Da Michele Ferrante di Controne, produttore di fagioli ma anche di spezie, ho imparato che svegliarsi all’alba non è un errore, ma un’occasione. Che non c’è modo migliore per godersi l’inizio di una nuova giornata. La sua cultura è profonda, molto più di quello che traspare dalla semplicità del suo approccio, e dalla spontaneità, tipicamente cilentana. Francesco Vastola è la generosità delle immense distese coltivate della Piana del Sele: i suoi carciofini, i pomodori e le conserve che produce, sono una leggenda di tradizione e volontà, ferrea.
Il Cilento al Caruso Belmond, un inno alla dieta mediterranea
Marco Rizzo è un giovane che dell’extravergine di oliva ha fatto una missione: quando parla del suo territorio, come del suo prodotto, gli si legge negli occhi che non ha sbagliato un passo in quel suo attaccamento e ritorno alla terra. Raffaello Palladino è custode dei sapori autentici di Gioi: i suoi salumi, la soppressata con il cuore bianco e misterioso, sono retaggio di una tradizione grande, immensa, che non conosce rivali. Ma l’elenco è ancora lungo: e allora penso a Pasquale Longobardi, ad Enza Russo e a Antonio Di Perna, al loro modo di raccontare il fico bianco del Cilento che è poesia, è vita, è destinazione.
Penso a Vincenzo Barlotti e Daniela Senatore, moglie e marito, belli ed entusiasti. La mozzarella di bufala di Vincenzo è vessillo di un intero territorio, uno stendardo, Daniela, con il sorriso che conquista al primo istante, racconta come quello stesso latte possa anche fare belli, diventando ingrediente principe nei prodotti skincare che realizza a marchio Biancamore. Tony Di Matteo ed Eleonora sono la storia dei campi di Gioi, della camomilla, delle erbe spontanee: giovani, preparati, pieni di progetti ed entusiasmo. Adolfo Grimaldi è la tradizione di Giffoni, con la sua nocciola pregiata e con quella volontà ferrea che hanno gli abitanti di quella zona ,possenti come i Picentini.
E poi ci sono Donatella Marino, suo marito Vittorio Rambaldi e la figlia Serena: le alici di menaica con loro sono una leggenda, sono il mito che non si può sfatare, ma che solo assaggiare. Una storia di reti antiche, di mare, di periodi giusti in cui uscire in barca. E poi ancora Giovanni Speranza: di poche parole, se non quelle giuste, custode di una tradizione, quella di Rofrano che fa della farina di castagne e dei famosi triddi cilentani, un patrimonio unico. O Nico Sodano, con la sua Ottati, con i filari di viti di Pietre Levate e l’extravergine, con quella sua umiltà sincera di non definirsi ancora produttore.
O ancora Pietro D’Elia, con il suo peperone crusco del Vallo di Diano: colto, raffinato, perdutamente innamorato di ciò che fa e del territorio a cui appartiene. E le distese di riso campano che fanno dell’azienda Hera nei Campi un unicum, un recupero storico che sovverte la geografia e che trasforma quasi la Piana del Sele in una risaia inattesa, all’ombra dei templi. A dirigerli, a farceli conoscere, una donna energica, entusiasta, un inno alla bellezza del Cilento: Maria Scarpa, Sindaco di Gioi Cilento. Instancabile, sempre in movimento, con lei la tavola diventa lezione di vita e mangiare non avrà mai più lo stesso significato. O Mafalda Inglese, instancabile portavoce del Cilento e di un turismo che no sa più fermarsi alla superficie e che di un territorio vuole prender tutto: anima e cuore.
E poi, spostandoci sulla Costiera Amalfitana, ecco Giulio Giordano: la sua storia familiare è legata ai famosi “terzigni”, le piccole parti di botte che permettono di far “maturare” la colatura di alici. Giulio ancora oggi si commuove ed emoziona quando racconta la sua prima “ spillatura” fatta da ragazzino, operazione con cui dal terzigno viene fuori il liquido prezioso frutto di mesi di pressatura e stagionatura. Ecco, loro sono stati i compagni di viaggio delle Ditirambo Nights, le serate tenutesi al Caruso in cui due produttori si sono incontrati e sfidati bonariamente, con l’aiuto ed il talento dello chef Armando Aristarco, per far conoscere agli ospiti il cuore della Dieta Mediterranea e di una regione, la Campania, che non ha rivali.
Sabato 9 agosto, a partire dalle ore 19,00, al Caruso, a Belmond Hotel Amalfi Coast, un ultimo abbinamento prima del finale di stagione a settembre, con Agorà. Le conserve di Francesco Vastola e le alici di menaica di Donatella Marino saranno ispirazione, motivo ed ingrediente del menù creato appositamente per la serata dallo chef Armando Aristarco. Ad accompagnare il viaggio nel gusto, la musica cilentana e le ballate struggenti del Maestro Angelo Loia, custode di una tradizione musicale pregiata, esempio di professionalità ed indomita passione.
In questo elenco di storie, territorio, cuore e tradizione potrei aver inavvertitamente dimenticato qualcuno, e mi scuso in anticipo. Ciò che non dimentico, perché impossibile, è quanto imparato, quanto in questi mesi e in questi anni, ho potuto conoscere ed apprendere di un territorio generoso ed autentico. Ad ognuno di loro, in vista dell’ultima Ditirambo Night di stagione, va il mio grazie sentito. Perché non si può raccontare un luogo meglio di come lo hanno fatto loro, con cuore e anima. Senza mai arrendersi. E con la voglia di far assaggiare ogni cosa prodotta, in quantità e con un sorriso, come se fosse un abbraccio. Quello di un intero territorio, con le sue case, i fiumi, le colline, i campi, i terreni ancora brulli e con tutti i semi che verranno.
Emilia Filocamo
