nei Municipi per il servizio serale e notturno di sette ore. Dal giovedì al sabato si punta ad arrivare a circa cinquanta pattuglie in strada. È un passaggio necessario, perché la malamovida non si risolve con un solo strumento. Servono presenze diverse, coordinate, capaci di intervenire prima sul disagio e poi, quando serve, sulla violazione delle regole.

Il primo test dirà molto sulla tenuta del modello. Roma prova a costruire una notte più governata senza spegnere la sua vitalità. Il risultato dipenderà dalla capacità di far convivere divertimento, lavoro, riposo e sicurezza in quartieri che da anni chiedono risposte più visibili.

 
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