Le notizie dei Comuni del Lazio

Roma, crolla la Torre dei Conti: morto l’operaio Octay Stroici dopo 11 ore di agonia sotto le macerie

È morto Octay Stroici, l’operaio 66enne rimasto intrappolato per 11 ore nel crollo della Torre dei Conti. Roma e l’Italia piangono una nuova vittima sul lavoro
Di Alessandra Monti
Crollo Totte dei Conti ambulanza con operaio morto

La tragedia che ha colpito il cuore di Roma ha scosso l’intera città. Octay Stroici, 66 anni, operaio romeno impegnato nei lavori di restauro della Torre dei Conti, è morto dopo essere rimasto sepolto per oltre undici ore sotto le macerie del crollo. Le sue condizioni erano apparse subito disperate, e nonostante i soccorsi straordinari dei vigili del fuoco e l’intervento dei medici dell’Umberto I, non ce l’ha fatta.

La Torre dei Conti, simbolo del Medioevo romano situata a due passi dai Fori Imperiali, è oggi non solo un monumento ferito, ma anche il luogo di una tragedia che riaccende il dibattito sulla sicurezza nei cantieri e sulla tutela di chi lavora ogni giorno per preservare il patrimonio storico della Capitale.

LA TUA PUBBLICITÀ QUI

Crollo della Torre dei Conti: il dramma nel centro di Roma

Lunedì mattina, in pieno centro storico, un boato improvviso ha rotto il consueto brusio dei turisti tra i Fori e via Cavour. Una porzione della Torre dei Conti, imponente struttura costruita nel 1238 per volontà di Innocenzo III, è crollata durante un intervento di manutenzione.

Octay Stroici, che stava lavorando in una zona del cantiere, è rimasto intrappolato sotto le macerie. Altri operai presenti sono riusciti a mettersi in salvo, mentre per lui è iniziata una lunga e disperata corsa contro il tempo. I vigili del fuoco, accorsi immediatamente, hanno scavato per ore in condizioni estremamente difficili, tra detriti instabili e rischio di nuovi cedimenti.

“È stato un intervento complesso e pericoloso – ha spiegato Adriano De Acutis, comandante provinciale dei Vigili del Fuoco – ma abbiamo lavorato senza sosta, metro dopo metro, fino a trovarlo. Quando lo abbiamo estratto era ancora cosciente”.

Undici ore di speranza e poi la morte dell’operaio per il crollo della Torre dei Conti

Erano da poco passate le 22 quando, dopo undici ore di scavi, i soccorritori sono riusciti finalmente a liberare il corpo di Stroici. Il momento del salvataggio è stato accompagnato da un lungo applauso delle persone presenti, tra operatori, forze dell’ordine e curiosi che avevano seguito le operazioni per tutta la giornata.

LA TUA PUBBLICITÀ QUI

Il 66enne è stato subito trasferito al Policlinico Umberto I a bordo di un’ambulanza del 118 scortata dalle pattuglie. Ma la speranza è durata poco: l’operaio è arrivato in arresto cardiocircolatorio, come confermato dalla nota diffusa dal Policlinico. “Sono state tentate tutte le manovre rianimatorie – si legge nel comunicato – ma nonostante gli sforzi del personale medico, la ripresa dell’attività cardiaca spontanea non è riuscita. Il decesso è stato constatato alle 00.20.”

Il dolore e il cordoglio delle istituzioni per la morte di Octay Stroici

La notizia della morte di Octay Stroici ha suscitato un’ondata di cordoglio istituzionale. Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha parlato di “una tragedia che colpisce tutta la città” e ha voluto esprimere “un pensiero commosso alla famiglia, ai colleghi e a chi gli era vicino”, ringraziando al contempo i soccorritori “per la professionalità e la dedizione dimostrate in una situazione così drammatica”.

Anche la premier Giorgia Meloni ha voluto esprimere pubblicamente il suo dolore: “A nome del Governo, esprimo profondo cordoglio per la scomparsa di Octay Stroici. Siamo vicini alla sua famiglia in questo momento di indicibile sofferenza. Ringrazio i vigili del fuoco e tutti coloro che si sono prodigati, senza sosta e con coraggio, nel tentativo di salvarlo.”

Parole di grande commozione anche dal ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che ha definito Stroici “una vittima del dovere silenzioso di chi lavora per conservare la memoria storica del Paese”.

Indagini in corso: la Procura apre un’inchiesta sul crollo della Torre dei Conti

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per accertare le cause del crollo e individuare eventuali responsabilità. Gli inquirenti stanno raccogliendo documenti e testimonianze, mentre la Sovrintendenza e i tecnici del Comune hanno avviato verifiche sulla stabilità della struttura e sulle condizioni di sicurezza del cantiere.

LA TUA PUBBLICITÀ QUI

Le prime ipotesi parlano di un cedimento localizzato in un’area interessata da lavori di consolidamento, ma al momento nessuna pista è esclusa. “Dobbiamo capire se si sia trattato di un errore umano, di un difetto strutturale o di un incidente imprevedibile”, ha spiegato una fonte investigativa.

Intanto, l’area di Largo Corrado Ricci rimane transennata e sotto stretta sorveglianza, mentre si valuta l’entità dei danni alla Torre dei Conti, che rappresenta uno dei più preziosi esempi di architettura medievale a Roma.

Un simbolo spezzato e un richiamo alla sicurezza sul lavoro

Il crollo nel centro di Roma non è solo un incidente sul lavoro, ma un monito che tocca uno dei temi più delicati del nostro tempo: la sicurezza nei cantieri. L’Italia continua a contare un numero inaccettabile di morti bianche — oltre 400 dall’inizio dell’anno, secondo l’INAIL — e ogni tragedia come questa riporta alla luce un’emergenza che resta irrisolta.

Restaurare e mettere in sicurezza un monumento come la Torre dei Conti è un’operazione complessa, che richiede non solo competenze tecniche elevate ma anche condizioni di sicurezza assoluta. “Non ci si può permettere leggerezze – commenta un esperto di edilizia storica – perché qui si lavora in contesti fragili, dove ogni errore può costare vite umane.”

Roma in lutto per Octay Stroici

In via Cavour, davanti alle transenne che delimitano il cantiere, sono comparsi fiori e biglietti. “Per Octay, che ha dato la vita per il suo lavoro”, si legge su un foglio lasciato da un passante. Un gesto semplice ma carico di significato in una città che, ancora una volta, si ritrova a piangere un lavoratore morto mentre faceva il proprio dovere.

I colleghi lo descrivono come un uomo gentile, serio e instancabile. “Lavorava da anni con noi – racconta un compagno di squadra – era prudente, rispettava sempre le regole. Nessuno meritava di morire così, tanto meno lui.”

Una ferita aperta nel cuore della Capitale

La morte di Octay Stroici lascia una ferita profonda nel cuore di Roma e richiama l’attenzione sulla necessità di tutelare chi lavora per custodire la bellezza del nostro Paese. La Torre dei Conti, oggi segnata dal crollo, resta il simbolo di una Capitale che deve proteggere non solo il suo patrimonio artistico, ma anche le persone che lo rendono vivo ogni giorno.

 
CATEGORIA

Cronaca

DATA

Condividi l'articolo su

Scorri lateralmente questa lista