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Prima Ravello: la proposta del neonato movimento civico per trasformare l’Auditorium Niemeyer in motore culturale

Prima Ravello propone un modello di rinascita culturale, partecipata e lungimirante per Ravello, fondato sull'esperienza e l'apertura al nuovo
Di Redazione
AUDITORIUM OSCAR NIEMEYER

Il movimento civico Prima Ravello, nato poco più di tre mesi fa, ha già messo a segno il suo primo significativo risultato. Il 22 agosto 2025 ha consegnato al sindaco Paolo Vuilleumier, ai consiglieri comunali e agli assessori una proposta strategica per il rilancio dell’Auditorium Oscar Niemeyer, simbolo architettonico e culturale della città.

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Un debutto concreto dopo pochi mesi di vita per Prima Ravello

È un’iniziativa che nasce da un dibattito pubblico lanciato online il 2 luglio 2025, che ha coinvolto centinaia di migliaia di contatti e ricevuto 31 contributi scritti entro la fine di luglio: 21 da membri interni al movimento e 10 da esterni (tra cui operatori turistici, cittadini ravellesi e amici di Ravello non residenti).

Una visione inclusiva e trasversale

Il documento consegnato riafferma una visione chiara: l’Auditorium non è solo un edificio di pregio architettonico, bensì un motore di sviluppo culturale, economico e sociale per Ravello.

Le quattro direttrici principali:

  1. Formazione – creare scuole di musica, teatro, danza, e master aperti a un pubblico nazionale e internazionale, contemperando vocazione artistica e destagionalizzazione.
  2. Innovazione – ospitare dibattiti, incontri e mostre su temi emergenti (tecnologia, sostenibilità, scienza), per porre l’Auditorium al centro del dialogo contemporaneo.
  3. Nicchie culturali – puntare su eventi a bassa capienza ma alta qualità per pubblici specializzati.
  4. Ravellesità – valorizzare identità locale, tradizioni e talenti, accoglienti in senso inclusivo.

Governance partecipata

Al cuore della proposta, una governance nuova, trasparente e partecipata: una Fondazione di Partecipazione in cui il Comune resterebbe proprietario e guida, ma affiancato da imprese, associazioni e cittadini — un vero azionariato locale per aprire a bandi, finanziamenti europei e sostenibilità gestionale.

La proposta include anche una rete integrata che farebbe capo non solo all’Auditorium, ma anche ad altri luoghi storici come Villa Episcopio, il Convento di Santa Chiara e Villa Rufolo, creando un “Distretto Culturale Evoluto” capace di fondere cultura, turismo, innovazione e promozione sociale.

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Azioni simboliche immediate

Tra le azioni concrete proposte per rafforzare subito il legame con la comunità e celebrare i legami culturali:

  • Intitolare il piazzale dell’Auditorium a Domenico De Masi.
  • Dedicare il bar, i camerini e la sala stampa a Pasquale Palumbo.
  • Allestire un Museo Manuel Cargaleiro all’interno, con oltre 150 opere attualmente non in esposizione.

Le prossime tappe auspicate

Prima Ravello auspica che il Comune, in accordo col Consiglio Comunale, istituisca un comitato promotore per approfondire e verificare la proposta, coinvolgendo stakeholder (albergatori, ristoratori, associazioni, cittadini) e offrendo contributo tecnico qualificato, senza oneri per la collettività.

Il senso dell’innovazione che si radica nel territorio

Questa proposta è un raro esempio di partecipazione civica attiva che parte dal basso, si fonda sulla formazione e ambisce a trasformare un simbolo architettonico come l’Auditorium Niemeyer in un catalizzatore di comunità, sviluppo e identità. Il dialogo tra presente e futuro, tradizione e innovazione, si fa proposta concreta, evitando facili retoriche e puntando su progettualità radicate e condivise.

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Emilia Filocamo

 
CATEGORIA

Cronaca

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