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04 Dicembre 2021

Pubblicato il

Perdere casa

Roma. Anziano esce per visite mediche e al rientro trova casa occupata

di Cristina Accardi
"Perdere la poltrona" per delle visite mediche. Un 86enne è stato sfrattato dalla propria abitazione da una donna che l'ha occupata abusivamente
Porta blindata

C’è un detto che dice “chi va a Roma perde la poltrona”. Un detto efficace anche per questa vicenda, seppur un po’ diversa, che coinvolge un uomo di 86 anni.

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Il signor Ennio, un uomo di 86 anni, viveva in un appartamento nel quartiere Don Bosco di Roma. Per un paio di giorni si era allontanato dalla sua abitazione per effettuare delle visite mediche, ma al ritorno “perde la poltrona”. Infatti, al suo rientro si ritrova sfrattato dalla sua stessa abitazione da una donna che ormai vive lì insieme ai due suoi figli minorenni.

Nonostante l’uomo abbia chiesto l’intervento delle forze dell’ordine è costretto a essere un senza fissa dimora da due settimane, poiché gli agenti non essendoci stato furto non possono procedere con lo sfratto forzato. L’unica soluzione a questa vicenda è l’intervento da parte del giudice, ma dal 13 ottobre ad oggi, come afferma l’avvocato Alessandro Olivieri, “non è stata riconosciuta la flagranza del reato e perciò il mio assistito non ha avuto modo non solo di riavere il suo appartamento, che ha regolarmente acquistato, ma neanche di recuperare i suoi oggetti personali“.

La donna ha già provveduto a mettere il suo nome nel campanello e cambiare la serratura della porta blindata. L’unico procedimento efficace, che poteva far procrastinare le azioni della donna, era l’applicazione del sequestro preventivo come misura cautelare, per ottenere uno sgombero immediato e mettere in sicurezza l’immobile.

Era l’unica arma che avevamo per preservare l’appartamento del mio cliente ma ormai sono passati 17 giorni, chi può garantirci che tutti gli oggetti di valore del signor Ennio sono ancora al loro posto?” conclude Oliviero.

Abusivismo quando è reato

Per legge l’occupazione abusiva di una casa privata è un reato perseguibile penalmente. Alcune volte però i cavilli burocratici e le leggi attuali non garantiscono la tutela del proprietario. Infatti, in alcuni casi nonostante si proceda correttamente con una querela presso la Questura, questo non garantirà la ripresa della propria abitazione, poiché nel caso in cui il soggetto occupante è considerato in “stato di necessità” verrà assolto a giudizio.

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Tuttavia, questo consente comunque al proprietario di mantenere lo stato di diritto di rientro nella propria abitazione, ma dovrà procedere con la procedura civile.
L’intervento “fai da te” per cercare di sfrattare l’abusivo non è consentito e neppure quello delle forze dell’ordine senza previo intervento del giudice.

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È importante però far distinzione delle due tipologie di abusivismo. L’abusivismo per stato di necessità non può essere incriminato poiché è avvenuto per evitare danni gravi alla persona e dunque è considerata un’azione di tutela personale. Per quanto riguarda i senza fissa dimora, la situazione cambia, perché l’occupazione non è dovuta a uno stato di emergenza improvviso.

Proposta di legge per combattere l’occupazione abusiva

Nella nostra capitale il problema dell’occupazione abusiva è da anni irrisolvibile. La situazione romana è quasi in stato di emergenza.
Per sopperire a questa situazione i deputati della Lega, quest’estate, avevano deposto una proposta di legge per istituire il reato di occupazione abusiva. Infatti, la proposta di legge prevederebbe l’introduzione nel codice penale di un nuovo articolo 633-bis atto a tutelare i soggetti fragili dagli abusivi illegali.

Tuttavia, seppur la proposta di legge possa essere efficace per la risoluzione di alcune situazioni, il problema dei senza tetto e delle persone in stato di emergenza, soprattutto dopo la pandemia, è in netto aumento.

Seppur il fine non giustifica i mezzi, oltre a cercare di eliminare il problema, bisognerebbe cercare di risolverlo. Per far ciò è necessario incrementare i sussidi alle persone che si trovano a oggi in difficoltà.

 
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