Premio Acea Contemporanea, vince Flowing: l’acqua diventa arte a Roma

A Roma premiati i giovani artisti del Premio Acea Contemporanea: vince Flowing, installazione sull’acqua fragile e risorsa da proteggere oggi
Di Lina Gelsi
Premio Acea Contemporanea
Premio Acea Contemporanea

A Roma la prima edizione del Premio Acea Contemporanea si chiude con la vittoria di Flowing, l’installazione di Rucsanda Cristache che trasforma l’acqua in un’immagine potente: un icosaedro blu, racchiuso in un cubo di plexiglas, come se una risorsa vitale fosse insieme materia, simbolo e domanda aperta sul futuro.

Premio Acea Contemporanea a Roma, il primo posto va a Flowing

Un solido platonico, un blu profondo, una forma sospesa dentro una struttura trasparente. L’opera vincitrice della prima edizione del Premio Acea Contemporanea parte da un’immagine essenziale e arriva a un tema molto concreto: la fragilità dell’acqua, bene indispensabile alla vita e sempre più al centro delle preoccupazioni ambientali, sociali e produttive.

Il primo premio è stato assegnato a Rucsanda Cristache, studentessa dell’Accademia di Belle Arti di Roma, con Flowing, installazione che interpreta l’acqua come elemento prezioso, vulnerabile, da custodire. La scelta della forma geometrica richiama l’ordine antico dei solidi platonici, mentre il plexiglas rimanda alla materia del presente, alla dimensione industriale, alla trasparenza solo apparente con cui spesso guardiamo risorse che sembrano disponibili senza limiti.

Il concorso, promosso da Acea e Valore Italia, ha coinvolto studentesse, studenti e neodiplomati dell’Accademia di Belle Arti di Roma, di Accademia Italiana e del SAE Institute. Ai partecipanti è stato chiesto di misurarsi con il valore dell’acqua nella società contemporanea usando linguaggi diversi: pittura, scultura, fotografia, arte digitale, performance, design e moda. Ne è nato un percorso che unisce ricerca visiva, attenzione ambientale e formazione, portando i giovani autori dentro un dialogo più ampio sul rapporto fra città, risorse naturali e responsabilità collettiva.

Giovani artisti e acqua, i premi assegnati dalla giuria

Accanto a Flowing, la giuria ha premiato altri lavori capaci di affrontare il tema idrico da angolazioni differenti. Il secondo premio è andato a Silvia Spoti, anche lei dell’Accademia di Belle Arti di Roma, con La misura dell’acqua, progetto dedicato alla trasformazione dei fiumi e agli effetti della scarsità idrica. In questo caso l’opera guarda al paesaggio fluviale come a un organismo in mutamento, segnato da riduzioni, variazioni, assenze che raccontano una pressione ormai visibile.

Il terzo premio è stato assegnato ex aequo a Valerio Pacini, dell’Accademia di Belle Arti di Roma, con 240 Liters (way of finding), e a Giorgia Armario, di Accademia Italiana, con Che ne sarà di noi, che ne sarà della neve?. Il lavoro di Pacini porta l’attenzione sull’impronta idrica individuale, cioè sulla quantità d’acqua incorporata nei gesti quotidiani, nelle abitudini di consumo, nei processi produttivi che spesso restano invisibili. Il progetto fotografico di Armario, invece, lega il cambiamento climatico alla scomparsa delle nevicate, trasformando un fenomeno ambientale in una domanda emotiva e generazionale.

Una menzione speciale è stata attribuita a Lars Lattacher, di Accademia Italiana, per Acea Heritage Box, progetto educativo che unisce arte e sensibilizzazione ambientale. Il riconoscimento indica una direzione precisa: non soltanto opere da osservare, ma strumenti capaci di attivare consapevolezza, specialmente quando il tema riguarda una risorsa che entra ogni giorno nelle case, nei territori, nelle imprese, nei servizi pubblici.

Acea Heritage, la mostra permanente nella sede di piazzale Ostiense

Le opere finaliste del Premio Acea Contemporanea entrano ora a far parte di una mostra collettiva permanente allestita dentro Acea Heritage, il nuovo spazio espositivo inaugurato nella storica sede di piazzale Ostiense. Il passaggio dal concorso alla mostra rende il progetto più stabile: non una semplice premiazione, ma un archivio vivo di sguardi giovani sull’acqua e sul suo significato nel presente.

Sabato 23 maggio e domenica 24 maggio il pubblico potrà visitare gratuitamente l’esposizione, accompagnato da alcuni degli studenti artisti protagonisti. La presenza degli autori aggiunge un elemento diretto al percorso: chi guarda potrà confrontarsi con chi ha immaginato e realizzato le opere, entrando nei processi creativi, nei riferimenti, nelle intenzioni. Alla fine della visita sarà possibile votare il lavoro preferito. L’opera più votata riceverà una menzione speciale, dando ai visitatori un ruolo attivo nel riconoscimento finale.

La collocazione all’interno di Acea Heritage ha anche un valore simbolico. Piazzale Ostiense non è solo un indirizzo aziendale, ma un luogo legato alla memoria industriale e urbana della Capitale. Portare lì installazioni, fotografie, oggetti, progetti digitali e opere concettuali significa inserire la produzione artistica contemporanea dentro uno spazio dove storia, infrastrutture e servizi pubblici si incontrano.

Sostenibilità e arte contemporanea, perché l’acqua diventa tema pubblico

Il cuore del Premio Acea Contemporanea è l’acqua come risorsa vitale e non infinita. I lavori selezionati affrontano scarsità idrica, inquinamento, cambiamento climatico, gestione responsabile, accesso diseguale alla risorsa. Sono temi che riguardano la vita quotidiana molto più di quanto appaia a prima vista: dal consumo domestico alla produzione agricola, dalla qualità dei fiumi alla disponibilità nei periodi più caldi, dalle infrastrutture alla percezione culturale di un bene spesso considerato scontato.

L’arte, in questo percorso, non sostituisce il dato tecnico e non pretende di risolvere problemi complessi. Può però renderli visibili in un altro modo. Un numero, una soglia, una curva climatica o una previsione ambientale possono diventare più comprensibili quando vengono trasformati in immagine, materia, gesto, racconto visivo. Il valore del concorso sta anche qui: affidare a giovani artisti un tema normalmente associato a reti, impianti, distribuzione, consumi e manutenzione, chiedendo loro di restituirlo attraverso forme capaci di parlare a un pubblico ampio.

La scelta di coinvolgere istituzioni formative diverse amplia il raggio dell’iniziativa. Accademie e scuole diventano luoghi in cui la sostenibilità non resta confinata alla teoria, ma viene tradotta in progetti, materiali, tecniche e linguaggi. Ogni opera finalista racconta una possibile relazione con l’acqua: come simbolo, come memoria, come limite, come responsabilità, come bene condiviso da proteggere nelle scelte individuali e pubbliche.

Impresa, cultura e formazione: il significato del progetto

Il Premio Acea Contemporanea nasce dentro un percorso che punta a rafforzare il legame fra identità aziendale, cultura e città. La narrazione dell’acqua, della storia industriale e del rapporto con Roma viene affidata anche ai linguaggi della giovane arte, in una prospettiva che supera la comunicazione puramente tecnica. Chiamare gli artisti a lavorare su una risorsa essenziale significa portarli dentro una discussione che riguarda ambiente, futuro, comportamenti sociali e responsabilità istituzionali.

La dimensione culturale diventa così parte di un racconto più ampio sul ruolo delle imprese nei territori. Non basta gestire servizi o infrastrutture: cresce l’esigenza di costruire occasioni di conoscenza, partecipazione e formazione. In questo quadro, il concorso offre ai giovani autori uno spazio reale di visibilità e confronto, con la possibilità di vedere le proprie opere inserite in un contesto permanente.

L’iniziativa rientra anche nell’ambito delle Giornate del Made in Italy, promosse dal ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il collegamento non è soltanto formale. Il progetto mette insieme competenze creative, formazione artistica, produzione culturale e sensibilità ambientale, mostrando un’idea di Made in Italy legata non solo al prodotto finito, ma alla capacità di generare pensiero, bellezza, responsabilità e innovazione sociale.

La prima edizione del Premio Acea Contemporanea consegna dunque a Roma un segnale preciso: l’acqua può essere raccontata anche attraverso un icosaedro blu, una fotografia sulla neve che scompare, una riflessione sull’impronta idrica o un progetto educativo. Forme diverse, stesso tema. E una domanda che resta davanti agli occhi di chi visita la mostra: quanto siamo davvero consapevoli del valore di ciò che ogni giorno usiamo senza fermarci a guardarlo?

 
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Ambiente

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