Ricambio generazionale nel lavoro, a Roma il confronto su PA e imprese promosso da Camera di Commercio

A Roma il 24 giugno confronto su ricambio generazionale, lavoro, imprese e Pubblica Amministrazione alla Camera di Commercio
Di Francesco Vergovich
Pietro Abate, segr. gen. Camera Commercio Roma
Pietro Abate, segr. gen. Camera Commercio Roma

A Roma il ricambio generazionale nel mercato del lavoro diventa materia di confronto pubblico, mercoledì 24 giugno alle ore 15, nella sede della Camera di Commercio al Tempio di Vibia Sabina e Adriano, in Piazza di Pietra. L’iniziativa, promossa con il ruolo centrale del segretario generale della Camera di Commercio di Roma Pietro Abate, mette al centro un tema che riguarda uffici pubblici, imprese, giovani professionisti e territori: come preparare il passaggio di competenze senza disperdere esperienza, produttività e visione.

Ricambio generazionale e lavoro: perché il tema arriva nella sede della Camera di Commercio

Il titolo dell’incontro, “Il ricambio generazionale nel mercato del lavoro. Proposte per la Pubblica Amministrazione e il mondo delle imprese”, fotografa un nodo ormai entrato nell’agenda quotidiana del Paese. Da una parte c’è la necessità di favorire l’ingresso di nuove energie nei luoghi decisionali e produttivi. Dall’altra c’è il bisogno di non trasformare il passaggio di testimone in una perdita secca di competenze, relazioni, memoria organizzativa e capacità amministrativa.

La scelta della Camera di Commercio di Roma non è casuale. Il sistema camerale rappresenta un osservatorio diretto sulla vita economica della Capitale e del Lazio: imprese, lavoro autonomo, professioni, formazione, innovazione, fabbisogni occupazionali. Portare qui una discussione sul ricambio generazionale significa affrontarla fuori dalle formule astratte, collegandola a ciò che accade ogni giorno nei territori produttivi.

Pietro Abate introdurrà i lavori insieme a Nausica Cangini, dell’Università degli Studi Guglielmo Marconi, e a Francesco Giubilei, presidente di Nazione Futura. L’apertura affidata a figure provenienti da istituzioni, formazione e cultura politica indica il taglio dell’appuntamento: non solo una riflessione sul lavoro giovanile, ma una lettura più ampia dei meccanismi che regolano accesso, merito, competenze e mobilità professionale.

Pubblica Amministrazione e imprese: il passaggio di competenze che non può essere rinviato

Il ricambio generazionale nella Pubblica Amministrazione è uno dei capitoli più delicati. Negli ultimi anni molti uffici hanno dovuto fare i conti con pensionamenti, nuove assunzioni, digitalizzazione dei servizi, procedure da aggiornare e un rapporto sempre più diretto con cittadini e aziende. L’ingresso di giovani funzionari e tecnici può portare velocità, familiarità con strumenti digitali e nuove modalità di lavoro. Per produrre effetti concreti, però, serve un’organizzazione capace di formare, accompagnare, responsabilizzare.

Lo stesso vale per le imprese. Nelle aziende familiari, nelle piccole e medie realtà produttive, nei servizi e nelle nuove filiere dell’innovazione, il passaggio generazionale non coincide soltanto con l’età anagrafica. Riguarda proprietà, ruoli, competenze manageriali, uso delle tecnologie, capacità di stare sui mercati. Un’impresa che non prepara per tempo il ricambio rischia di rallentare proprio quando avrebbe bisogno di investire, assumere, crescere.

Il tema coinvolge anche la formazione universitaria e professionale. I giovani entrano nel mercato del lavoro con aspettative diverse rispetto alle generazioni precedenti: chiedono percorsi chiari, retribuzioni coerenti, possibilità di crescita, equilibrio di vita, riconoscimento delle competenze. Le aziende, dal canto loro, lamentano spesso difficoltà nel trovare profili adeguati. In mezzo si colloca una domanda semplice: come far incontrare domanda e offerta senza scaricare tutto sul singolo candidato o sul singolo datore di lavoro?

Deputati e senatori a confronto sulle proposte per il lavoro dei giovani

Il confronto del 24 giugno vedrà la partecipazione di esponenti parlamentari di diversi schieramenti. Interverranno Galeazzo Bignami, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo alla Camera, Raffaele Nevi, deputato di Forza Italia e vice-capogruppo alla Camera, Antonio Nicita, senatore del Partito Democratico e vice-capogruppo al Senato, e Stefano Patuanelli, senatore del Movimento 5 Stelle, già capogruppo al Senato. A moderare sarà Incoronata Boccia, giornalista Rai.

La presenza di voci politiche differenti dà all’appuntamento un valore ulteriore: il ricambio generazionale non può essere letto come tema di parte. Riguarda l’efficienza della macchina pubblica, la tenuta del sistema produttivo, la qualità dell’occupazione, la capacità del Paese di non perdere i giovani più preparati. Le proposte possono divergere, ma la materia impone risposte operative: selezioni più rapide, formazione continua, incentivi mirati, contratti coerenti, percorsi di carriera meno opachi.

Per Roma e per il Lazio il discorso assume un peso particolare. La Capitale concentra amministrazioni centrali, enti pubblici, università, grandi aziende, terziario avanzato, professioni, cultura e servizi. È un laboratorio enorme, nel quale il ricambio generazionale può diventare leva di modernizzazione o restare un problema irrisolto. La differenza la faranno le scelte: investire sulle competenze, semplificare l’accesso, valorizzare il merito, costruire ponti reali con il mondo produttivo.

Giovani, formazione e imprese: il nodo del merito e delle opportunità

Quando si parla di giovani e lavoro, il rischio è fermarsi agli slogan. L’incontro alla Camera di Commercio porta invece il tema su un terreno più concreto: quali strumenti servono per evitare che il ricambio resti una formula buona per i convegni? Il primo riguarda l’orientamento. Troppi ragazzi arrivano alla scelta universitaria o professionale senza informazioni adeguate sui settori in crescita, sui profili richiesti, sulle competenze tecniche e trasversali che fanno la differenza.

Il secondo riguarda il rapporto con le imprese. Stage, apprendistato, alta formazione, percorsi ibridi scuola-lavoro e università-lavoro possono funzionare solo quando sono progettati con serietà. Non bastano esperienze brevi e poco qualificate. Servono percorsi capaci di trasferire competenze spendibili, creare relazioni professionali, dare ai giovani una prospettiva di inserimento reale.

Il terzo riguarda la Pubblica Amministrazione. I concorsi e le assunzioni rappresentano un canale decisivo, ma non esauriscono il problema. Dopo l’ingresso, occorre trattenere le persone motivate, assegnare responsabilità, evitare che i nuovi assunti restino bloccati in strutture lente. La modernizzazione degli uffici passa anche da qui: far dialogare esperienza e nuove competenze, senza creare muri generazionali.

L’appuntamento del 24 giugno, con ingresso libero, si inserisce in questa cornice. Un’occasione estremamente interessante per mettere a fuoco una priorità nazionale da leggere con gli occhi di Roma: capitale amministrativa, economica e formativa. Il ricambio generazionale non è soltanto il futuro che arriva. È una decisione da organizzare ora.

 
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