La storica Torre dei Conti, un simbolo dei Fori Imperiali a Roma, ha subito un crollo parziale e tragico che ha causato il decesso di un operaio di 66 anni, Octavy Stroici, rimasto per oltre 11 ore bloccato sotto le macerie. Il drammatico episodio ha sollevato interrogativi sulla sicurezza delle strutture antiche in Italia.
Il terremoto ha contribuito al crollo? Il parere dell’esperto di Tecnica delle costruzioni
Secondo Stefano Pampanin, docente ordinario di Tecnica delle costruzioni alla Sapienza, una scossa di magnitudo 3.3 avvenuta sabato scorso potrebbe aver avuto un ruolo significativo nel crollo dell’antico monumento. Lo riporta il quotidiano online “la Repubblica”.
Sabato 1 novembre i sismografi hanno registrato una scossa di magnitudo 3.3, che ha fatto tremare la costa laziale. La scossa è stata avvertita in tutto il litorale laziale, ma anche a Roma e ai Castelli Romani.
L’epicentro è stato individuato al largo del litorale romano. Secondo i dati diffusi dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), l’ ipocentro è stato localizzato a circa 5 chilometri di profondità. L’evento sismico è stato avvertito chiaramente nei comuni di Anzio, Aprilia, Pomezia, Fiumicino, Latina, Velletri e a Roma Sud. Il sisma registrato sulla costa laziale lo scorso sabato alle 22:47 è al centro delle discussioni degli esperti.
Stefano Pampanin sottolinea come l’età e la qualità dei materiali costruttivi della storica torre, già compromessi da precedenti eventi sismici e dall’usura del tempo, possano aver reso la struttura particolarmente vulnerabile. “Questi edifici – spiega il docente a Repubblica – sono composti da materiali quali sassi, mattoni e malta, spesso di scarsa qualità”.
Gli esperti sulle cause del crollo
Mentre non ci sono ancora dati definitivi sulle cause tecniche del crollo, Pampanin suggerisce che le vibrazioni indotte dal terremoto potrebbero aver generato deformazioni nella torre superiori ai livelli di resistenza locali in alcuni punti critici. Questo avrebbe portato a un “effetto catastrofico” proprio mentre erano in corso i lavori di ristrutturazione.
La morte dell’operaio Octay Stroici
Purtroppo, il crollo della torre ha avuto anche conseguenze tragiche. Octay Stroici, un operaio romeno di 66 anni impegnato nei lavori di restauro, è stato estratto dopo ore dalle macerie ma non è sopravvissuto alle gravi ferite riportate. La sua morte ha sottolineato ulteriormente i rischi associati alla manutenzione di strutture storiche compromesse.
Pampanin: “serve una diagnosi mirata per ogni struttura”
Pampanin esorta a considerare questo evento come un campanello d’allarme per la necessità di valutare attentamente la stabilità degli edifici storici italiani. “Serve una diagnosi mirata su ogni struttura”, afferma l’esperto, proponendo l’idea di una “cartella clinica” per ciascun edificio. Inoltre, invita a mobilitare un team nazionale composto dai migliori ingegneri e geologi per guidare un piano di miglioramento della sicurezza che includa case, scuole ed edifici storici.
Sisma e patrimonio culturale
L’episodio della Torre dei Conti riporta in primo piano l’importanza di proteggere il patrimonio culturale italiano non solo dalla normale usura del tempo ma anche dagli eventi naturali imprevedibili come i terremoti. Mentre le autorità competenti lavorano per capire le cause esatte del crollo, il dibattito si estende su come prevenire future tragedie attraverso misure preventive adeguate.