Ricomincia il viaggio di Ki1974

Di Matteo Persivali

La storia di Francesco Bertoncini comincia nel 1981, quando, appena diciottenne, entra come apprendista pastaio in un piccolo laboratorio torinese gestito da Pietro Bianchi – noto coiffeur dell’epoca – e da Angelo Saccone, cuoco storico della famiglia Nasi-Agnelli. Lì, tra impasti e intuizioni, nascono le prime gallette biologiche italiane, insieme a snack salutistici, biscotti naturali, gomasio, shoyu, kuzu e persino alghe: ingredienti quasi esotici per quegli anni, ma veri e propri antenati del bio contemporaneo.

Francesco non ha mai dimenticato quella stagione pionieristica. Ancora oggi conserva la sua prima busta paga, come un cimelio di famiglia. E da quel mondo, fatto di rispetto per la terra e per il cibo vero, non si è mai allontanato.

Oggi ha 61 anni, è sposato con Carmen – 59 anni, compagna di vita e di impresa – e da decenni porta avanti la sua missione nel biologico con Stella Foods, azienda con sede operativa a Rivalta (Torino) e laboratorio nel Biellese.

Così, quando ha saputo che lo storico marchio Kí – fondato proprio da Pietro e Angelo nel 1974 – era finito sul mercato, non ha esitato. Ha riunito un gruppo di ex dipendenti e collaboratori fidati, ha fondato Kí1974 Srl e si è presentato all’asta, acquistando per qualche decina di migliaia di euro ciò che restava di un vero e proprio pezzo di storia del bio italiano.

«Abbiamo sempre creduto nel valore del cibo biologico come fonte di benessere e salute – raccontano Francesco e Carmen – e questa convinzione ha sempre orientato la qualità dei nostri prodotti. È la stessa filosofia che ha contagiato anche Roberto Dusio, oggi nostro socio in Kí1974, e i nostri figli Mathias e Yannick, cresciuti tra le coccole e i consigli di Pietro e Angelo. Vogliamo ridestare l’interesse dei consumatori e del mercato, portando i nostri valori etici, la qualità artigianale, la nostra esperienza e il radicamento sul territorio».

Riposizionare Kí oggi significa entrare in un mercato che in Italia vale circa 10 miliardi di euro. Ma la sfida non spaventa il team: «I veri distributori specializzati di prodotti bio sono davvero pochi – spiega Dusio – e noi pensiamo di poterci ritagliare il nostro spazio con una selezione attenta, trasparente e coerente. Abbiamo già una rete vendita, che a gennaio aumenteremo. L’obiettivo è semplice e ambizioso: partire da centinaia di punti vendita indipendenti e ricostruire, passo dopo passo, il futuro di un marchio che ha fatto la storia del biologico made in Italy».

La sede operativa di Kí1974 è a Rivalta (To), in via Massimo d’Antona 5. E da lì, con lo stesso spirito del 1974, ricomincia il viaggio.

 
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Economia

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