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13 Maggio 2021

Pubblicato il

Rieti, presi da Polizia e Carabinieri gli autori della rapina a Contigliano

di Redazione

I due avevano rapinato anche un'area di servizio a Terni. Ora si trovano nel carcere di Vazia

Nel pomeriggio del 19 luglio scorso, gli agenti della Polizia di Stato della Questura di Rieti e i carabinieri del Comando Provinciale di Rieti hanno tratto in arresto L.M., 20enne cittadino italiano, e R.T., 23enne cittadino macedone,  per aver commesso due rapine a mano armata, una il 12 aprile scorso in danno della stazione di servizio “EWA” sulla S.R. 79 per Terni, e l’altra il 23 maggio scorso in danno del bar “Il Giardino” di Contigliano.

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Gli autori delle due rapine sono stati scoperti grazie all’attività d’indagine svolta in perfetta collaborazione dagli uomini della Squadra Mobile della Questura di Rieti e dai Carabinieri della stazione di Contigliano e del Nucleo Operativo Radiomobile di Rieti, che hanno raccolto tutte le prove necessarie che hanno permesso alla Procura della Repubblica di richiedere al G.I.P. del Tribunale di Rieti l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita lo scorso venerdì.

I due, già noti alle forze di polizia poichè L.M. aveva precedenti per stupefacenti e R.T. per violenza sessuale, avevano commesso le due rapine in concorso distribuendosi i compiti.

Il cittadino macedone era la mente pensante, programmava le rapine nei particolari, sceglieva l’obiettivo, il giorno e l’orario in cui fare il colpo, reperiva la pistola a salve ed il passamontagna per il travisamento e guidava l’azione del giovane italiano fungendo da palo durante la fase operativa, mentre L.M. entrava in azione con il volto travisato, minacciando le vittime con una pistola scacciacani e facendosi consegnare la refurtiva per poi darsi alla fuga a piedi sfruttando la sua agilità.

Nel corso dei due colpi i due avevano rapinato 1.200 euro e due telefoni cellulari presso l’area di servizio sulla ternana e 500 euro presso il bar di Contigliano.

Le indagini hanno avuto una svolta determinate con il rinvenimento di una pistola a salve, replica di una Glock semiautomatica, a 300 metri dal bar rapinato a Contigliano, con la comparazione delle impronte digitali del rapinatore lasciate nel bar e con il riconoscimento effettuato da un vigilantes che aveva incrociato il rapinatore mentre percorreva i campi vicini alla stazione di servizio subito dopo la rapina.

Gli agenti della Polizia di Stato ed i Carabinieri hanno scoperto che colui che in un primo momento appariva essere un testimone presente nel bar di Contigliano durante la rapina, e che aveva fornito delle indicazioni su un’inesistente vettura utilizzata per la fuga dal rapinatore, in effetti era il complice macedone che cercava di depistare gli investigatori.

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I rapporti tra il giovane rapinatore italiano, individuato sia grazie alle impronte digitali che alla descrizione di un vigilantes, e il cittadino macedone organizzatore delle rapine sono stati accertati dagli investigatori che hanno scoperto che i due avevano cenato insieme alla vigilia della rapina perpetrata a Contigliano e che tra le loro utenze cellulari erano intercorsi una serie di messaggi inequivocabili in cui si stabiliva la ripartizione dei proventi delle rapine.

I due arrestati sono stati condotti presso il carcere di Vazia a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

La brillante operazione condotta congiuntamente da Polizia di Stato e Carabinieri ha così stroncato l’attività delinquenziale dei due arrestati che aveva suscitato notevole apprensione e preoccupazione sia negli abitanti di Contigliano che tra coloro che frequentano la stazione di servizio sulla ternana, unica stazione di rifornimento della zona con bar aperto durante tutta la notte.

Il risultato investigativo è stato raggiunto grazie a una perfetta collaborazione tra la Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri che con un’incisiva ed efficace azione congiunta  di contrasto alle attività delinquenziali, già collaudata anche in occasione di altri gravi reati, assicurano un livello di sicurezza che consente di annoverare la provincia di Rieti tra le provincie più sicure.   

 

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