06 Marzo 2021

Pubblicato il

Roma, Ponte di Nona piange la scomparsa dell’allenatore Marco Zei

di Redazione

L'allenatore della squadra di calcio Gdc Ponte di Nona deceduto in un incidente mortale. Il ricordo del presidente: "Un uomo educato, innamorato dei suoi ragazzi"

La Polisportiva Gdc Ponte di Nona, squadra di calcio dilettantistica, è sotto shock per la scomparsa di uno dei suoi allenatori delle squadre di calcio, il 50enne Marco Zei. L’uomo è deceduto ieri pomeriggio, proprio dopo aver terminato uno dei suoi allenamenti, al termine dei quali era solito fare ritorno a casa con il suo scooter. Ma in via di Lunghezzina – scrive il sito RomaToday –  all’ altezza del Ponte di Ferro l’uomo ha impattato contro un’auto, forse per  evitare una buca. Purtroppo, per il 50enne non c’è stato nulla da fare ed è deceduto sul colpo. L’intera comunità della Polisportiva Gdc Ponte di Nona è incredula e sgomenta per l’accaduto.

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Sulla pagina Facebook della società sono già stati scritti post molto toccanti, che testimoniano come Marco fosse ben voluto. “Avevo 4 o 5 anni – scrive il presidente –  quando questo signore mi ha messo in mano il primo pallone Eh sì,questo signore era il primo fidanzato di mia sorella e quindi la scusa per vedersi era quella di fare giocare a me che rompevo già le palle. Poi,la malattia. La malattia per il calcio,che arriva da lontano,perché la domenica mia sorella mi portava a vedere questo signore che oltre ad essere il più bello era il Capitano ed era il più forte di tutti. La malattia degenera e diventa grave,tanto grave da venirmi la fantasia di aprire questa scuola calcio: sono passati solamente 40 anni!

A chi chiedo – prosegue il ricordo – di farmi da responsabile? A LUI. A Marco. Ma lui era alla Vigor,e quindi ci raggiunge più tardi. Romanista sfegatato,tolta la soddisfazione di lavorare 2 anni alla corte di Bruno Conti,dopo la Vigor arriva a Ponte di Nona. Questo signore era Marco Zei. Identikit perfetto dello stile Ponte di Nona, educato e sempre in ordine. Mai una lamentela,innamorato dei propri ragazzi,compagnone nei ritiri,questa morte ha trasformato oggi la nostra isola felice in un teatro buio,pieno di ragnatele,con occhi aperti per inerzia e bocche senza parole“.

La disperazione era composta,come lui. Le lacrime – conclude il post – erano composte ,come lui. I ragazzi sono  esterrefatti, da Presidente sono doppiamente addolorato perché avrei davvero evitato loro uno shock così molto volentieri. Come lui”.

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Bruno non riesce a darsi pace: “Ancora penso che venerdì arriverò al campo e passando mi saluterai come facevi sempre dicendomi ‘Ciao Ciccio’. Eri una persona limpida e trasparente ma soprattutto un uomo per bene. Mi farò valere come mi ripetevi ogni volta che parlavamo di calcio e cercherò di trasmettere ai miei ragazzi quell’amore per  questo sport che tu hai sempre trasmesso loro. Ti voglio bene Marco e non ti scorderò mai amico mio, tanto so che farai il tifo per noi anche da lassù. Ciao Mister”.

 

 
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