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07 Aprile 2021

Pubblicato il

Rai1, messa in diretta da Sora: un racconto dell’evento

di Redazione

"In mondovisione su Rai 1. Un’immagine di Sora suggestiva, positiva e benaugurante"

La celebrazione eucaristica trasmessa in mondovisione dalla Rai è risultata uno dei programmi più seguiti di domenica mattina, 22 giugno, festività del Corpus  Domini e non solo nella città di Sora, ma in tutto il comprensorio. Ci sono giunte notizie che tantissimi nostri connazionali, nonostante la differenza del fuso orario, si sono sintonizzati su Rai 1, per tornare a casa, a Sora almeno per una sola ora. Momenti di emozione  e di partecipazione commossa si sono registrati a Toronto in Canada, in molte zone degli Usa, in Australia, in Francia ed in Germania.

Obiettivamente “la diretta” ha saputo offrire un’immagine di Sora unica, spettacolare, molto significativa ed efficace, vera. La sua sintetica storia, il suo panorama, il Liri, l’infiorata, il coro della Cattedrale, diretto da Giacomo Cellucci, l’interno, i colori, l’atmosfera, i bambini della prima comunione, i loro genitori, i fedeli, l’omelia sul “Corpus Domini” del vescovo Gerardo, le note dell’organo, con Marianna Polsinelli, l’organizzazione del parroco, don Alfredo Di Stefano, i petali delle diecimila rose dell’infiorata, predisposta da Romolo Tamburrini, la cooperazione dell’Ufficio Tecnico e Stampa del Comune di Sora, la presenza delle forze dell’ordine, le “zoommate” delle telecamere, le riprese con il “drone” di Rocco De Ciantis, la regia  professionale di Dino Cecconi, la voce fuori campo di Franca Salerno, il lavoro degli operai e dei tecnici Rai, sono stati tutti tasselli originali e poliedrici di un mosaico che hanno reso possibile respirare e pregare, come una fresca boccata d’aria pura, in un’ atmosfera che ci ha riempito il cuore e l’anima.

Ce lo hanno chiesto in molti, lo abbiamo trovato ed ecco, qui di seguito, il testo che ha introdotto la diretta, mentre scorrevano le immagini di una Sora bellissima. La Città, almeno questa volta, si è fatta conoscere, in mondovisione, nel migliore dei modi, con una splendida testimonianza. 

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Gentili telespettatori, un cordiale saluto da Franca Salerno che vi parla e da Dino Cecconi regista della diretta televisiva della Santa Messa oggi in onda dalla cattedrale di Sora. Una cittadina con circa 26.000 abitanti, in provincia di Frosinone. E’ situata a ridosso dell’Appennino Centrale tra Lazio e Abruzzo, alla confluenza della Valle Roveto con la Val Comino e al sorgere della Valle  del Liri. L’antico centro abitato  era limitato dalle pendici del monte San Casto e dalle sponde dello stesso fiume Liri. Sora è una città Volsca; divenne poi colonia e municipio romano nel 345 a.C.  Conobbe, in seguito, il dominio bizantino, longobardo, normanno e angioino. Nel Medio Evo,  il ducato di Sora era un cuscinetto tra lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli. Nel 1915, assieme ad Avezzano e a tutta la Marsica, subì gravissimi danni dal terremoto. Qui non mancano centri industriali e commerciali, ma la crisi attuale ha ferito molto anche queste terre".  

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"Nell’ area centrale della Città – proseguivano i narratori- esiste il Museo della Media Valle del Liri, un museo civico archeologico, aperto nel 2005, che raccoglie reperti di questa Valle. Il corso Volsci attraversa la Città e, attraversato il ponte sul fiume, ci si sente accolti e introdotti nell’abitato. A dare il benvenuto è l’Abbazia – Basilica di San Domenico, che originariamente era intitolata alla “Beata Maria Vergine” , ma nel 1104 aggiunse anche quello di San Domenico. L’Abbazia ebbe un rapido sviluppo e una ricca vita spirituale e liturgica. Nella cripta espone l’urna di san Domenico da Foligno. Lungo il corso notiamo la Chiesa di San Bartolomeo Apostolo, con il Crocefisso del Baronio, e a seguire, vicino al palazzo comunale, la chiesa di  Santo Spirito, luogo di preghiera e di adorazione continua alla Eucarestia.  Poco distante, in una ampia piazza, è la Chiesa di Santa Restituta, che è la protettrice della Città e Diocesi. Un edificio completamente ricostruito dopo il terremoto".

Alle pendici del monte – continuava la descrizione – si staglia la Cattedrale intitolata all’Assunta, con un imponente campanile e un torrione, di tipica architettura militare con  parte delle mura di difesa del XV secolo. Il Campanile risale al XIII secolo, e innalzato a metà 1800. Nella torre una campana risale al 1321 ed è dedicata a Dio e alla Madonna. Una dolce scalinata di 49 gradini introduce al sagrato, che lascia ammirare il pregiato portale, del XII secolo, sovrastato da una lunetta raffigurante L’Assunta  in compagnia dei santi Pietro e Paolo. Sora,una una Città che ha maturato lungo la storia uno spirito di umanità. Tante chiese, ma Dio è vivo nel cuore dell’uomo e specie in chi vive nel bisogno e Dio lo si adora anche nell’accoglienza e nella carità.   Durante la notte migliaia di persone, di ogni età,  hanno lavorato, con certosina pazienza, per preparare la tradizionale infiorata del Corpus Domini per la processione di questa sera. Entriamo nella Cattedrale per celebrare l’ Eucarestia…Un edificio in stile basilicale con maestosa semplicità. A tre navate. Il tappeto floreale ci conduce verso il presbiterio, con un altare che racchiude inserti musivi di ispirazione comatesca…”.

                                           Gianni Fabrizio

 
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