Ravello in ottobre, l’estate non finisce: la Costiera Amalfitana da vivere con calma all’Hotel Bonadies

Ottobre a Ravello conserva il fascino dell’estate con ritmi più dolci. L’Hotel Bonadies, dal 1880, racconta storia, cucina e ospitalità della Costiera
Di Francesco Vergovich
Panorama Ravello dall'Hotel Bonadies
Panorama Ravello dall'Hotel Bonadies

Settembre lascia lentamente il posto a ottobre, le città riprendono il ritmo pieno del lavoro, le giornate si accorciano e in gran parte d’Italia l’estate viene archiviata. Sulla Costiera Amalfitana, invece, la percezione della stagione è diversa. Ravello continua a guardare il mare dall’alto, le terrazze restano aperte alla luce, i giardini conservano colori intensi e l’autunno può diventare uno dei momenti più piacevoli per concedersi un fine settimana o qualche giorno di vacanza.

Non è più l’estate affollata di luglio e agosto, ed è probabilmente proprio questo uno dei motivi per scegliere Ravello a settembre e ottobre. Il borgo, posto a oltre 350 metri sul Mediterraneo, mantiene intatto il suo patrimonio di ville, giardini, vicoli e panorami, ma può essere vissuto con un ritmo differente, più vicino alla natura del luogo e alla sua dimensione culturale.

Villa Rufolo, Villa Cimbrone, il Duomo, le strade del centro storico, l’Auditorium Oscar Niemeyer e i belvedere diventano tappe di giornate nelle quali non occorre più inseguire il tempo. Si può camminare, fermarsi, pranzare guardando il mare, scendere verso Amalfi e poi tornare a Ravello per la sera. È una Costiera che perde qualcosa della frenesia estiva e acquista, in cambio, spazio e profondità.

Hotel Bonadies, una storia di Ravello cominciata nel 1880

Per soggiornare a Ravello in questo periodo c’è un indirizzo che possiede una caratteristica difficile da costruire artificialmente: appartiene alla storia del paese.

L’Hotel Bonadies nasce nel 1880, quando Andrea Bonadies apre quella che allora era la Locanda Bonadies. Più di 140 anni dopo, quella storia continua in Piazza Fontana Moresca, a pochi minuti a piedi da Piazza Duomo, all’interno di un edificio le cui origini risalgono a un antico convento. Oggi è un quattro stelle a conduzione familiare, portato avanti da Suita e Mara Carrano, figlie di Andrea Carrano Bonadies, che dagli anni Settanta impresse alla struttura una nuova fase di sviluppo dopo le esperienze professionali maturate anche all’estero.

La forza del Bonadies sta proprio nell’essere rimasto un albergo riconoscibile. Non una struttura internazionale trasferibile in qualunque località turistica, ma una casa di ospitalità cresciuta insieme a Ravello, generazione dopo generazione.

Nelle sue stanze, nei saloni, nelle terrazze e nelle fotografie di famiglia si ritrova una parte della trasformazione della Costiera Amalfitana da meta di viaggiatori e artisti a destinazione conosciuta in tutto il mondo.

Tra gli ospiti legati alla storia della vecchia locanda compare anche Peder Severin Krøyer, grande pittore danese della scuola di Skagen. Durante il soggiorno ravellese alla fine dell’Ottocento, Krøyer trasformò quell’ambiente quotidiano in pittura: la sua Osteria in Ravello, datata 1890, conserva la memoria della Locanda Bonadies e di una Ravello che già allora attirava artisti europei per la luce, il paesaggio e il particolare rapporto tra montagna e Mediterraneo.

Una piscina e una terrazza davanti alla Costiera

Il Bonadies conserva questa memoria senza rinunciare ai servizi di un albergo quattro stelle. La piscina all’aperto, con zona idromassaggio, si apre sul panorama della costa, mentre le terrazze permettono di vivere uno degli aspetti più preziosi di un soggiorno ravellese: avere il mare davanti senza trovarsi immersi nella confusione delle località costiere più frequentate.

Ed è soprattutto in autunno che questo privilegio assume un sapore particolare. Una colazione sulla terrazza, qualche ora trascorsa a leggere davanti al mare, una passeggiata nel centro storico e il rientro in albergo prima di cena possono valere più di una vacanza costruita su decine di appuntamenti.

Ravello consente ancora questo lusso, che non coincide necessariamente con l’ostentazione: avere tempo. Il Bonadies si trova inoltre in una posizione particolare, abbastanza vicino al cuore del paese da raggiungere Piazza Duomo a piedi in pochi minuti, ma in una zona più raccolta e lontana dal traffico. Una condizione che in un soggiorno breve permette di lasciare l’automobile e riconquistare una dimensione fatta prevalentemente di passeggiate.

“Bella Vista sul Mare”, la Costiera arriva a tavola

Un capitolo importante dell’esperienza è rappresentato dal ristorante Bella Vista sul Mare. Anche il nome appartiene alla memoria dell’albergo e racconta bene ciò che si incontra entrando: una cucina profondamente mediterranea accompagnata dal panorama della Costiera.

La storia gastronomica della famiglia risale anch’essa al 1880 e oggi la cucina è affidata agli chef Raffaele e Alfonso Amato, padre e figlio, insieme a Tonino, con un lavoro costruito sulle ricette campane, sugli ingredienti freschi e sull’identità culinaria della costa.

Pesce, sapori mediterranei, prodotti del territorio e pasticceria della tradizione trovano qui la loro collocazione naturale. Non avrebbe molto senso, del resto, arrivare a Ravello cercando una cucina slegata dal luogo. Una parte del viaggio passa inevitabilmente attraverso ciò che arriva nel piatto, soprattutto quando il pranzo o la cena possono essere accompagnati dalla vista del Golfo.

E ottobre aggiunge qualcosa. La cucina mediterranea esce dalla rappresentazione esclusivamente estiva e torna alla sua dimensione più ampia: ingredienti stagionali, piatti caldi alternati al pescato, vini campani, dessert della tradizione, tempi più lunghi a tavola.

La Costiera dopo l’estate può essere ancora più bella

Per anni il turismo italiano ha ragionato secondo confini stagionali rigidi: mare uguale agosto, montagna uguale inverno, città d’arte uguale primavera. La Costiera Amalfitana dimostra quanto questo schema sia ormai limitante.

Un weekend di ottobre a Ravello non è la versione ridotta di una vacanza estiva. È un viaggio diverso.

Significa vedere la luce cambiare sul mare nelle ore del pomeriggio, attraversare un centro storico meno congestionato, concedersi Villa Rufolo o Villa Cimbrone senza trasformare la visita in una corsa, fermarsi davanti a un panorama invece di fotografarlo soltanto e ripartire. I collegamenti pubblici continuano inoltre a servire Ravello e gli altri principali centri della Costiera, tra cui Amalfi, Positano, Maiori e Salerno.

E poi c’è la sera. Quando le presenze diminuiscono e il borgo torna gradualmente ai propri abitanti, Ravello cambia voce. Le pietre, i palazzi, le piazze e i giardini acquistano una dimensione più raccolta. Chi ha conosciuto soltanto la Costiera nel pieno di agosto potrebbe quasi avere l’impressione di trovarsi in un altro luogo.

Ottobre a Ravello, una vacanza senza bisogno dell’estate

Per questo sarebbe un errore considerare settembre come il confine oltre il quale chiudere idealmente la stagione della Costiera Amalfitana.

A Ravello l’autunno può ancora avere il sapore di una lunga estate mediterranea, ma con temperature, atmosfere e ritmi che invitano maggiormente a vivere i luoghi anziché attraversarli. È il periodo adatto a una coppia che vuole regalarsi un fine settimana, a chi desidera qualche giorno lontano dalla città o semplicemente a chi vuole conoscere la Costiera senza affrontarla nel momento della massima pressione turistica.

Dentro questo modo di viaggiare, l’Hotel Bonadies ha una coerenza particolare. Quattro stelle, piscina, terrazze panoramiche, ristorante e comfort contano, naturalmente. Ma conta soprattutto quella storia cominciata nel 1880 e arrivata fino a oggi attraverso una famiglia che continua ad abitare professionalmente il proprio albergo.

Perché un soggiorno a Ravello riesce davvero quando il panorama non rimane soltanto fuori dalla finestra. Deve entrare nei tempi della giornata, nella cucina, nell’accoglienza e persino nella storia del luogo in cui si dorme.

A ottobre, mentre altrove l’estate è già un ricordo, Ravello e la Costiera Amalfitana hanno ancora molto da raccontare. E il Bonadies rimane uno dei luoghi dai quali vale la pena ascoltarle.

 
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