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29 Settembre 2020

Pubblicato il

Roma come Gardaland

di Redazione

In progetto l'idea di far pagare l'ingresso in città alle auto

Ci risiamo. Natale è sempre stato un periodo ricco di sorprese e la magia che già si respira nei centri commerciali del Panettone che con un euro ne porti a casa 4, ha pervaso l'aria del colle dove ha sede l'amministrazione capitolina. Neanche Babbo Natale in persona, infatti, sarebbe stato in grado di pensare La Soluzione del trasporto pubblico locale.

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E' noto, infatti, che i mezzi di trasporto pubblico romani siano all'avanguardia, E non solo in Europa. E' altresì noto che, gli stessi, siano in grado di trasportare l'utente come si fosse all'ombra del Big Ben, anzi, meglio. La capillarità, poi, non teme confronti. Inutile parlare della copertura e dell'efficienza del servizio 'chè neanche la “Milano da bere” ce la fa. Poi, e stavolta seriamente, gli autisti e i conduttori che, ormai soli, in balia del traffico e del delinquente di turno, meriterebbero una medaglia al giorno.

La soluzione dello sfascio dei biglietti falsi, delle linee dei bus che vengono tagliate per mancanza di fondi, del traffico di una città di 2000 anni che non può trasformare le sue arterie come fossimo a Berlino o New York, della Metropolitana che finirà per la prossima Glaciazione… La soluzione è la solita, mettere le mani nelle tasche della gente.

Il progettino, difatti, prevede l'ingresso a pagamento per i mezzi privati all'interno, pare, dell'anello ferroviario. La scusa: contribuire al risanamento del trasporto pubblico locale. Un paio di dati: sono circa un miliardo, leggasi 1000000000, gli utenti del Tpl all'anno per un introito di meno di trecento milioni di euro. Non sono mai stato un asso in matematica ma la maestra era simpatica e, fosse ancora tra noi, direbbe che i conti non tornano.

Il biglietto è pagato da pochi, anzi pochissimi nelle periferie, ma anche al centro si danno da fare per arrivarle, e i controlli scarseggiano. E poi, pagare per salire potrebbe essere offensivo per tutti quelli che se ne fregano altamente. Pensare al ritorno del tizio addetto ai biglietti sulle vetture? Impensabile, vero?

“Pagare per andare a lavorare?” e ancora: “Fossimo a Londra, dove la metropolitana ti porta ovunque, potrei anche capirlo. Ma a Roma, se non ti sposti in auto, dove vai e, soprattutto, quando arrivi?” Di commenti presi al volo, ce ne sono già tonnellate, come quelle dei soldi che non sono nemmeno arrivati così come quelli, evidentemente, non utilizzati a dovere e che hanno portato allo sfascio questo Paese e questa città. Allora, come al solito, di fronte all'incapacità, ci si rivolge al cittadino che, nonostante tutto, continua a pagare, a vuotare le tasche ormai vuote come la testa di certi pensatori che non sanno più che pesci pigliare, che dicono di aver posto fine al finanziamento pubblico ai partiti e invece basta leggere il giornale per capire l'ennesima bugia, quelli lontani dalla vita vera che comincia alle 5 e mezza del mattino, in auto, sul Raccordo già trafficato.

A proposito, vogliono far pagare anche quello. Così, restare mezza giornata in coda aspettando popcorn e coca cola e uno spettacolo che non comincia mai, fermi come fosse l'esodo di ferragosto di una vita fa, darà più soddisfazione, vi pare?

 
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