Roma si prepara ad accogliere la prima edizione del Premio Stampa d’Eccellenza “Giornalisti 2.0”, nato per mettere sotto i riflettori il giornalismo che regge la prova del tempo: rigore, credibilità delle fonti, rispetto verso chi legge e capacità di rinnovare linguaggi e formati senza snaturare il mestiere. L’associazione organizzatrice ha ufficializzato l’elenco dei premiati e ha fissato data e luogo della cerimonia: venerdì 23 gennaio 2026, ore 11.00, nella sede dell’Associazione della Stampa Estera in Italia, a Palazzo Grazioli, nel cuore della Capitale.
Premio Stampa d’Eccellenza Giornalisti 2.0: il 23 gennaio a Palazzo Grazioli, nel cuore di Roma
La cornice scelta non è casuale: la Stampa Estera in Italia, ospitata a Palazzo Grazioli, è da sempre luogo di incontri, conferenze, presentazioni e scambi con respiro internazionale. La sede, come ricorda la stessa Associazione, si trova al secondo piano e dispone di sale conferenze che ospitano gran parte delle attività pubbliche. In questo contesto, Giornalisti 2.0 porta un riconoscimento che vuole parlare non solo agli addetti ai lavori, ma anche al pubblico: l’informazione non è un prodotto neutro, incide su scelte, percezioni, diritti.
L’appuntamento del 23 gennaio nasce con un’ambizione dichiarata: dare dignità e visibilità a carriere e testimonianze che hanno contribuito a raccontare il Paese con competenza e senso di responsabilità, senza perdere il legame con la vita reale delle persone. È un messaggio che arriva in un momento segnato da velocità dei flussi digitali, pressione dei social, competizione di formati sempre più brevi: elementi che rendono ancora più evidente la differenza fra notizia verificata e rumore di fondo.
Premio Stampa d’Eccellenza Giornalisti 2.0: tre sezioni, una giuria presieduta da Pino Nano
Il Premio si articola in tre sezioni: Premio alla Carriera, Giornalismo al Femminile, Giornalismo alla Memoria. La selezione dei premiati è stata affidata a una giuria indicata come qualificata, presieduta dallo storico autore e giornalista Rai Pino Nano, affiancato dal direttivo dell’Associazione Giornalisti 2.0.
Nelle intenzioni degli organizzatori, i criteri puntano su indipendenza e autorevolezza, ma anche su un parametro meno misurabile e spesso decisivo: l’impronta umana del lavoro giornalistico. In altre parole, non solo curriculum e testate, ma anche stile professionale, affidabilità, capacità di raccontare i fatti senza scorciatoie.
Premio Stampa d’Eccellenza Giornalisti 2.0: i premiati del Premio alla Carriera
La sezione Premio alla Carriera riunisce nomi che attraversano radio, carta stampata, tv e fotogiornalismo, a conferma di un’idea ampia del mestiere: contano la qualità del racconto e la coerenza nel tempo, non il mezzo utilizzato. I premi alla carriera andranno a Mario Giobbe (già Radio Rai Sport), Bruno Tucci (già Corriere della Sera), Piero Vigorelli (già Rai e Mediaset), Rino Barillari (storico fotoreporter), Antonello Perillo (condirettore TGR Rai), Vincenzo Borgomeo (La Stampa Motori), Antonella Amendola (già inviata di Corriere della Sera e La Stampa), Giorgio Pacifici (Tg2, giornalismo scientifico), Ezio Luzzi (già Radio Rai Sport).
L’elenco mette insieme generi e competenze diverse: la cronaca sportiva che ha dato voce a intere generazioni di ascoltatori; il racconto dei grandi fatti nazionali; l’informazione scientifica che richiede metodo, prudenza lessicale, attenzione ai dati; la fotografia come documento, spesso prima prova visiva di ciò che accade.
Premio Stampa d’Eccellenza Giornalisti 2.0: Giornalismo al Femminile, i volti premiati
La sezione Giornalismo al Femminile riconosce un contributo “professionale e umano” all’informazione italiana, con un parterre che spazia dalla tv generalista alle all news, fino a testate istituzionali e specialistiche. I premi andranno a Eleonora Daniele (Rai 1 – Storie Italiane), Benedetta Rinaldi (Rai 3 – Elisir), Cristina Caruso (Rai Sport), Josephine Alessio (Rai News 24), Catia Acquesta (direttrice testate Roma Mobilità), Daniela Molina (direttrice del portale Donna in Affari), Annalisa Buccheri (direttrice Polizia Moderna), Sara Verta (TGR Lazio, segretaria sindacato Unirai), Susanna Galeazzi (Tg5), Adriana Pannitteri (Tg2 – Storie).
La scelta di mettere a tema il giornalismo declinato al femminile, in un premio che nasce “istituzionale” ma guarda al futuro, segnala un punto preciso: la qualità non è un’etichetta astratta, prende forma anche nelle sensibilità con cui si affrontano sanità, diritti, violenza, lavoro, giustizia sociale, servizio pubblico.
Premio Stampa d’Eccellenza Giornalisti 2.0: il tributo al Giornalismo alla Memoria
C’è poi la sezione più silenziosa e, proprio per questo, più densa di significato: Giornalismo alla Memoria. Il Premio renderà omaggio a Angiolino Lonardi, Mario Nanni, Mario Cappelli, Nicola Navazio, Simone Camilli, Alfonso Liguori. È un passaggio che richiama il valore del lavoro svolto spesso lontano dai riflettori e ricorda che l’informazione, a volte, si paga cara: in rischio, fatica, esposizione.
Premio Stampa d’Eccellenza Giornalisti 2.0: motivazioni, reazioni attese e valore pubblico
Nel presentare l’iniziativa, il presidente dell’Associazione Giornalisti 2.0, Maurizio Pizzuto, ha legato il Premio a un’idea netta: riconoscere chi ha dedicato la propria vita alla difesa della qualità dell’informazione e ribadire il ruolo del giornalismo come presidio di democrazia, richiamando etica professionale, competenza e responsabilità nel racconto dei fatti.
Le conseguenze concrete di un premio come questo si misurano su più piani. Per i professionisti, è un’occasione di visibilità che può riaccendere attenzione su percorsi spesso dati per scontati. Per le redazioni, è un segnale culturale: innovare non significa rincorrere ogni tendenza, ma scegliere strumenti e linguaggi capaci di portare il lettore dentro i fatti, senza deformarli. Per il pubblico, infine, è un invito a riconoscere la differenza fra informazione e intrattenimento travestito da notizia.
Se davvero diventerà un appuntamento annuale, come indicato dagli organizzatori, il Premio Stampa d’Eccellenza “Giornalisti 2.0” potrà ritagliarsi uno spazio stabile nel calendario romano e nazionale: un momento per fare il punto su memoria professionale e presente del mestiere, e per ricordare che credibilità e trasparenza non sono parole di rito, ma abitudini quotidiane.
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