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Pomezia. Nuova bretella con la Pontina, la protesta del WWF: “Un pericolo per la Riserva della Sughereta”

Traffico, inquinamento, rischio per la fauna selvatica e perdita di biodiversità: quanto sarebbe grosso il danno per l'ambiente
Di Giovanni Montella
Veduta dall'alto della Riserva Naturale della Sughereta di Pomezia
Veduta dall'alto della Riserva Naturale della Sughereta di Pomezia

La notizia è rimbalzata rapidamente, prima sui social, poi sui media locali: l’amministrazione comunale di Pomezia starebbe valutando la possibilità di riesumare un vecchio progetto stradale mai realizzato, la cosiddetta “Strada di Collegamento tra via Gronchi e la Via Pontina”. Una bretella pensata per snellire la viabilità urbana, ma che oggi solleva preoccupazioni profonde e motivazioni ben più complesse di una semplice infrastruttura.

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No alla nuova bretella, 23mila metri quadri sarebbero tolti all’ecosistema

A lanciare l’allarme sono le sezioni territoriali del Wwf Roma, Area Metropolitana e Litorale Laziale, che leggono in questa ipotesi progettuale un pericolo concreto per la Riserva Naturale della Sughereta di Pomezia, un’oasi ecologica tra le poche superstiti del litorale laziale meridionale. La preoccupazione degli ambientalisti è tangibile, e non solo per le conseguenze ecologiche: il caso apre una riflessione più ampia su quale visione di sviluppo urbano si voglia adottare in un’epoca in cui la tutela del territorio è parte integrante delle politiche comunitarie.

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Il progetto, accantonato da tempo proprio per l’incompatibilità con l’area protetta, torna ora d’attualità con l’approvazione della delibera comunale 1/2025. I dettagli emersi indicano un’opera stradale lunga oltre 2 chilometri e con una sezione totale di 13 metri. Numeri che, tradotti, significano 23.000 metri quadri di suolo impermeabilizzato, sottratti in modo permanente a un ecosistema già fragile.

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Secondo il Wwf, il tracciato non solo attraverserebbe un’area di tutela, ma rischierebbe di dividere in due la Riserva, compromettendo gravemente la continuità ecologica tra i diversi habitat. Il danno, spiegano gli esperti, non è solo paesaggistico o teorico: significa più traffico, più inquinamento, maggiore rischio per la fauna selvatica e soprattutto perdita irreversibile di biodiversità.

No alla bretella, WWF apre ad una collaborazione

La Sughereta di Pomezia rappresenta appena il 3% del territorio comunale (322 ettari su oltre 10.000). Un dato allarmante, se confrontato con l’obiettivo del 30% di superficie protetta stabilito dall’Unione Europea entro il 2030. In questo contesto, ogni ettaro perso è un arretramento che si misura non solo in termini di suolo, ma di qualità della vita, servizi ecosistemici e futuro del territorio.

Non va dimenticato che la Riserva ospita ambienti rari e preziosi: ecosistemi ripariali, arbustivi e agropastorali, che offrono rifugio a specie animali e vegetali minacciate dalla pressione urbana. Eppure, il progetto della bretella viene nuovamente proposto senza una Valutazione Ambientale Strategica aggiornata, senza consultazioni pubbliche e con un impianto tecnico figlio di logiche urbanistiche degli anni Sessanta.

«Il contesto storico ed economico è profondamente mutato», ricordano gli ambientalisti. «Continuiamo ad agire secondo logiche di espansione artificiale che il tempo ha già dimostrato fallimentari». Il Wwf non si limita alla critica, ma si offre apertamente come interlocutore, pronto a collaborare con enti locali e cittadini per costruire alternative sostenibili, anche nell’ambito della mobilità.

 
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