Roma prepara una nuova gestione della vita notturna. Da luglio partirà il “Piano Roma Notte”, un pacchetto di interventi pensato per rendere più sicure strade, piazze, fermate, zone della movida e luoghi di rientro dopo serate, eventi e attività commerciali serali. La misura mette insieme più illuminazione, trasporti notturni rafforzati, pronto intervento sul decoro, presenza più ampia della Polizia Locale e l’arrivo dei tutor della notte, una figura di prossimità destinata a presidiare i punti più sensibili della Capitale.
Sicurezza notturna a Roma, il nuovo modello parte dalle strade più frequentate
Il Piano Roma Notte nasce per rispondere a una trasformazione evidente della città: Roma vive sempre di più anche dopo il tramonto. Turismo, locali, ristorazione, grandi eventi, spostamenti serali e flussi legati alla vita economica producono una pressione crescente su quartieri centrali, aree della movida, nodi di trasporto e zone periferiche. Il tema non riguarda soltanto l’ordine pubblico. Riguarda la qualità della vita di chi esce, lavora, rientra a casa, attraversa una piazza o aspetta un mezzo pubblico a tarda ora.
La strategia si concentra in modo particolare sulle notti di giovedì, venerdì e sabato, le più delicate per intensità di presenze e concentrazione di persone. Il Piano unisce interventi materiali, come luci, telecamere, pulizia e collegamenti, a una rete di presidi civici e istituzionali. L’obiettivo è creare una città più leggibile e più sorvegliata, con risposte rapide nei luoghi dove si concentrano disagio, vandalismi, consumo eccessivo di alcol, conflitti per il rumore, rientri difficili e sensazione di insicurezza.
Illuminazione pubblica, 3.000 lampade e più luce nelle aree sensibili
Uno degli assi più rilevanti riguarda l’illuminazione. Il Piano si innesta su un investimento da 70 milioni di euro per la rete pubblica e prevede il potenziamento entro giugno 2026 di 3.000 lampade, con nuovi impianti led al posto di quelli di prima generazione. Le nuove installazioni garantiranno un aumento della luminosità del 30%, con posizionamenti pensati per rendere più efficaci i punti luce.
Il lavoro interesserà piazze, zone della movida, parchi pubblici, parcheggi e nodi di scambio del trasporto, a partire da aree come Termini, Trastevere e San Lorenzo. In totale il programma riguarda 745 strade e oltre 10mila punti luce, con centinaia di progetti previsti, 22 già conclusi, 15 cantieri in corso e oltre 200 progetti esecutivi in redazione. A questo si aggiunge il potenziamento progressivo delle 450 pensiline Atac autoilluminate, elemento importante nelle attese notturne.
Un capitolo specifico riguarda gli attraversamenti pedonali luminosi. Sono previsti 210 nuovi punti luce, soprattutto nelle strade periferiche, con 30 già realizzati e altri 50 entro il 2026. La sicurezza notturna, in questo caso, passa anche dalla possibilità di vedere meglio chi attraversa, chi cammina ai margini della carreggiata e chi attende alle fermate in zone meno frequentate.
Bus notturni, van condivisi e bonus taxi: rientrare diventa parte del piano
La sicurezza della notte non si ferma al presidio delle piazze. Uno dei nodi più delicati è il rientro. Per questo il Piano Roma Notte rafforza i collegamenti pubblici e integra alcune soluzioni private. A partire dal sabato sera verrà raddoppiata la frequenza delle linee notturne nMA, nMB, nMB1 e nMC, che ripercorrono i tracciati delle metropolitane. Dal giovedì al sabato, inoltre, saranno presenti assistenti fiduciari a bordo dei mezzi e nelle fermate considerate più sensibili.
Il progetto “Come Back Home” introduce una rete di 6 linee circolari notturne con bus da 12 metri, percorsi fissi e fermate a richiesta, pensate per collegare luoghi di cultura, svago e aggregazione. Accanto ai bus entreranno nel sistema anche servizi di van-pooling prenotabili tramite app, con navette piccole, tempi di attesa inferiori a 10 minuti e tariffe accessibili.
Un ulteriore tassello è il bonus mobilità da 1 milione di euro per l’uso dei taxi a domanda. La misura è destinata a soggetti fragili, donne, under 26 e over 70. Il messaggio è chiaro: ridurre il ricorso all’auto privata dopo le uscite serali e limitare gli spostamenti a piedi in condizioni di rischio, soprattutto quando i percorsi sono lunghi, poco illuminati o scarsamente frequentati.
Decoro urbano e videosorveglianza: interventi rapidi nei punti critici
Il Piano Roma Notte collega sicurezza e cura dello spazio pubblico. Le aree più esposte alla pressione della movida avranno passaggi più frequenti per pulizia e ripristino del decoro, con interventi mirati di AMA e del Dipartimento Infrastrutture e Lavori Pubblici. Non si tratta soltanto di rimuovere rifiuti o vetro dalle strade. La qualità visibile dello spazio urbano incide sulla percezione di controllo e sul comportamento di chi lo attraversa.
Sono previste 114 macchine “mangiavetro” con scontrino premio, pensate per ridurre la presenza di bottiglie abbandonate nelle aree serali più affollate. Le prime sono già attive in zone come Pigneto, San Lorenzo e Circonvallazione Cornelia. Da giugno è previsto anche il tombamento di 22 accessi e 6 sottopassaggi pedonali ritenuti rischiosi, luoghi spesso associati a degrado, bivacchi o situazioni difficili da gestire nelle ore notturne.
Sul fronte tecnologico, il Piano prevede 12 milioni di euro per un nuovo sistema di videosorveglianza collegato a Polizia Locale e Protezione Civile. La piattaforma potrà gestire fino a 15.000 videocamere e raccoglierà 3.000 nuove installazioni, circa 2.500 telecamere già esistenti di proprietà capitolina e impianti delle società partecipate. La rete digitale sarà affiancata dal Wi-Fi pubblico nelle 100 piazze cablate in 5G, con oltre 90 già connesse, e nelle stazioni della metropolitana: linea A attiva, quasi tutta la B e linea C prevista entro settembre.
Polizia Locale e tutor della notte: cosa cambia nei quartieri
Il Protocollo “Rete Roma Notte” ha durata biennale, prorogabile, e introduce una presenza più articolata nei quartieri. La Polizia Locale avrà 20 pattuglie aggiuntive distribuite su tutti i Municipi, con raddoppio della presenza notturna. A fianco degli agenti arriveranno i tutor della notte: fino a 150 operatori nella fase iniziale, riconoscibili da tesserino e pettorina, organizzati in squadre di 3 persone.
I tutor saranno presenti nelle zone della movida per favorire comportamenti responsabili, mediare situazioni di tensione, offrire assistenza di prima necessità e segnalare rapidamente episodi di inciviltà, reati o violenza di genere. Saranno formati anche all’uso di dispositivi radio, all’accoglienza e al raccordo con la Sala Sistema Roma, che fungerà da centro di coordinamento.
Nel Piano entrano anche esercenti, operatori dell’intrattenimento, ristorazione, turismo e commercio. Alcuni locali potranno diventare presidi di prossimità, luoghi di orientamento e rifugio per chi ha bisogno di aiuto, indicazioni o presenza visibile in una fase delicata della serata. È una scelta che sposta il tema della movida da problema da contenere a fenomeno urbano da governare con strumenti più capillari.
