Regione Lazio, 60 milioni per riaprire la ferrovia Priverno-Terracina: svolta attesa dai pendolari

Ghera ha parlato di “ottima notizia” per la Regione e per i tanti pendolari che venivano serviti da quella ferrovia
Di Alessandra Monti
Stazione ferroviaria di Terracina
Stazione ferroviaria di Terracina

Sessanta milioni di euro per riportare in funzione la linea ferroviaria Priverno-Terracina. La notizia segna un passaggio di forte peso politico e territoriale per la provincia di Latina, dove il collegamento è atteso da anni da pendolari, cittadini, operatori turistici e amministratori locali.

Lo stanziamento, arrivato con un emendamento approvato in Senato, viene indicato dalla Regione Lazio come un passo decisivo verso il ripristino di un’infrastruttura ritenuta essenziale per la mobilità del sud pontino, per il turismo e per i collegamenti verso le isole.

Ferrovia Priverno-Terracina, perché i 60 milioni cambiano lo scenario

La linea Priverno-Terracina non è soltanto un tratto ferroviario da riattivare. Per il territorio rappresenta un collegamento diretto con la rete principale, un’alternativa concreta all’uso dell’auto e un tassello importante per ridurre tempi, disagi e isolamento infrastrutturale. La decisione di destinare 60 milioni di euro al suo ripristino viene letta come una risposta a una domanda rimasta aperta a lungo: restituire a Terracina e all’area circostante una connessione ferroviaria moderna, sicura e funzionale.

Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha definito lo stanziamento “una giornata storica per i pendolari della provincia di Latina”, sottolineando il valore dell’intervento per il potenziamento della mobilità locale e per il rilancio economico. Il riferimento non riguarda solo chi ogni giorno si sposta per lavoro o studio, ma anche un sistema territoriale più ampio, nel quale trasporti, turismo, attività produttive e servizi pubblici sono strettamente collegati.

La riattivazione della tratta può incidere in modo significativo sulla vita quotidiana di migliaia di cittadini. Un collegamento ferroviario efficiente permette di alleggerire il traffico stradale, rendere più accessibile Terracina, migliorare l’integrazione con la linea Roma-Napoli via Formia e offrire nuove opportunità a chi si muove dal litorale pontino verso Latina, Roma e gli altri centri serviti dalla rete regionale.

Pendolari della provincia di Latina, una risposta dopo anni di attesa

Il tema centrale resta quello dei pendolari. Rocca ha richiamato esplicitamente i sacrifici affrontati ogni giorno da chi, in assenza di un servizio ferroviario diretto, ha dovuto convivere con soluzioni alternative, tempi più lunghi e maggiori costi di spostamento. Per la Regione Lazio, garantire un servizio “efficiente, sicuro e moderno” non viene presentato soltanto come un obiettivo amministrativo, ma come un diritto da rendere effettivo.

La riapertura della Priverno-Terracina avrebbe un impatto concreto soprattutto per studenti, lavoratori e famiglie. In un territorio dove gli spostamenti quotidiani dipendono spesso dall’auto privata o da collegamenti su gomma, il ritorno della ferrovia può rappresentare un cambio di passo. Meno isolamento, più certezza nei tempi di percorrenza, maggiore possibilità di raggiungere servizi, scuole, università, luoghi di lavoro e nodi di scambio.

Il valore dell’investimento sta anche nella sua dimensione simbolica. Per anni la linea è stata percepita come una promessa sospesa. L’arrivo delle risorse consente ora di spostare il dibattito dal piano delle richieste a quello della realizzazione. Resta naturalmente il tema dei tempi, degli interventi tecnici e della capacità di trasformare lo stanziamento in cantieri, lavori completati e treni in servizio.

Terracina e il sud pontino, mobilità e turismo nella stessa partita

La ferrovia Priverno-Terracina non interessa solo la mobilità ordinaria. Il collegamento con Terracina ha una valenza turistica evidente, in particolare nei periodi di maggiore afflusso verso il litorale e verso il porto, punto di riferimento per i collegamenti con le isole. Rendere più semplice l’arrivo in treno significa offrire una possibilità in più a visitatori, famiglie e turisti, riducendo la pressione sulla viabilità stradale e favorendo un accesso più sostenibile alla città.

Terracina è uno dei poli più riconoscibili del litorale laziale. La sua posizione, la storia, il mare, il porto e il rapporto con le isole rendono la qualità dei collegamenti un elemento decisivo per la competitività del territorio. Una linea ferroviaria funzionante può rafforzare l’intero sistema dell’accoglienza: strutture ricettive, ristorazione, commercio, servizi turistici, trasporto locale e attività legate alla stagione balneare.

Il ripristino della tratta assume quindi un valore doppio: da un lato risponde ai bisogni quotidiani dei residenti, dall’altro migliora la capacità del territorio di attrarre flussi e investimenti. È questo il punto politico richiamato dalla Regione Lazio: non un intervento isolato, ma un’infrastruttura capace di produrre effetti su sviluppo economico, qualità della vita e attrattività del sud pontino.

Il nodo Monte Cucca e i lavori per la sicurezza

Nel quadro dell’intervento rientra anche il tema della messa in sicurezza del Monte Cucca. L’assessore regionale alla Mobilità e ai Trasporti, Fabrizio Ghera, ha ricordato che a ottobre 2025 la Giunta regionale aveva già stanziato 10 milioni di euro per gli interventi di sicurezza nell’area, dopo i danni provocati alla ferrovia dalla caduta di massi. I lavori, attualmente, sono a cura di Anas.

Questo passaggio è determinante perché il ripristino della linea non può prescindere dalla sicurezza del territorio attraversato. La riattivazione di un’infrastruttura ferroviaria richiede non solo risorse economiche, ma anche verifiche tecniche, consolidamenti, interventi sulla sede ferroviaria e garanzie strutturali.

Il precedente stanziamento regionale per Monte Cucca e i nuovi 60 milioni destinati alla tratta si inseriscono quindi in un percorso più ampio, nel quale la protezione del versante e la funzionalità ferroviaria devono procedere insieme.

Ghera ha parlato di “ottima notizia” per la Regione e per i tanti pendolari che venivano serviti da quella ferrovia. L’assessore ha attribuito il risultato alla positiva interlocuzione fra Regione Lazio e ministero delle Infrastrutture, evidenziando il ruolo del Governo nel reperimento delle risorse necessarie alla riattivazione.

Regione Lazio e Governo, il peso dell’emendamento approvato in Senato

Sul piano istituzionale, la Regione Lazio rivendica la collaborazione con il Governo e con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il presidente Rocca ha ringraziato il vicepremier e ministro Matteo Salvini, i parlamentari del territorio e la maggioranza di governo per l’emendamento approvato in Senato, considerato un segnale concreto di attenzione verso la provincia di Latina.

Il passaggio parlamentare viene presentato come il punto di svolta che consente di dare copertura finanziaria al progetto. La cifra, 60 milioni di euro, ha una dimensione tale da rendere credibile il percorso di ripristino, anche se la vera prova sarà ora nella fase attuativa. Per i territori interessati, l’attenzione si sposterà inevitabilmente sui tempi, sulla programmazione dei lavori, sulle procedure e sulla comunicazione ai cittadini.

La Regione Lazio assicura di voler continuare a operare in sinergia con le istituzioni nazionali affinché l’impegno assunto si traduca rapidamente in interventi visibili. È un punto politicamente rilevante: dopo anni di attese, il territorio chiede non solo annunci, ma avanzamenti misurabili, cronoprogrammi chiari e un percorso capace di riportare la linea in funzione.

Mobilità nel Lazio, la riapertura della Priverno-Terracina come banco di prova

La vicenda della Priverno-Terracina si inserisce nel tema più ampio della mobilità regionale. Nel Lazio, soprattutto nelle province, la qualità dei collegamenti ferroviari incide direttamente sulla possibilità di vivere, lavorare e studiare senza dipendere in modo totale dall’auto. Ogni linea recuperata o potenziata può contribuire a riequilibrare il rapporto fra grandi centri urbani, aree costiere e territori più periferici.

Per la provincia di Latina, lo stanziamento può rappresentare un’occasione di rilancio. La linea non riguarda soltanto Terracina e Priverno, ma l’intero quadrante che gravita sul litorale, sui collegamenti interni e sui flussi verso Roma. Restituire piena operatività alla ferrovia significa rafforzare una dorsale di mobilità che può sostenere lavoro, turismo e servizi.

Il risultato annunciato dalla Regione Lazio apre dunque una fase nuova. Le risorse ci sono, il sostegno istituzionale è stato formalizzato, la questione della sicurezza del Monte Cucca è già entrata nel percorso degli interventi. Ora la domanda dei cittadini sarà semplice e legittima: quando torneranno i treni sulla Priverno-Terracina? È su questa risposta, concreta e verificabile, che si misurerà il valore reale dello stanziamento.

 
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