Ravello, al Caruso “Chi dice Donna dice Dono”: le donne fanno impresa e combattono la violenza

Al Caruso di Ravello successo per Chi Dice Donna dice Dono: produttrici, sapori campani e l’impegno delle Kassandre contro la violenza di genere
Di Redazione
Ravello, Chi dice Donna dice Dono

Una serata dedicata all’imprenditoria femminile, ai sapori della Campania e alla lotta contro la violenza di genere ha riunito il 22 luglio, al Caruso, A Belmond Hotel, Amalfi Coast di Ravello, produttrici vinicole, artigiane, amministratrici e associazioni. “Chi Dice Donna dice Dono”, appuntamento inserito nelle Ditirambo Nights, ha trasformato uno dei luoghi più suggestivi della Costiera Amalfitana in uno spazio di incontro, racconto e responsabilità civile.

Al Caruso di Ravello una serata costruita dalle donne

L’iniziativa è nata dal confronto con la General Manager Iolanda Mansi e con Sabrina Giordano, HR Manager del Caruso. Fin dalle prime fasi, l’intenzione è stata quella di affiancare al carattere conviviale delle Ditirambo Nights un contenuto capace di lasciare un segno concreto.

La manifestazione, arrivata alla quarta edizione, celebra le gioie della tavola, il territorio e le persone che lo rendono riconoscibile. Questa volta il programma ha scelto una prospettiva interamente femminile, mettendo in relazione esperienze imprenditoriali, produzioni agricole, tradizioni gastronomiche e attività a sostegno delle donne vittime di abusi.

Il risultato è stato un incontro intenso, seguito con partecipazione dal pubblico presente accanto alla piscina del Caruso. Il paesaggio di Ravello ha fatto da cornice a racconti professionali e personali molto diversi, uniti dalla determinazione con cui le protagoniste hanno costruito il proprio percorso.

Quattro cantine campane raccontano il valore dell’impresa femminile

La parte enologica ha visto protagoniste quattro produttrici provenienti da diverse aree della Campania, dalla Costa d’Amalfi al Casertano, fino al Cilento.

Marisa Cuomo, accompagnata dalla figlia Dorotea, ha ricordato la vigna ricevuta in dono dal marito Andrea Ferraioli. Da quel gesto è cominciata una storia divenuta un riferimento della viticoltura eroica di Furore, dove i filari si arrampicano lungo pendii ripidi e richiedono lavoro manuale, esperienza e conoscenza profonda del territorio.

Teresa Mincione ha raccontato la scelta di lasciare la professione di avvocato per dedicarsi alla vigna. Nel suo Pallagrello si ritrovano precisione, eleganza e una visione produttiva fondata sull’identità del Casertano.

Dal Cilento è arrivata Francesca Scairato, giovane produttrice legata a Castel San Lorenzo. La sua esperienza restituisce l’immagine di un territorio fatto di tavolate familiari, vitigni locali e produzioni capaci di mantenere un rapporto diretto con le consuetudini del luogo. Il passito presentato durante la cena ha accompagnato il racconto di una viticoltura giovane, dinamica e fortemente radicata.

Paola De Conciliis e Giovanni Tanu hanno portato l’esperienza di una cantina che ha contribuito alla crescita e alla riconoscibilità del vino cilentano. A sostenere il racconto delle aziende e delle differenti aree produttive sono intervenuti Antonio Amato e Antonio D’Oro, referenti AIS Campania per la Costa d’Amalfi.

I fusilli lavorati a mano e il patrimonio gastronomico del Cilento

La serata ha dato spazio anche alle donne di Gioi Cilento e Felitto, depositarie della lavorazione tradizionale dei fusilli. Carmelina, Carla, Paula e Laura hanno mostrato una manualità che nasce dalla pratica quotidiana e dalla trasmissione familiare dei gesti.

La pasta preparata a mano è diventata il centro di un momento conviviale simile a quello delle grandi tavolate domenicali, con il pubblico coinvolto nel racconto delle tecniche, degli ingredienti e delle consuetudini gastronomiche cilentane.

Ad accompagnarle erano presenti la sindaca di Gioi, Maria Teresa Scarpa, il sindaco di Felitto, Giuseppe Scorza, e Daniele D’Urso, titolare del forno Gioie di Pane di Gioi Cilento. La loro partecipazione ha sottolineato il legame fra produzioni artigianali, amministrazioni locali e sviluppo dei piccoli centri dell’entroterra.

La cena è stata curata dall’Executive Chef del Caruso, Armando Aristarco, con il supporto del Sous Chef Christian Di Sario. I fusilli e i quattro vini selezionati hanno costruito un percorso capace di raccontare la Campania attraverso sapori riconoscibili e materie prime legate alle diverse province.

Le Kassandre portano a Ravello le voci delle donne sopravvissute agli abusi

Il passaggio più intenso della serata è stato affidato all’associazione Le Kassandre, attiva a Ponticelli. La presidente Marianna Hasson è intervenuta insieme ad Alessia, Stella e Irene, componenti del direttivo, illustrando il lavoro svolto per sostenere donne che spesso non dispongono degli strumenti economici, familiari o psicologici necessari per denunciare, allontanarsi da un partner violento e ricominciare.

Prima della cena è stato proiettato un video dedicato allo spettacolo realizzato con donne sopravvissute alla violenza, già portato sul palcoscenico del Teatro Bolivar di Napoli. Musica mediterranea, danza e testimonianze hanno composto un racconto diretto delle umiliazioni, delle minacce e delle aggressioni vissute all’interno delle relazioni affettive.

Nel filmato, donne di età e provenienze differenti hanno ripercorso l’inizio degli abusi, la progressiva perdita della libertà e il momento nel quale hanno trovato la forza di chiedere aiuto. Le loro voci hanno mostrato quanto la violenza domestica possa svilupparsi lentamente, attraverso il controllo, l’isolamento, la dipendenza economica e la paura.

Al termine della proiezione, il pubblico è rimasto per alcuni istanti in silenzio. È seguito un applauso lungo e sentito, rivolto alle protagoniste dello spettacolo e alle persone che ogni giorno lavorano per accompagnare le vittime verso una nuova autonomia.

Dalla bellezza della Costiera un messaggio contro la violenza di genere

“Chi Dice Donna dice Dono” ha dimostrato che un appuntamento dedicato al vino e alla cucina può diventare anche un’occasione per affrontare uno dei fenomeni più gravi della società italiana. La violenza di genere continua infatti a manifestarsi in ogni contesto sociale e richiede prevenzione, assistenza, protezione e una rete capace di intervenire prima che le minacce si trasformino in aggressioni irreparabili.

Il Caruso ha scelto di legare la propria idea di ospitalità al talento delle persone, alla valorizzazione del territorio e a iniziative che producono effetti oltre il momento dell’evento. La bellezza del luogo, la qualità della cucina e il prestigio delle cantine hanno sostenuto un messaggio preciso: offrire visibilità alle donne che creano lavoro e a quelle che aiutano altre donne a uscire dalla violenza.

La serata del 22 luglio ha lasciato Ravello con un impegno destinato a proseguire. Lo spettacolo delle Kassandre continuerà a raggiungere nuovi luoghi e nuovi pubblici, portando con sé le testimonianze di chi è riuscita a liberarsi dagli abusi.

Accanto alla piscina del Caruso, imprenditrici, artigiane, amministratrici e volontarie hanno mostrato la stessa capacità di trasformare un’esperienza personale in un progetto condiviso. È questa la forza emersa durante la serata: donne che producono, dirigono, custodiscono tradizioni, accolgono e sostengono chi deve ricostruire la propria vita.

Emilia Filocamo

 
CATEGORIA

Costume

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