Le case non devono essere una chimera inafferrabile, piuttosto dovrebbero essere un diritto accessibile a tutti. È con questo obiettivo in mente che l’Assessorato al Patrimonio e alle Politiche Abitative di Roma, guidato da Tobia Zevi, insieme alle principali organizzazioni sindacali degli inquilini, ha intrapreso una battaglia per i diritti dei meno abbienti.
Focus sulla “fascia grigia”
Il tavolo di confronto riguarda 500 appartamenti di edilizia residenziale sociale e è diretto a sostenere quella che viene definita la “fascia grigia”. Questa categoria comprende coloro che non versano in una situazione di emergenza abitativa, ma che fanno fatica a coprire i canoni di locazione, soprattutto in un periodo come questo in cui i prezzi del mercato stanno mostrando un trend positivo. A Roma, circa 30mila persone rientrano in questa definizione.
Un accordo per i più fragili
L’intendimento è quello di ridurre ancor più i canoni di locazione per questi individui e famiglie. L’accordo sui canoni sociali si applicherebbe non solo agli alloggi attualmente disponibili, ma anche a quelli in fase di acquisizione. Il Comune stima di acquisire un ulteriore numero di 30mila alloggi per sostenere quei nuclei familiari più vulnerabili alla povertà abitativa, una situazione che è stata peggiorata da fattori come l’aumento del costo della vita e i tagli ai contributi per l’affitto.
Al tavolo di confronto, è stata espressa anche l’esigenza che il nuovo accordo si concentri soprattutto sui soggetti più fragili. Si parla di una modulazione dei canoni in base al reddito, un approccio che offrirebbe un sostegno concreto alle famiglie a basso reddito. L’assessore Zevi ha accolto con entusiasmo la proposta di estendere i criteri sociali dell’Amministrazione ad una platea più ampia del patrimonio comunale, potenziando così l’impatto dell’accordo.
Verso il futuro
Il cammino verso l‘accessibilità della casa è lungo e tortuoso, ma iniziative come questa dimostrano che non è un percorso solitario. L’unione di sforzi tra il Comune di Roma, le organizzazioni sindacali degli inquilini e altri stakeholder accende una luce di speranza per i 30mila cittadini romani che oggi si trovano in una ‘fascia grigia’ e possono finalmente sperare in un futuro in cui la casa non sia solo un sogno lontano, ma una realtà tangibile.