Il futuro infrastrutturale della Sabina e dell’Appennino Centrale passa da Poggio Mirteto. Venerdì 19 giugno 2026, dalle 9, la Maria Ada Conference Room di via G. Mameli ospiterà un convegno dedicato alle grandi opere di ingegneria, con al centro acquedotto del Peschiera, SS4 Salaria, dighe, gallerie e sicurezza del territorio.
Grandi opere in Sabina: perché il convegno di Poggio Mirteto guarda al futuro del territorio
L’appuntamento porta nel Reatino un confronto di livello nazionale su un tema che riguarda da vicino cittadini, imprese, amministrazioni e professionisti: la capacità delle infrastrutture di sostenere lo sviluppo, migliorare i collegamenti, proteggere le aree più esposte ai rischi geologici e rendere più sicuri i servizi essenziali. Non si parlerà soltanto di cantieri o progetti tecnici. Al centro ci sarà l’idea di infrastruttura come investimento sulla vita quotidiana dei territori, dalla viabilità all’acqua, dalla tenuta dei versanti alla gestione delle opere idrauliche.
Il titolo scelto, “Le Grandi Opere di Ingegneria al Servizio del Territorio”, sintetizza bene l’impostazione della giornata. La Sabina e l’Appennino Centrale convivono da sempre con una morfologia complessa, con collegamenti da potenziare e con la necessità di mettere in relazione programmazione pubblica, competenze tecniche e capacità realizzativa. In questo quadro, Poggio Mirteto diventa per una mattina il luogo nel quale ingegneri, geologi, istituzioni e commissari straordinari si confronteranno su opere destinate a incidere ben oltre i confini provinciali.
Acquedotto del Peschiera e SS4 Salaria: i dossier più attesi della giornata
Uno dei passaggi più rilevanti sarà dedicato al sistema acquedottistico del Peschiera. L’ingegner Massimo Sessa, Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e Commissario Straordinario per la messa in sicurezza del sistema, aprirà il programma scientifico illustrando il progetto di raddoppio dell’acquedotto. Si tratta di un’opera strategica per il Centro Italia, legata alla sicurezza dell’approvvigionamento idrico e alla capacità di garantire continuità a un servizio essenziale.
Altro dossier centrale sarà il raddoppio della SS4 Salaria. La strada rappresenta da anni un asse determinante per i collegamenti del Reatino con Roma e con l’area appenninica. Il tema sarà affrontato dall’ingegner Paolo Nardocci, responsabile Anas Area Nuove Opere Lazio. Nel programma è previsto anche l’intervento dell’ingegner Paolo Ciarrocca e dell’ingegner Marco Strinati, per D’Agostino Costruzioni, impresa impegnata nell’adeguamento a quattro corsie di un tratto di 8 chilometri, dal km 56+000 al km 64+000 della SS4 “Salaria”.
Per il territorio questo significa affrontare un nodo molto concreto: ridurre isolamento, tempi di percorrenza e criticità su un’infrastruttura che serve pendolari, trasporto merci, attività produttive e collegamenti sanitari. Ogni intervento sulla Salaria ha conseguenze dirette sulla qualità degli spostamenti e sulla competitività delle aree interne, spesso penalizzate proprio dalla debolezza delle connessioni stradali.
Dighe, gallerie e rischio geologico: la sicurezza entra nella progettazione delle infrastrutture
Il convegno darà ampio spazio anche alla pericolosità geologica e alla progettazione delle opere in territori complessi. Il professor Carlo Esposito, del Dipartimento di Scienze della Terra della Sapienza, affronterà il rapporto fra rischio geologico e resilienza territoriale. Il geologo Leonardo Maria Giannini, vicepresidente dell’Ordine dei Geologi del Lazio, porterà un focus specifico sulla Provincia di Rieti e sulle valutazioni necessarie quando si progettano infrastrutture in aree caratterizzate da fragilità naturali.
Non mancherà un approfondimento sulle gallerie e sulle opere sotterranee, decisive in contesti montani e appenninici, dove la progettazione richiede letture accurate del sottosuolo, delle falde, delle pressioni e delle condizioni geomeccaniche. In questo campo, la qualità degli studi preliminari e il dialogo costante fra progettisti e geologi diventano elementi essenziali per evitare ritardi, varianti costose e criticità in fase di realizzazione.
Un capitolo specifico sarà poi riservato alle dighe di ritenuta nel territorio sabino, con l’intervento dell’ingegner Stefano Bernardinetti del MIT, Direzione Generale Dighe. Anche qui il tema non riguarda solo l’opera in sé, ma il rapporto con sicurezza idraulica, manutenzione, controlli e pianificazione di lungo periodo. Le dighe, come le grandi reti idriche e stradali, chiedono competenze continue e una gestione capace di guardare oltre l’emergenza.
Tecnici e istituzioni a confronto: programma, orari e crediti formativi
La giornata sarà guidata dal geologo Valerio Ambrogi, chairman del convegno e figura di riferimento per la geologia applicata nel territorio reatino e sabino. L’obiettivo è rendere comprensibile anche ai non addetti ai lavori quanto la cura delle infrastrutture sia determinante per la vita del territorio: non una materia riservata agli uffici tecnici, ma un tema pubblico, con effetti su sicurezza, economia, mobilità e servizi.
I saluti istituzionali vedranno la presenza della prefetta di Rieti, Pinuccia Niglio, e della presidente della Provincia di Rieti, Roberta Cuneo. Per il mondo professionale interverranno l’ingegner Lia Tozzi, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Rieti, l’ingegner Lanfranco Zonetti per la Fondazione Ordine Ingegneri Rieti, l’ingegner Andrea Marchioni per la SIG Società Italiana Gallerie e il geologo Leonardo Maria Giannini per l’Ordine dei Geologi del Lazio.
La tavola rotonda conclusiva, prevista alle 12.45, sarà il momento nel quale i diversi interventi tecnici confluiranno in un confronto più ampio sulle priorità del territorio. Sarà l’occasione per mettere in relazione opere già programmate, cantieri attesi, esigenze locali e responsabilità istituzionali. La presenza di commissari, tecnici, progettisti e rappresentanti degli ordini professionali dà alla giornata un taglio operativo, lontano dalla semplice celebrazione dei grandi progetti.
La partecipazione è gratuita, con iscrizione obbligatoria. Per gli ingegneri sono riconosciuti 3 CFP, crediti formativi professionali. L’appuntamento è fissato per venerdì 19 giugno 2026, dalle ore 9, nella Maria Ada Conference Room di via G. Mameli a Poggio Mirteto. Per la Sabina e per l’intero Reatino sarà una mattinata ad alta densità tecnica, ma con un messaggio chiaro: le grandi opere non sono soltanto infrastrutture da costruire, sono decisioni che definiscono accessibilità, sicurezza e possibilità di crescita dei territori.
La partecipazione è gratuita, con iscrizione obbligatoria su https://formazione.ordingrieti.it. Sono riconosciuti 3 CFP (Crediti Formativi Professionali). Per informazioni: Valerio Ambrogi, ambrogi.valerio@gmail.com – 349 2126432.
