Roma, cadavere mummificato trovato in un vano del Policlinico Gemelli

Era un paziente di 45 anni, di origine romena, sparì durante la degenza ospedaliera

Ieri mattina, 26 febbraio, intorno alle 9:00 del mattino, la scoperta raccapricciante al Policlinico Gemelli: all'interno di un'area che conduce alle condotte di areazione, è stato rinvenuto un cadavere in avanzato stato di decomposizione. Si tatta probabilmente di un uomo deceduto sei mesi fa, all'interno dell'ospedale, nel quale era ricoverato. Il paziente, senza fissa dimora, si trovava nella struttura ospedaliera a causa di una grave cirrosi epatica. 

Il senza tetto era stato condotto al Gemelli da un volontario della Caritas il 10 agosto, perchè le sue condizioni di salute si erano aggravate e stava anche perdendo la vista. L'uomo, dopo un primo trattamento di terapia idratante e a sostegno nutrizionale aveva chiesto di essere dimesso, ma poi aveva cambiato idea e aveva accettato di proseguire le cure. Ma nella notte di lui si erano perse le tracce. Infermieri e personale sanitario spiegano che il paziente è stato cercato nei locali dell'ospedale, nelle stanze dei pazienti, nei corridoi, nelle sale chirurgiche ma nessuno lo aveva più tovato. L'uomo non possedeva un cellulare quindi non è stato possbile rintracciarlo e i medici avrebbero archiviato il fatto registrando una "dimissione volontaria" di fatto mai avvenuta. 

La causa della morte, forse favorita anche dalla vista debole e dalle condizioni cliniche del paziente, sarebbe una caduta: un volo di circa sei metri. La polizia sta indagando, sarà svolta un'autopsia e sono già partite le indagini per accertare la dinamica e stabilire le responsabilità. Al momento, dichiarano le forze dell'ordine, non è escluso neanche l'omicidio volontario. 

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