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Processo Serena Mollicone, la Corte rilancia Tuzi e ascolterà il maresciallo Tersigni: il commento del criminologo Arciero

La nuova Corte d'Appello ammette la testimonianza del Maresciallo Gabriele Tersigni, nel 2008 Comandante e amico di Santino Tuzi. Proprio a Tersigni, il Brigadiere Tuzi confidò l’avvistamento e l’ingresso di Serena in caserma il giorno in cui fu uccisa
a cura di Lina Gelsi
Corte d'Appello di Roma
Corte d'Appello di Roma

La seconda udienza del processo d’Appello bis per l’omicidio di Serena Mollicone, celebrata oggi in Corte d’Appello a Roma, ha riportato al centro dell’attenzione un caso che da oltre vent’anni continua a interrogare magistrati, tecnici e opinione pubblica.

In un clima carico di attese e con un impianto accusatorio chiamato a un nuovo vaglio, la giornata in aula ha offerto elementi di approfondimento che richiedono letture tecniche capaci di superare l’emotività che da sempre accompagna questa vicenda.

Su questo terreno si inserisce il contributo di David Mario Arciero, criminologo, esperto in psicologia criminale e forense, fondatore e direttore di Teorema Criminale, che segue da tempo l’evoluzione del procedimento.

Arciero propone una riflessione lucida sui contenuti emersi, sulle dinamiche dell’udienza e sulle implicazioni metodologiche che caratterizzano il nuovo giudizio, offrendo un quadro pensato per orientare il lettore verso una comprensione più ampia della complessità processuale.

Processo Mollicone, seconda udienza Appello bis: la lettura del criminologo David Arciero

“Oggi, 19 novembre 2025, si è svolta la seconda udienza del processo Mollicone presso la Corte d’Appello di Roma.

La Corte ha fatto intendere che la prima fase dell’appello – bis si concentrerà in larga misura sulle dichiarazioni del Brigadiere Santino Tuzi, il quale, come dico da anni, è il testimone chiave della vicenda.

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Tuzi il 28 marzo 2008 dichiarò che Serena la mattina del 1 giugno 2001 si recò negli alloggi della caserma di Arce e non la vide più uscire. Dichiarazioni che confermerà pochi giorni dopo, il 9 aprile.

L’11 aprile 2008 verrà ritrovato morto nella sua auto.

Dopo essere stato inspiegabilmente considerato inattendibile in primo grado, la Corte d’Appello che assolse i Mottola in secondo grado non poté fare a meno di riconoscere ‘l’intrinseca attendibilità‘ delle sue dichiarazioni. Infatti, nelle motivazioni leggiamo: ‘non può negarsi la gravità dell’indizio costituito dall’avvistamento di Serena mentre fa ingresso in caserma nel corso della mattinata del 1°giugno 2001‘.

L’indizio, dunque, è grave.

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Con l’ordinanza di oggi la nuova Corte ammette la testimonianza del Maresciallo Gabriele Tersigni, nel 2008 Comandante e amico di Santino Tuzi. Proprio a Tersigni, il Brigadiere confidò l’avvistamento e l’ingresso di Serena in caserma il giorno in cui fu uccisa.

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Come riportato nelle motivazioni della Cassazione, (ribadito oggi dalla nuova Corte), Tersigni è persona disinteressata, (avendo partecipato alle indagini solo nei primissimi giorni della vicenda), quindi “nessun elemento in atti autorizza l’esclusione della sua testimonianza in ordine alle confidenze ricevute da Tuzi”.

La Corte sottolinea, giustamente, ‘il contesto informale, non istituzionale, in cui Tuzi aveva avvicinato il Maresciallo per rappresentargli SPONTANEAMENTE le sue preoccupazioni legate a quanto dichiarato in sede di sommarie informazioni testimoniali‘.

Il fatto che Tuzi, spontaneamente e in maniera informale, vada a raccontare a Tersigni quanto riferito la sera prima davanti al PM, rende inequivocabilmente attendibile quanto visto e dichiarato dal Brigadiere.

Non vi sarebbe motivo alcuno di raccontare a un amico, nonché superiore gerarchico, un episodio tanto grave se non fosse vero.

A tal proposito, nella prossima udienza che si terrà il 17 dicembre, verranno ascoltati il Comandante Gaetano Evangelista, il Colonnello Pietro Caprio e il Maresciallo Marco Sperati, presenti durante l’escussione di Santino Tuzi del 28 marzo 2008.

Come sempre, dedico un affettuoso pensiero a Serena.

Ieri, 18 novembre, sarebbe stato il suo quarantatreesimo compleanno.

Da quasi 25 anni, però, non c’è nulla da festeggiare“, conclude il criminologo David Mario Arciero.

 
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