Non è soltanto un edificio a essere stato riconosciuto. Con la Determinazione G04966/2025, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio il 2 maggio 2025, Palazzo Conti di Poli è stato ufficialmente inserito nella Rete delle Dimore e dei Giardini Storici del Lazio. Ma il numero 136 nell’elenco delle residenze accreditate è molto più che una cifra. È il sigillo su una lunga storia, quella di una comunità che da anni lavora con discrezione e costanza per ridare voce e dignità a un bene che le appartiene, nel profondo.
Dietro questa conquista non ci sono riflettori, ma persone. C’è Beatrice Giubilei, Presidente del Consiglio Comunale di Poli e curatrice del progetto, che parla di “lavoro paziente” e di un riconoscimento che restituisce valore non solo all’edificio, ma alla memoria condivisa di un intero paese. C’è un senso diffuso di partecipazione, di responsabilità, e anche di orgoglio: quello sano, che nasce dalla consapevolezza di custodire un frammento prezioso della storia del Lazio.

La rinascita di un bene culturale vivo
L’inserimento nella Rete regionale non è una mera operazione burocratica, né un sigillo fine a se stesso. Al contrario, apre scenari molto concreti. Come spiega il sindaco Federico Mariani, le dimore storiche sono oggi sempre più centrali in una visione di turismo sostenibile e di qualità, capace di andare oltre le rotte più battute. Poli, con la sua identità raccolta ma autentica, può ora proporsi come alternativa viva e sorprendente ai grandi flussi, portando i visitatori a scoprire storie, pietre e paesaggi che non si trovano nelle guide più scontate.
Palazzo Conti diventa così un attore attivo all’interno di una rete che non è fatta solo di edifici, ma di esperienze e di progetti. Partecipare alle “Giornate delle Dimore Storiche”, ad esempio, non significa semplicemente aprire le porte ai curiosi, ma condividere contenuti, coinvolgere artisti e studiosi, sperimentare forme nuove di fruizione del patrimonio.
Progetti e prospettive oltre il restauro
Uno degli aspetti più significativi dell’accreditamento riguarda l’accesso ai bandi regionali, nazionali ed europei dedicati alla tutela del patrimonio. Contributi a fondo perduto potranno sostenere interventi di restauro, ma anche iniziative più innovative, come la creazione di app, percorsi multimediali, esperienze in realtà aumentata. È un modo per avvicinare il passato al presente, senza snaturarlo, ma rendendolo accessibile anche a chi non ha gli strumenti per leggerlo da solo.
Le dimore riconosciute possono poi ospitare una varietà di attività: eventi culturali, mostre, laboratori per le scuole, residenze d’artista, spazi di ricerca e luoghi dove trasmettere conoscenze artigianali altrimenti a rischio di scomparsa. In questo senso, Palazzo Conti ha tutte le carte in regola per diventare un laboratorio di cultura attiva, non un semplice museo di se stesso.
Un lavoro di comunità, una visione per il futuro
Ciò che rende davvero speciale questo traguardo è il percorso che ci sta dietro. A Poli, come in tanti altri borghi del Lazio, ci si sta abituando all’idea che i luoghi abbiano un potere trasformativo solo se li si vive insieme. Non bastano restauri e riconoscimenti formali. Serve una comunità che ci creda, che si prenda cura di quei luoghi anche quando i riflettori si spengono, che li racconti in prima persona.
Palazzo Conti, da oggi, è parte ufficiale di un circuito che valorizza le dimore storiche come presidi culturali, sociali e civici. Ma soprattutto è tornato a essere, nel presente, un punto di riferimento per il territorio. Non è solo un edificio antico. È uno spazio vivo, che continua a generare senso, relazioni e futuro.