Domenica 22 febbraio alle 17.30 la Biblioteca Angelica di Roma (Piazza Sant’Agostino 8) ospita “5″, la vita è sogno, spettacolo teatrale in forma di atto unico d’amore, liberamente ispirato alle vite di Marilyn Monroe, Coco Chanel e Arthur Miller. L’appuntamento, annunciato dagli autori Marco Corsi e Barbara Bricca, porta sul palco un racconto fatto di monologhi, dialoghi, musica e immagini, con l’intento di trasformare biografie celebri in materia poetica e scenica, senza perdere contatto con la dimensione umana dei protagonisti.
5, la vita è sogno a Roma: data, orario e sede alla Biblioteca Angelica
La rappresentazione è in programma in uno dei luoghi più suggestivi del centro storico: la Biblioteca Angelica, istituzione culturale nel cuore di Roma, in Piazza Sant’Agostino 8. L’orario è alle 17.30, con prenotazione consigliata al numero 348.5566112. La scelta di una cornice così identitaria non è solo una nota logistica: il contesto rafforza la cifra “letteraria” dell’opera, pensata come incontro ravvicinato con il pubblico, dove la parola ha un peso specifico e il silenzio diventa parte della narrazione.
5: atto unico d’amore ispirato a Marilyn e Coco Chanel: la trama e l’idea degli autori
Il punto di partenza dichiarato è un “incontro destinato”: quando due anime devono riconoscersi, “tutto il Cielo si muove” perché accada. È la chiave simbolica che regge l’atto unico e che permette al testo di mettere in relazione figure lontane per epoca, ruolo, immaginario e ferite. Marilyn Monroe e Coco Chanel diventano persona e “personaggio”, due dive che si parlano come se il tempo non avesse più confini. In questo gioco consapevole, la scena non imita la vita: la ricompone, la filtra, la fa risuonare dentro i dilemmi che ognuno conosce—il bisogno di essere amati, la paura di non bastare, il desiderio di verità quando tutto intorno sembra recita.
Cast, regia e coreografie: chi porta in scena “5″
Il progetto reca firme e ruoli ben definiti: testo di Marco Corsi e Barbara Bricca; regia affidata alla stessa Barbara Bricca, che interpreta anche Marilyn. In scena ci sono Gabriele Planamente e Adriana Gianin, con la partecipazione amichevole di Federico Sangiorgi. Le coreografie sono di Laura Di Segni, elemento che suggerisce un lavoro fisico sul “non detto”: gesti, posture, avvicinamenti e distanze come lingua parallela alla parola. È un impianto che punta a rendere credibile l’emozione anche quando la scrittura si alza di tono e sceglie il verso poetico, evitando l’effetto “biopic” e cercando piuttosto un teatro di atmosfere.
Marilyn Monroe, Coco Chanel e Arthur Miller: il dialogo che diventa teatro
Nel racconto, Marilyn e Coco non sono semplici icone: sono coscienze in movimento, attraversate da desideri e contraddizioni. Arthur Miller, richiamato come riferimento biografico e affettivo, diventa la figura che tiene aperta una domanda: che cosa resta di noi quando il successo copre tutto e l’intimità chiede invece nudità, fragilità, responsabilità? L’atto unico lavora su un equilibrio delicato: l’eleganza dell’amore, il richiamo della seduzione, la fatica di “apparire” quando si vorrebbe soltanto “essere”. E lo fa con un dettato che, come emerge dalla sinossi, mira a “veicolare” il messaggio drammaturgico sia nel cuore sia nella mente dello spettatore.
Roma e lo spettacolo “5”: riferimenti colti e memoria pasoliniana
Il titolo non è un’etichetta: 5 è una dichiarazione di poetica. Nella sinossi vengono richiamati riferimenti che parlano a chi ama la letteratura e il cinema: “La vida es sueño” di Calderón de la Barca, il “Calderón” di Pasolini, il “Sogno di Rosaurа”, fino a evocazioni che arrivano a Shakespeare e alla visione poetica pasoliniana di “Cosa sono le nuvole”. Sono citazioni che non chiedono allo spettatore di “sapere tutto”, ma lo invitano a riconoscere un clima: quello del sogno come lingua scenica, del dialogo onirico come spazio dove si può dire l’indicibile senza mentire. In un tempo in cui molte storie corrono veloci, qui si prova a rallentare e a far sedimentare le immagini.
Prenotazioni e pubblico: perché “5” può diventare un evento
La scelta della domenica pomeriggio e di una sede culturale come la Biblioteca Angelica indica un’idea precisa di pubblico: non una platea distratta, ma spettatori che cercano un’esperienza ravvicinata, capace di unire sentimento e pensiero. Le conseguenze, per chi organizza e per chi assiste, sono quelle che spesso accompagnano il teatro quando funziona: discussione all’uscita, passaparola, voglia di rivedere alcuni passaggi, desiderio di parlare di amore senza formule, con un linguaggio che non si vergogna della poesia. Dal lato degli autori e degli interpreti, la posta in gioco è altrettanto chiara: portare in scena due miti senza imbalsamarli, restituendo loro una voce viva e contraddittoria.
Dove e quando: appuntamento a Roma con “5”
“5, Atto Unico d’Amore” va in scena domenica 22 febbraio alle ore 17.30 alla Biblioteca Angelica, Piazza Sant’Agostino 8, Roma. Per prenotare il proprio posto è disponibile il contatto 348.5566112. È un’occasione che unisce teatro, parola e immaginario pop, in una formula breve ma intensa, pensata per lasciare un segno e riportare al centro una domanda semplice e antica: dov’è la verità, quando il sogno diventa la forma più sincera del reale?
