Rapporto Ecomafia 2026, nel Lazio un reato ambientale ogni 3,7 ore: Roma quarta in Italia, allarme rifiuti

Roma quarta provincia italiana con 1.113 reati. Preoccupa il ciclo dei rifiuti: 859 illeciti, mentre Latina entra nelle prime venti province del Paese
Di Simone Fabi
Rifiuti in una discarica
Rifiuti in discarica

Il numero complessivo diminuisce, ma la posizione del Lazio nella classifica dell’illegalità ambientale non cambia. Sono 2.358 i reati ambientali accertati nella regione nel corso del 2025, una media di circa 6,5 al giorno, pari a uno ogni 3,7 ore. Il Lazio rimane così al quinto posto in Italia, alle spalle di Campania, Sicilia, Puglia e Calabria, e si conferma la prima regione del Centro per numero di illeciti penali contro l’ambiente.

È il quadro che emerge dal Rapporto Ecomafia 2026 di Legambiente, presentato il 1° ottobre, che raccoglie ed elabora i dati delle forze dell’ordine e delle Capitanerie di porto. I 2.358 reati registrati nel Lazio rappresentano il 6,6% del totale nazionale.

Il dato regionale è inferiore rispetto ai 2.654 reati del 2024, quando il Lazio aveva fatto registrare un incremento del 20,6% sull’anno precedente. La flessione non basta tuttavia a modificare la posizione nella graduatoria nazionale: la regione resta stabilmente quinta per numero di reati ambientali.

Oltre 109mila controlli, 2.140 persone denunciate

Dietro il numero complessivo degli ecoreati c’è un’attività di controllo molto ampia. Nel Lazio sono stati effettuati 109.822 controlli, che hanno portato alla denuncia di 2.140 persone, a 17 arresti e a 511 sequestri.

A questi numeri si aggiungono 5.391 illeciti amministrativi e 4.081 sanzioni amministrative.

La distribuzione territoriale mostra una forte concentrazione nell’area romana e nel Lazio meridionale. La Città Metropolitana di Roma registra 1.113 reati ambientali, quasi la metà dell’intero dato regionale, e rimane al quarto posto nella classifica delle province italiane, dietro Napoli, Salerno e Palermo.

Il dato romano cresce rispetto ai 1.021 reati dell’anno precedente.

Segue Latina con 541 reati, dato che porta la provincia pontina nelle prime venti d’Italia. Più distanti Frosinone con 228, Viterbo con 150 e Rieti con 135.

Rifiuti, il dato più preoccupante: 859 reati nel Lazio

Il capitolo che pesa maggiormente è quello relativo alla gestione e allo smaltimento illecito dei rifiuti.

Nel Lazio sono stati accertati 859 reati, contro gli 848 dell’anno precedente. La regione si colloca così al quarto posto nazionale per questo tipo di illegalità.

Anche in questo caso Roma presenta i numeri più alti: 347 reati nel ciclo dei rifiuti, che fanno della Capitale e della sua provincia la terza area italiana per questo genere di illecito. Seguono Latina con 193, Frosinone con 124, Viterbo con 59 e Rieti con 42.

Un altro dato riguarda gli incendi negli impianti di trattamento dei rifiuti. Nel Lazio, secondo l’elaborazione riportata da Legambiente, se ne sono verificati 162 dal 2013 all’aprile 2026, una media superiore a tredici impianti interessati ogni anno.

La situazione regionale segue una tendenza rilevata anche su scala nazionale. Nel 2025 il ciclo illegale dei rifiuti è tornato infatti al primo posto fra le diverse tipologie di reato ambientale, evento che non si verificava dal 2018: 10.914 illeciti in tutta Italia, quasi trenta al giorno.

Abusivismo edilizio: 461 reati, in netto calo rispetto al 2024

Un secondo fronte riguarda il cemento illegale e l’abusivismo edilizio. Nel Lazio sono stati registrati 461 reati, un dato nettamente inferiore ai 746 dell’anno precedente.

La regione è al sesto posto nazionale in questa categoria.

Nella provincia di Roma gli illeciti sono 155, a Latina 108, a Frosinone 41, a Rieti 36 e a Viterbo 33.

Il calo è consistente, ma non elimina il peso del fenomeno in un territorio nel quale abusivismo, trasformazioni urbanistiche illegali, consumo del suolo e violazioni dei vincoli paesaggistici continuano a richiedere un’attività costante di controllo.

Reati contro gli animali, incendi boschivi e patrimonio culturale

Il Rapporto Ecomafia allarga l’analisi anche alle altre forme di illegalità ambientale.

Nel Lazio sono stati accertati 398 reati contro gli animali. Di questi, 260 riguardano Roma, 71 Latina, 29 Rieti, 16 Viterbo e 13 Frosinone.

Particolarmente rilevante è anche il dato relativo al patrimonio culturale: con 236 furti o gravi violazioni riguardanti opere d’arte e beni culturali, il Lazio risulta la terza regione italiana per questo genere di reati.

Sono invece 254 i reati legati agli incendi boschivi.

La corruzione ambientale: 194 inchieste dal 2010

Il rapporto prende in considerazione anche la cosiddetta corruzione green, cioè le indagini relative a episodi corruttivi collegati ad attività ambientali, opere, appalti e gestione del territorio.

Nel periodo compreso fra gennaio 2010 e aprile 2026, nel Lazio risultano 194 inchieste, dato che colloca la regione al terzo posto nella specifica graduatoria indicata da Legambiente.

Guardando soltanto ai dati più recenti della classifica nazionale sulla corruzione ambientale, il Lazio conta sei inchieste, dopo Campania, Sicilia, Lombardia e Puglia.

Scacchi: “La piaga dell’ecomafia rimane fortissima nel Lazio”

Per Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio, il calo del numero complessivo dei reati non autorizza a ridimensionare il fenomeno.

Legambiente individua nello smaltimento illecito dei rifiuti e nell’abusivismo edilizio due dei principali problemi regionali e chiede di intensificare gli abbattimenti delle costruzioni abusive, contrastare le discariche illegali e completare l’impiantistica necessaria alla corretta gestione delle diverse frazioni dei rifiuti.

Il dato del 2025 descrive quindi un Lazio nel quale il numero degli ecoreati diminuisce rispetto all’anno precedente, ma dove l’illegalità ambientale continua ad avere dimensioni rilevanti. A pesare è soprattutto la posizione occupata dalla regione nelle graduatorie nazionali: quinta per numero complessivo di reati ambientali, quarta per gli illeciti nel ciclo dei rifiuti, con Roma quarta provincia d’Italia nel dato generale e Latina presente nelle prime venti.

Numeri che confermano quanto il controllo del territorio, la gestione dei rifiuti, la tutela del patrimonio naturale e culturale e il contrasto all’abusivismo rimangano questioni centrali per il Lazio.

 
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