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27 Gennaio 2022

Pubblicato il

Per le vittime di violenza

Reddito di Libertà per donne vittime di violenza: arrivano importanti novità

di Livia Maccaroni
Il Reddito di Libertà è destinato a tutte le donne, con o senza figli minori, seguite dai centri antiviolenza regionali e dai servizi sociali
sede INPS

Il Reddito di libertà, ovvero il contributo mensile, fino a un massimo di 400 euro, volto a favorire l’autonomia e l’emancipazione delle donne vittime di violenza subirà importanti novità. In particolare per quanto riguarda la procedura per ottenerlo. A comunicarlo è stata l’Inps. La prima novità riguarda la sostituzione del modulo per fare domanda. La seconda, il rilascio della procedura per permettere agli operatori comunali di acquisirla. La misura è destinata a tutte le donne, con o senza figli minori, seguite dai centri antiviolenza riconosciuti dalle Regioni e dai servizi sociali. 

Il nuovo modulo

Il nuovo modulo infatti è allegato alla circolare dell’Inps e “deve essere presentato direttamente dalla cittadina interessata. O mediante un rappresentante legale o un delegato, tramite il Comune competente per residenza”. Il Comune può acquisirlo collegandosi al sito dell’Inps e seguendo le indicazioni date nella circolare. Il servizio, ricorda l’Istituto, “è già utilizzato dai Comuni per la trasmissione delle domande di Assegno al nucleo familiare e Maternità. È inoltre accessibile dagli operatori in possesso di Spid di livello 2 o superiore o di una Carta di identità elettronica 3.0 (Cie), o una Carta Nazionale dei Servizi (Cns)”.

Reddito di Libertà riservato a tutte le donne

Come specificava l’Inps in una precedente circolare, possono farne richiesta tutte coloro che risiedono in Italia, che siano cittadine italiane, comunitarie o extracomunitarie. In quest’ultimo caso, la domanda verrà però accettata solo se sono in possesso di regolare permesso di soggiorno. Le donne straniere che hanno lo status di rifugiate politiche o lo status di protezione sussidiaria sono equiparate alle cittadine italiane.

Un massimo di 400 euro mensili

Il contributo è pari a un massimo di 400 euro mensili pro capite ed è concesso in un’unica soluzione per un massimo di 12 mesi, entro il limite delle risorse assegnate a ciascuna Regione o Provincia autonoma. Se la domanda viene accettata, l’importo viene accreditato sul conto corrente, libretto di risparmio o carta prepagata intestati alla cittadina interessata. Il contributo è esente da tassazione sul reddito e cumulabile con altri sussidi come il reddito di cittadinanza. 

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Le istruzioni per fare domanda 

L’Imps aveva già specificato le istruzioni per fare domanda in una precedente circolare. Tra le altre cose, bisogna inserire una “attestazione della condizione di bisogno ordinario o attestazione della condizione di bisogno straordinario e urgente, rilasciata dal servizio sociale professionale di riferimento territoriale, e una dichiarazione che attesta il percorso di emancipazione e autonomia intrapreso dalla donna, rilasciata dal legale rappresentante del centro antiviolenza”.

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Elena Bonetti: “Le donne non saranno lasciate sole”

“Le donne non soltanto devono essere sostenute nella fase di denuncia, ma sapere che non saranno lasciate sole e che per combattere la violenza economica mettiamo in campo anche misure di sostegno e di investimento come il reddito di libertà e il microcredito di libertà”, aveva dichiarato Elena Bonetti, Ministra delle Pari Opportunità e della Famiglia, firmataria della decreto cha l’anno scorso ha introdotto il Reddito di Libertà.

 
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